GATTI&MISFATTI. DE LUCA PATATRASH, FRANZELLI PESSIMA IDEA

GIRO D'ITALIA | 27/05/2019 | 13:09
di Cristiano Gatti

Andrea De Luca: parte benone da Bologna. Nel complesso regge con disinvoltura il ruolo di prima voce, al posto di Pancani. Toni giusti, proprietà di linguaggio, enfasi solo quando serve. Sembra avere tutti i requisiti per arrivare a Verona da leader. Ma è un’impressione sbagliata. Nel tappone di Courmayeur, il crollo. Mentre guarda i ciclisti pedalare velocissimi in discesa, gli scende la catena e parte in quarta con un’intemerata da scaricatore di divani: “Ma guardateli, questi ragazzi, i rischi che si prendono!! E allora piantiamola con questi insulti, basta dire che sono tutti drogati, una volta lo erano, adesso vanno a pane e acqua, è ora di finirla, al bar Sport, di guardarli e dire subito guarda lì i dopati!!”. Le intenzioni sono chiaramente buone, nella sostanza è uno sbraco devastante. L’idea che per spegnere le cattiverie da tifoso becero si debbano usare toni da becero tifoso è molto stravagante. Sarebbe pur sempre servizio pubblico. Basta un tappone per buttare nell’indifferenziato un intero Giro. Patatrash. Voto spazzatura: 4.

Stefano Garzelli: viene sbattuto in telecronaca diretta al posto di Petacchi, assentatosi “un paio di giorni” (disse Auro Bulbarelli) per chiarire la sua posizione nell’inchiesta doping degli austro-tedeschi, e mai più rivisto in Giro. Come rincalzo schierato improvvisamente, senza riscaldamento, denuncia tutti i limiti del caso. L’impegno è massimo, il risultato è minimo. Quando sale la tensione della gara prova ad adeguare il tono di voce, finendo in un irritante falsetto da signora Bice. In chiave tecnica, non aggiunge nulla a quanto qualunque telespettatore non sappia già di suo. Evidente: non è il suo posto. Quale sia il suo posto vallo a sapere. Aridatece Martinello. Voto d’incoraggiamento: 4.

Fabio Genovesi: il mondo delle lettere perde per un mese un bravissimo scrittore, il mondo della televisione acquista per un mese un imbarazzante parlatore. Retorico, sdolcinato, melenso. Sconsigliato ai diabetici. Ogni intervento non serve agli ascoltatori per arricchire la propria degustazione con annotazioni e divagazioni intelligenti, ma per dimostrare quanto lui ami il ciclismo. Qualcuno gli mandi a dire che s’è capita. Narciso. Voto di stima: 3.

Francesco Pancani: interviene con commenti puntuali e brillanti da quella che crede una moto: in realtà è il siluro sul quale l’ha piazzato il direttore Bulbarelli, decidendo di cambiare lo schema della squadra. Pancani sopporta il ruolo con l’entusiasmo dello studente rimandato a settembre che studia ad agosto in Costa Smeralda. Strada facendo, impara una legge di natura incontestabile: i direttori sono come le suocere, non si scelgono, si subiscono. Voto di consolazione: 8.

Marco Saligari: rendimento regolare per il Commissario. Generoso e entusiasta. Interventi diligenti, magari solo un pelo calcati col vocione da carpentiere brianzolo, dopo una martellata sul pollice. Voto sudato: 6,5.    

Marco Franzelli: nessuno può sapere se abbia preteso lui di condurre il Processo o se gliel’abbiano imposto: di chiunque sia, è un’idea pessima. Se avesse scelto di trascorrere queste tre settimane vestito da Platinette in Vaticano la sua reputazione si sarebbe salvata meglio. C’entra con il Giro come la D’Urso c’entra con le biotecnologie. Che Zavoli possa un giorno perdonare il prestigiatore che l’ha tirato fuori dal cilindro (della Ferrari). Voto ponderato: 1.

