L'ACCUSA DI MOSER: «OGGI I CAMPIONI LONTANI DAI TIFOSI»

NEWS | 31/12/2019 | 07:39

 


«Oggi i corridori sono sempre lontano dai tifosi, comandano i direttori sportivi e devono fare quello che viene indicato dai loro dirigenti. Alla mia epoca eravamo più vicini alla gente». Lo ha detto l’’ex mito del ciclismo, Francesco Moser, parlando in collegamento telefonico durante la presentazione del libro «MM7 Il pallone nel cuore» dedicato alla storia calcistica e sportiva di Mario Mariozzi, grande ala destra degli anni 50/60, poi allenatore e direttore sportivo di diverse squadre laziali.


Il fuoriclasse di Palù di Giovo (Trento), campione del mondo a San Cristobal in Venezuela, vincitore tra l’altro della Parigi-Roubaix (una delle classiche monumento) per tre volte consecutive, di due Giri di Lombardia e di un Giro d’Italia, venne festeggiato quarant’anni fa proprio ad Affile, nell’alta Valle dell’Aniene, al confine con la Ciociaria, in occasione di una festa organizzata da Mario Mariozzi. Moser ha parlato anche del prossimo giro d’Italia che partirà da Budapest, in Ungheria.

«Non è un durissimo, ma il tracciato è senz’altro interessante. E’ un bel percorso - ha aggiunto Moser, che vanta il maggior numero di vittorie nella della storia del ciclismo italiano -  le tre tappe in Ungheria sono facili, poi si va in Sicilia, si risale verso il nord, c’è la ‘nove colli’ e quindi si va sulle montagne piemontesi. Non è durissimo, ma interessante. E’ presto per indicare un favorito. Vincenzo Nibali pare voglia fare il Giro, vedremo chi deciderà di partire».

In sala tanti sportivo hanno applaudito l’ex iridato del pedale e più volte campione italiano. Presenti i sindaci di Affile e di Trevi nel Lazio, Ercole Viri e Silvio Grazioli, oltre a sportivi e diversi ex calciatori come, Rocco Cignitti (ex difensore del Frosinone), Carlo Frasca (ex Subiaco e Fiuggi). «Oggi - ha proseguito Moser -  il ciclismo è cambiato molto. Ci sono corridori con caratteristiche diverse, ognuno corre nel suo tempo. E’ difficile trasferire un corridore da un’epoca all’altra». Moser non ha mai dimenticato quella grande festa in suo onore ad Affile, nel 1979. «Ero alle terme di Fiuggi - ha detto ancora - e Mario Mariozzi mi portò ad Affile, dove c’era una società ciclistica. Mi premiarono con una medaglia d’oro. Fu una bella giornata, che ricordo ancora adesso. Una volta, in quella zona – ha concluso Moser – si passava spesso con la Tirreno-Adriatico e il Giro del Lazio, andavamo anche a Fiuggi e nel Frusinate». [U.S.].

 

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COMMENTI
Moser
31 dicembre 2020 11:29 gaspy
Purtroppo è vero
Se andate a vedere le corse dei Pro non si vedono bambini e ad alcuni corridori manca l'umiltà del contatto con i propri tifosi

Stim. MOSER
31 dicembre 2020 18:31 geom54
vero NON si vedono quasi più bambini o almeno se ne vedono veramente pochi e semmai ricordo in quanti ci attorniavano quando allora, 1974, ero DIL. 1a;
ma credo non sia per causa di mancata disponibilità dei ns. ragazzi ciclisti quanto semmai l'avere perso lo stimolo tanti genitori a farne di bambini... e mi spiego meglio... stimolo scemato, chiaro, per averli ora distinti, i genitori, a noi più giovani, in "A" e "B"... niente di più imbecille e SINISTRO;
vengano dal sottoscritto ad importunarmi con una "A" o una "B" e in un nanosecondo realizzano quanto di peggio non riuscirebbero ad immaginare;
grazie a questo comune pensiero pervasivo quanto nefando e tanto più SINISTRO dei nostri giovani si perderà la speranza salvo la spensierata imbecillità di alcuni pesci inscatolati sottovuoto;
buon fine d'anno e un miglior 2020... a TUTTI.

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