LANGKAWI. MINALI: «ESCO ALLA DISTANZA…». VIEL E IACCHI MIGLIORI ITALIANI

PROFESSIONISTI | 08/02/2020 | 12:12
di Nicolò Vallone

Nella maxi-volata di Kerteh (qui il report della 2^ tappa del Tour de Langkawi), che ha visto tutti i 123 corridori racchiusi in 0’’ di distacco, diversi italiani hanno solo sfiorato il podio. Come ieri, Matteo Pelucchi (Bardiani CSF Faizanè) e Luca Pacioni (Androni Giocattoli Sidermec), ancora nei primi 10 all’arrivo. E anche Riccardo Minali, della Nippo Delko One Provence, risultato 4° al photofinish, riscattando alla grande la sfortunata prova di ieri a Kuching che l’ha visto in ritardo di oltre 5 minuti per colpa di un intoppo con la sua bici. Ma non è inusuale per il veronese classe ’95 uscir fuori alla distanza, come ci spiega lui stesso: «Io sono uno da corse lunghe, la mia caratteristica è andare sempre meglio giorno dopo giorno, soffro sempre le prime tappe. Anche oggi sono andato bene, ma non benissimo. Me la sono giocata fino alla fine, ma ho avuto un po’ di tentennamento nell’ultima curva e non sono riuscito a rilanciare la bici al massimo. Ora che arriveranno anche le salite, ci vorrà lavoro di squadra. Sono molto fiducioso».


Scorrendo i posizionamenti, si sono avvicinati alla top 10 Giovanni Lonardi (Bardiani), Pierpaolo Ficara (Sapura) e Mattia Bevilacqua (Vini Zabù KTM). E i due italiani fuggitivi? Seppur poi ripresi dal gruppone, Mattia Viel e Alessandro Iacchi (intervistato ieri nel decennale della scomparsa di Franco Ballerini) grazie ai bonus degli sprint intermedi entrano nelle prime 10 posizioni della classifica generale, rispettivamente nono e decimo. Risultando quindi per adesso i migliori italiani del Tour de Langkawi, ma saranno le prossime due frazioni a effettuare la prima grande scrematura.


Questo il commento di Viel: «Quando posso, mi inserisco sempre nelle fughe. Sia per mettere in risalto la squadra e gli sponsor, sia per farmi conoscere e ritagliarmi un ruolo, quando ho la libertà o l’incarico di farlo. La Androni ha una mentalità molto determinata, e a me piace provare il gusto dell’impresa personale, uscendo dalle righe e interpretando la corsa col coltello tra i denti. L’anno scorso ne ho azzeccate tante (Francia, Belgio, Asia), quest’anno ho voluto riproporre questa caratteristica per cui vorrei contraddistinguermi».

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