PANTANO: «MI RITIRO E SONO INNOCENTE, MA IL DOPING ESISTERA' SEMPRE»

DOPING | 12/06/2019 | 09:59

Risultato positivo all’Epo, il colombiano Jarlinson Pantano ha deciso di lasciare il ciclismo. L’ex corridore della Trek-Segafredo ha raccontato la sua storia e le sue sensazioni in una video intervista ai media colombiani.

«È una situazione molto spiacevole, molto difficile. Non avrei mai pensato di mettere fine alla mia carriera sportiva in questo modo. Sfortunatamente, è toccato a me. Sono una persona innocente: parlo solo adesso perché finora ho pensato solo a piangere».

INCREDULITA’. «L’EPO è stato trovata nel mio campione ma non so come sia arrivato nel mio corpo. Ci sono molte cose che non mi tornano in questa storia. Sono stato trovato positivo il 26 febbraio. Il 10 marzo e il 21 gennaio ho avuto i controlli, ma nessuno di quelli era positivo. Ho 60 controlli sul passaporto biologico e sono assolutamente tutti uguali».

ACCUSA. «Il doping è esistito sempre. Se il gruppo fosse pulito, non ci sarebbero risultati positivi. Ci sono più controlli ed è stato migliorato molto. Ma per me esisterà sempre. Io ho deciso di non continuare a combattere contro l'UCI perché costa un sacco di soldi e non voglio togliere soldi alla mia famiglia  per una sentenza che comunque mi riserverà uno o due anni di squalifica».

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COMMENTI
Così non va.
12 giugno 2019 15:15 Bastiano
Cari Pantano, non è affatto bella la tua dichiarazione e neanche la difesa dell'indifendibile. sarebbe stato meglio chiedere scusa e dire: Mi ritiro dal ciclismo perchè ho fatto male a questo sport e non mi ritengo degno di continuare a farne parte. Se poi volevi fare un reglao al settore, potevi raccontarci cosa non ha funzionato nel tuo assumere una sostanza che non viene trasportata dall'aria , nel nostro sangue e, che circuito hai usato per il reperimento del medicinale e chi, ti ha suggerito quel tipo di assunzione.
Basta con il racconto di storie inverosimili!

solidarietà
12 giugno 2019 17:10 AleC
Solidarietà umana a un corridore che ci ha fatto appassionare con le sue imprese, e che ci ricorda una verità tanto banale quanto scandalosa: nel ciclismo il doping ci sarà sempre. Non ha detto "si dopano tutti" (questo, si parva licet, lo penso io), ha detto che esiste e continuerà ad esistere.
E anche che combattere battaglie legali per la propria innocenza costa così tanto che, se non hai alle spalle una super potenza economica, a 31 anni è meglio appendere la bici al chiodo e cominciare a lavorare sulla vita post-bici, a cui tanto prima o poi bisognava pensare. A buon intenditor, poche parole.

Personalmente
12 giugno 2019 22:20 fido113
Sarà anche vero: il doping ci sarà sempre, ma io sarò molto più preoccupato quando non si "pizzichera' più nessuno finché ci saranno positivi mi sento tranquillo.

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