Beppe Conti: gira da Bologna con un’idea fissa in testa. Anzi due. La seconda è raccontare Coppi agli italiani. Ci prova anche quando a Courmayeur gli chiedono un parere sulla tappa: “Parlo di Coppi?”. Basta una botta per resettarlo. “No Beppe, della tappa”. “Grandissima, grandissima”. Ma il disagio traspare. Fuori tempo. Fuori tempo massimo. Voto di stima: 4,5

Stefano Rizzato: relegato nelle interviste del dopogara, li seppellisce comunque tutti per qualità delle prestazioni. Traduce tranquillamente chiunque gli capiti sottotiro, fosse mongolo o eschimese. Introduce un clamoroso inedito nel palinsesto del Giro: la domanda intelligente. Chiaramente non c’entra nulla con questo Dream Team. E’ talmente bravo che finirà inesorabilmente nell’elenco dei primi tagli aziendali. Vedi alla voce Martinello. Voto doveroso: 9.

Ettore Giovannelli: la voce della Formula 1 continua il suo processo di ambientamento nel mondo del ciclismo. Che lo mandino a pennellare colore in cima ai campanili di Cuneo o a raccogliere battute sudate nel paddock, mantiene lo stesso garbo e la stessa misura. Impeccabile e imperturbabile in qualunque situazione. Mai teso, mai nervoso, mai scomposto. Neppure il vento gli scompone i capelli. Poi magari quando torna a casa picchia la moglie, ma queste sono faccende private. Voto di stile: 8.   

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COMMENTI
Concordo al 95%
27 maggio 2019 14:40 59LUIGIB
Come da titolo concordo sui sui voti e giudizi manca a mio parere il giudizio su Cassani che stimo ma che quest'anno forse per dare un taglio polemico al processo calca ed esagera su certi particolari che a me sembrano inutili e che spesso si rivelano il contrario dell'interpretazione data dal CT vedi Nibali Roglic all'arrivo di tappa di Lago Seru o la borraccia passata a Roglic con retro pusset. Spero che al tour tornino Pancani e Martinello con le interviste curate da Rizzato e Giovannelli senza ausilio dell'interprete incompetente.

grande
27 maggio 2019 14:46 ConteGazza
Gatti. Cmq ogni tanto mi riguardo (e risento) la telecronaca RAI dell'Alpe d'Huez 1997 con Lei, Cassani, Bugno e naturalmente De Zan. Spettacolare. Filippo Caffino, Lago Maggiore (NO)

complimenti
27 maggio 2019 14:56 ugo81
sarà l'assenza della Zia a scatenare tutta questa acidità?
a parte gli scherzi, un pezzo spassoso, oltre che denso di verità.
ieri ho visto la tappa in TV, togliendo l'audio. non ne potevo più.

Parere personale
27 maggio 2019 14:57 pickett
Seguo le telecronache di ciclismo da quarant'anni ,e ho sentito due opinionisti straordinari:Beppe Saronni,su Mediaset,e francesco Moser,su Montecarlo.In entrambi i casi il telecronista era l'ottimo Davide De Zan,mooolto + bravo,attento e preciso del leggendario genitore.Perché la Rai non prova a contattare Moser e Saronni?Mistero.

complimenti #2
27 maggio 2019 15:02 ugo81
vorrei anche sottolineare l'apprezzamento (che condivido) per Rizzato e Giovannelli.
quest'ultimo confinato in un immeritato ruolo a dir poco secondario, che interpreta con grande bravura.

