STEFANO TOMASINI, UNA METEORA CHE SI ESALTO' ALLA CORTE DI FANINI

STORIA | 20/08/2022 | 08:00

Un corridore di sostanza e qualità che non riusciva ad arrivare al professionismo e solo nel 1987 con la Remac-Fanini centro l'obiettivo: lui è Stefano Tomasini che, dopo aver vinto nell'81 il titolo italiano juniores e l'anno successivo il Giro della Valle d'Aosta, dovette attendere l'87 per fare il grande salto affidandosi al patron lucchese che investiva sui giovani.


Indimenticabile per il patron lucchese il Giro d'Italia 1988: «Con Tomasini - sottolinea Fanini - trovai anche il corridore che puntava alle classifiche delle corse a tappe. Lui era completo: aveva classe, era metodico e perfezionista.Ad un certo punto del Giro 1988, quando era in una fuga solitaria, era virtualmente in maglia rosa. Non avevo mai provato una sensazione del genere. Il mio budget è sempre stato molto limitato rispetto alle grandi squadre e l'obiettivo di fare classifica al Giro d'Italia era sempre stato per me una chimera. Però in quella edizione la mia Fanini-Seven Up si aggiudicò la classifica dei giovani con Tomasini che indossò la maglia bianca con un vantaggio di 15 minuti e 30 secondi sul secondo classificato Franco Vona, successivamente gregario di Gianni Bugno e vincitore di tre tappe proprio al Giro d'Italia. In quell'edizione del Giro un altro mio corridore, Alessio Di Basco, si impose allo sprint davanti a grandi velocisti come Bontempi e Urs Freuler. Un Giro dove siamo stati protagonisti vincendo anche la classifica a squadre di giornata in diverse occasioni».


Quell'edizione rosa fu vinta dallo statunitense Andrew Hampsten della Seven Eleven, davanti a Erik Breukiek della Panasonic e poi Zimmermann, Giupponi e Chioccioli nell'ordine. L'allora ventiquattrenne Tomasini si classificò al nono posto finale ed il suo anno magico fu coronato da altre due vittorie: nella cronoscalata della Futa-Memorial Gastone Nencini e nella 2.a Prova del Trofeo dello Scalatore.

Per diverse stagioni Ivano Fanini ha partecipato nelle corse in programma con due squadre: la Pepsi Cola-Fanini e la Polli-Fanini. Come nella 13.a edizione del Giro del Trentino nel 1989. La prima tappa la Pepsi-Fanini se la aggiudicò con Angelo Canzonieri. La seconda tappa vide le due squadre Fanini sul podio. Il successo da Pellizzano a Rovereto andò a Stefano Tomasini della Pepsi, secondo Emanuele Bombini della Gewiss e terzo Andrea Chiurato della Polli-Fanini, come dire un podio quasi interamente della famiglia Fanini, un caso più unico che raro. In virtù dei tempi fatti registrare la Pepsi Cola-Fanini si aggiudicò anche la classifica finale con Antonio Santoromita, che tolse la maglia al compagno di squadra Tomasini, secondo Claudio Chiappucci della Carrera a 43" e terzo Luca Gelfi della Del Tongo.

Dopo quelle prove Stefano Tomasini ebbe tante offerte e scelse la Malvor ma non riuscì a ripetersi sugli stessi livelli: purtroppo il 1990 fu anche il suo ultimo anno da professionista perchè a fine stagione mise fine ad una carriera le cui giornate miglori sono tutte legate alla maglia Fanini.

da La Gazzetta di Lucca a firma di Valter Nieri

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COMMENTI
Gibì
20 agosto 2022 15:32 pickett
Nella Pepsi terminò la carriera Baronchelli,e incredibilmente ,nonostante la presenza in organico di un corridore storico del nostro ciclismo,la Pepsi non venne invitata al Giro 88.Ma Fanini,invece di 2 squadre,non ne poteva allestire una sola un po' + forte?

Cosa storica per l’epoca
20 agosto 2022 17:30 roger
Mai più nessuno se ricordo bene ha fatto una cosa simile. Solo Fanini è riuscito a farlo e poi, non mi pare che la squadre non fossero forti. Al Giro vinsero tappe e maglia dei giovani, poi Giro dell’Etna, Trofeo Laigueglia, campionato italiano su strada…e con la Pepsi, tappe e classifica al Giro del Trentino, Trofeo Matteotti, ecc. ecc. La storia non si cancella, difficile criticare una cosa così. Bravo Fanini!

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