OSCAR TUTTOBICI. FRANCESCO DI FELICE: «ANNO IMPORTANTE, MA NESSUNO MI HA CHIAMATO»

TUTTOBICI | 11/11/2022 | 08:14
di Carlo Malvestio

Si avvicina l'appuntamento con La Notte degli Oscar, che segna la conclusione ideale della stagione 2022 e traghetta verso una nuova avventura. Di scena ci saranno, come sempre, i migliori atleti dell'anno in ogni categoria: ve ne presentiamo uno al giorno, in un cammino di avvicinamento che culminerà con la festa di venerdì 18 novembre a Milano. Oggi è la volta di Francesco Di Felice.


Il mondo dei grandi non sembra volergli aprire le porte, ma Francesco Di Felice non si lascia abbattere e anno dopo anno inanella successi, piazzamenti e prestazioni a ripetizione. Classe 1997 di Pescara, Francesco, che quest’anno ha corso con la maglia della Gallina Ecotek Lucchini Colosio, si è aggiudicato l’Oscar TuttoBici Gran Premio BikeExchange-Jayco di miglior Elite della stagione, chiudendo la speciale classifica con 174 punti contro i 116 di Riccardo Lucca (Work Service Group Vitalcare), secondo, e i 102 di Cristian Rocchetta (Zalf Euromobil Désirée Fior), terzo.


Di Felice ha cominciato ad andare in bicicletta all’età di 9 anni, seguendo la grande passione per lo sport di nonno Giovanni, ed è cresciuto nel mito di Paolo Bettini, con il quale condivide le caratteristiche di corridore veloce e resistente alle brevi salite.

Francesco, sei stato davanti per tutto l’anno…

«È stata sicuramente una buona stagione, in ogni gara a cui ho partecipato ho praticamente sempre chiuso in Top 10. Potevo aspettarmi qualche vittoria in più, visto che alla fine ho vinto solo la Coppa Caduti di Reda, ma nel complesso non posso certo lamentarmi».

Il periodo in cui sei andato più forte?

«Nei mesi di luglio-agosto stavo veramente bene. Dopo il terzo posto al Trofeo Città di Brescia la gamba girava alla grande e nelle settimane successive ho raccolto davvero tantissimi piazzamenti. Pensavo che la seconda vittoria stagionale fosse dietro l'angolo, e invece non sono più riuscito ad alzare le braccia al cielo. Peccato».

Immagino che la soddisfazione sia un po’ frenata dal fatto che anche nel 2023 non sarai professionista.

«Quest'anno, grazie al calendario della Gallina Ecotek, ho avuto modo di correre molto all'estero, anche incrociando alcune squadre professionistiche. Mettendomi in mostra pensavo che qualcuno potesse interessarsi, e invece nulla neanche questa volta. Non un singolo contatto o interessamento. Viene da chiedersi se, con questo ciclismo, a 25 anni valga ancora la pena inseguire il proprio sogno».

Sono diversi anni che sei davanti a lottare coi migliori della categoria, ti sei dato una spiegazione del perché nessuno ti chiami?

«Non me lo so spiegare sinceramente, perché sono andato forte sia da U23 che da Elite. Nel 2019 avevo vinto 8 gare e anche lì non ero riuscito a trovare nulla. Sono andato in una Continental come la Sangemini Mg.k Vis che correva spesso coi professionisti ma poi si è messo di mezzo il covid e ha fatto perdere a tutti diverso tempo. Quest'anno, punteggi alla mano, sono stato il secondo migliore del calendario nazionale dietro a Buratti. Sinceramente mi chiedo cosa dovrei fare di più per passare tra i professionisti».

Qualche scelta che non rifaresti?

«Forse mi sarei dovuto fare affiancare da procuratori un po' prima, invece ho interpretato il ciclismo come un gioco per molti anni. Ma non so se sarebbe cambiato qualcosa».

Il prossimo anno ci riproverai?

«Correrò con il Team Maltinti, ma non ho più grosse speranze di passare professionista. Continuerò a farlo perché mi diverto e perché sono competitivo, ma il professionismo non sarà più al centro dei miei pensieri. Ciò che dovevo fare, ovvero mettermi in mostra e dimostrare le mie qualità, l'ho fatto. E poi, anche se l'anno prossimo dovessi vincere un po' di corse, sono sicuro che nessuno mi chiamerebbe. Ormai le squadre hanno i loro progetti da seguire, preferiscono prendere giovani che magari hanno dimostrato poco o nulla, ma farli crescere internamente. Se qualcuno vorrà contattarmi, comunque, sa dove trovarmi».

Hai mai pensato di mollare?

«Diverse volte, anche quest'anno, ma la mia famiglia e la mia morosa Irene mi hanno sempre spronato ad andare avanti».

Sceso di bicicletta cosa ti piacerebbe fare?

«Vorrei rimanere nel mondo del ciclismo, facendo magari da preparatore atletico o direttore sportivo a qualche squadra giovanile, e aiutare i ragazzi a raggiungere quel sogno che io probabilmente non riuscirò a raggiungere».

C’è ancora qualche gara che vorresti vincere?

«Il prossimo anno mi piacerebbe vincere la Firenze-Empoli, che è organizzata dalla mia squadra, così da dedicarla a Renzo Maltinti, scomparso circa un mese fa. La gara dei sogni in assoluto, invece, è il Mondiale».

L’Oscar TuttoBici, in ogni caso, non te lo toglie nessuno.

«E mi fa molto piacere. Ci ero andato vicino nel 2019 da U23 e sono veramente felice di essere riuscito a vincerlo quest'anno da élite. Per la mia carriera è un riconoscimento importante».

Per conoscere tutti i dettagli e la classifica finale del Gran Premio BikeExchange - Jayco CLICCA QUI

ALBO D'ORO OSCAR TUTTOBICI ÉLITE

1996    Maurizio Vandelli
1997    Vladimir Duma
1998    Gianluca Tonetti
1999    Marco Zanotti
2000    Antonio Salomone
2001    Denis Bondarenco
2002    Luca Solari
2003    Manuele Mori
2004    Giairo Ermeti
2005    Alexander Efimkin
2006    Marco Cattaneo
2007    Francesco De Bonis
2008    Emanuele Vona
2009    Paolo Ciavatta
2010    Federico Rocchetti
2011    Matteo Busato
2012    Patrick Facchini
2013    Gianfranco Zilioli
2014    Davide Pacchiardo
2015    Gianluca Milani
2016    Davide Orrico
2017    Andrea Toniatti
2018    Umberto Marengo
2019    Simone Ravanelli
2020    Stefano Gandin
2021    Cristian Rocchetta
2022   Francesco DI FELICE

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COMMENTI
Manca un pezzo
11 novembre 2022 14:08 blardone
Se dobbiamo raccontare facciamolo in tutta la sua parte però .così i team manager passano da incapaci come al solito di non essere in grado di valutare i ragazzi ..... Le squadre prof vogliono corridori che vincono la Milano San Remo e che non cantino a san remo ... Mi spiace signor Di Felice e stato gestito male .. lei e un grande corridore purtroppo gestito da persone sbagliate .. Blardone Andrea

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