che tragedia questa rai
27 maggio 2019 16:00 chenoia
Mi sento fortunato, vivo Francia e mi godo piacevoli telecronache de l'equipe21, con un clima simpatico e un buon gruppo di esperti, che, senza francesi in alta classifica, commenta in maniera intelligente la corsa. Riblon è preparato più di Garzelli e Cedric Pinot lavora molto bene sulla moto e nelle interviste. Ho dovuto vedere 4 tappe sulla RAI e sono rimasto scandalizzato, ero abituato alla qualità altissima dello scorso anno, persone intelligenti che si sciroppano 5 ore di diretta senza scadere nel demenziale e nel retorico. Quest'anno mi trovo un Genovesi insopportabile, per uno sdolcinato qualunquismo da finto contadino (il top è stato i ragazzi d'oggi non conoscono cosa sia una gallina), telecronisti inaciditi contro Roglic a cui augurano ogni male possibile (si inventano pure richieste di penalità, compresa forse la sedia elettrica per una borraccia con spinta della macchina di 30 decimi di secondo troppo lunga). Garzelli che farebbe addormentare anche dopo 100 caffé. Al tutto si aggiunge un vago patriottismo isterico, con un tifo smisurato per Nibali che cade nel ridicolo. Qualcuno ricordi a questi signori che sono pagati per fare la cronaca, per fare il tifo possono fare come tutti gli altri italiani e guardare da casa o sulle strade del giro. Ridateci Martinello e Pancani in postazione almeno per il Tour. Non voglio passare le vacanze con questa gente!! e soprattutto liberateci dalle idee malsane di Bulbarelli

pagelle
27 maggio 2019 17:42 Anbronte
Concordo in pieno per la pagella di Rizzato. Martinello? Dai, facciamo i seri. Per divertirsi basta andare su Eurosport dal grande Magrini

RIDATECE MARTINELLO...
27 maggio 2019 18:11 kuoto
... Si ma per fortuna direi che nelle dirette è arrivato Garzelli e un 6 per me se lo merita tutto... perché prima di questa sostituzione in corsa le telecronache erano da Non Classificato.... Che tristezza questa Rai.. Io ero rimasto al detto coppia vincente non si cambia e penso che con MARTINELLO era vincente la diretta in corsa... F. R. Roma

D'accordo su tutto tranne che su De Luca
27 maggio 2019 21:10 geo
A de Luca,con tutti i limiti, ma gli darei un buon 7. Finalmente con lui un po' di entusiasmo tifoneggiante il giusto

Eurosport.... Due commentatori Che valgono tutto il palinsesto Rai
27 maggio 2019 21:19 insalita
Da quando mi sono abbonato non so piu' cosa sia la telecronaca RAI... EUSPORT PER SEMPRE

Martinello
27 maggio 2019 23:05 Line
for ever

Perche' c'e' ancora qualcuno che guarda il Giro sulla RAI?
27 maggio 2019 23:22 Melampo
Riccardo MAGRINI si prende tutti quelli della RAI e se li infila tutti nel taschino ... Poveri voi, l'unico modo di guardare il Giro sulla RAI è disattivando l'audio.

Poco poco, triste triste.
27 maggio 2019 23:39 Paino Inclinato 90
Bastava poco, ma non hanno fatto nemmeno quello, ora che le tappe ci sono non hanno più scuse. Ora dobbiamo fare il nome del colpevole del crimine perfetto. Bulbarelli! Perché? Mi vergogno a fare vedere il giro ai miei figli... Mi vergogno e lo guardo in segreto la sera .. tutto ma non "questo giro RAI" mi hanno rovinato la primavera.

Lo sbrocco
27 maggio 2019 23:41 lupin3
di De Luca é la sua cosa migliore: finalmente. Non concordo con Gatti

Bulbarelli
28 maggio 2019 09:36 tiz
Bulbarelli è sempre stato un tramaccione. Vi ricordate quando si affidò al "pistolero" Piccoli che non spiaccicava una parola? Ora è riuscito a far fuori la coppia Pancani-Martinello. I risultati si sono visti! Per fortuna le classiche del Nord ce le hanno fatte godere i corridori!
Va salvata la squadra che cura le immagini della corsa. Al Tour spesso si fa molta confusione in questo campo!

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