FONDI SOTTRATTI A RCS SPORT: 8 ANNI A LAURA BERTINOTTI, ASSOLTO MICHELE ACQUARONE

GIUSTIZIA | 19/09/2019 | 12:53

Tutti assolti, tranne un ex impiegata amministrativa, gli imputati a Milano nel processo per truffa aggravata, malversazione a danno dello Stato e altri reati fiscali, per un ammanco da 15 milioni di euro nella società Rcs Sport. A deciderlo è stata la quarta sezione penale del Tribunale di Milano che ha respinto in sostanza le richieste di condanna del pm Adriano Scudieri eccetto quella avanzata nei confronti di Laura Bertinotti. L'ex dipendente della società, nonostante sia stata assolta da una serie di imputazioni, si è vista aumentare la pena proposta di 5 anni e 9 mesi a 8 anni e 8 mesi di reclusione. I giudici nei suoi confronti hanno disposto, tra l'altro, la confisca diretta e per equivalente dei beni che costituiscono profitto del reato relativi a un capo di imputazione, oltre 15.500 euro, e il sequestro conservativo di beni mobili e immobili in favore di Rcs Sport, tra le parti civili, per un importo pari a 200mila euro e in favore del Consorzio Milano per oltre 516mila euro.


 Il collegio, presieduto da Giuseppe Fazio, ha così mandato assolti Ennio Mazzei, in passato ad di Rcs Sport, Angelo Zomegnan, ex direttore del Giro di Italia e, tra gli altri, gli ex dirigenti della società Michele Acquarone (in passato anche direttore del Giro di Italia) e Giacomo Catano. Le indagini della Guardia di Finanza di Milano, coordinate dal pm Scudieri, che in aula ha chiesto condanne a pene da 3 mesi fino a 5 anni e 9 mesi di reclusione, sono partite nel settembre 2013 da una denuncia presentata da Rcs. Secondo le accuse, gli indagati dal 2008 al 2013 si sarebbero appropriati, a vario titolo, di circa 15 milioni di euro. Il denaro, versato da Rcs Sport ad una decina di associazioni e comitati legati alla società per organizzare eventi sportivi sponsorizzati, come le celebrazioni del centenario del Giro d'Italia, la Milano Marathon e altre iniziative anche legate al mondo del basket, del golf e del ciclismo, sarebbe quindi sparito dalle casse. Le associazioni, inoltre, presentando documenti falsi sarebbero riuscite ad ottenere contributi pubblici da parte delle amministrazioni regionali di Lombardia e Piemonte, della Provincia di Milano, dei Comuni di Milano, Genova, Udine, Torino e Parma e di altri enti pubblici del Nord Italia. Le motivazioni per spiegare perché questa ricostruzione non è stata accolta saranno depositate entro 90 giorni. (ANSA).


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COMMENTI
Strano, ma (non) vero!
19 settembre 2019 13:39 geo
Di tutto questa situazione paga solo una Impiegata Amministrativa? Chi ci crede è un ingenuo. Diciamo magari che non ci sono le prove, ma non escono soldi senza che un dirigente lo sappia.

Impossibile
19 settembre 2019 19:58 nikko
Esatto....ma com'è possibile che si riescano a sottrarre cifre simili senza che un dirigente firmi....

geo & nikko
20 settembre 2019 09:31 Bastiano
Capisco i dubbi di chi non è del settore ma, se ci impegniamo a capire quanti pagamenti avvengono ogni giorno in un gruppo così grande, riusciremo a comprendere che, è impossibile che si strapaghi un dirigente per firmare ordini di bonifico, che tra l'altro, ora si fanno tutti on-line!
Pensare che la giustizia ordinaria, si schieri con gli impostori, significa avere una visione distorta della realtà.

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