IL CPA PORTA LA SICUREZZA SUL TAVOLO DEL CONSIGLIO DEL CICLISMO PROFESSIONISTICO

PROFESSIONISTI | 09/04/2019 | 14:30

All'indomani di una grande edizione del Giro delle Fiandre, il ciclismo femminile ha vissuto una delle pagine più brutte degli ultimi anni. Con le atlete già preparate sulla linea di partenza del Grand Prix de Dottignies - cast di altissimo livello per questa classica belga, con quasi tutte le atlete già protagoniste domenica, a cominciare dalla vincitrice della Ronde Marta Bastianelli - gli organizzatori hanno infatti deciso di annullare la corsa per l'impossibilità di garantire la necessaria sicurezza. Dalle prime informazioni raccolte, sembra che mancassero cinque moto deputate a sorvegliare incroci e passaggi complicati.

«La sicurezza delle cicliste è la nostra priorità, ma una presa di posizione di questo tipo all’ultimo momento danneggia loro per prime. Certi problemi vanno prevenuti dagli organizzatori, i regolamenti UCI parlano chiaro, ci sono mesi e mesi per prendere tutte le accortezze a garantire che una competizione si svolga in sicurezza, non è ammissibile un’approssimazione di questo tipo. Le ragazze e tutto il movimento femminile meritano maggiore professionalità. Il CPA e CPA Women stanno facendo molto, ma dobbiamo fare squadra con tutte le componenti in gioco» commenta a caldo Alessandra Cappellotto, che guida le sezione femminile dell’Associazione Internazionale dei Corridori. 


Giovedì prossimo 11 aprile a Bruxelles il presidente del CPA Gianni Bugno parteciperà al Consiglio del Ciclismo Professionistico e all’ordine del giorno porterà anche il tema sicurezza. La riunione del CCP vedrà i corridori confrontarsi con l'UCI, i rappresentanti degli organizzatori (AIOCC) e delle squadre (AIGCP), a cui verranno illustrate alcune proposte studiate dal CPA per prevenire, risolvere e comunicare eventuali problemi che possono compromettere la sicurezza delle gare.


«Abbiamo già chiesto all’UCI di riunire il gruppo di lavoro della commissione tecnica per ridiscutere i regolamenti in vigore in materia - aggiunge Bugno. - Alcuni corridori accusano i nostri delegati di non fare abbastanza, ma ricordiamo che il rappresentante del CPA alle corse svolge un semplice ruolo di intermediario tra partecipanti e organizzazione, è chiamato in causa dalla giuria solo in caso di condizioni climatiche estreme quando interviene il protocollo meteo, ma della messa in sicurezza del percorso sono responsabili gli organizzatori, a cui noi non possiamo sostituirci.  Alla fine di ogni corsa mandiamo a chi ha organizzato l’evento i risultati del sondaggio compilato dai corridori per migliorare l’edizione successiva, il report stilato dal nostro delegato con foto e video da lui raccolte o fornite da alcuni corridori che collaborano con noi. Prossimamente vogliamo procurarci prove utili a questo scopo anche servendoci del VAR. Prevenire è senza dubbio meglio che curare, ma anche a posteriori, se ci sono stati dei problemi vanno denunciati e sanzionati. Le multe UCI non possono essere applicate solo ai corridori». 

Il CPA vuole che il movimento lavori più sulla prevenzione dei rischi in corsa e per questo al CCP chiederà l’istituzione di:

- ricognizioni obbligatorie prima delle manifestazioni più importanti a ridosso del via per risolvere eventuali disguidi dell’ultima ora;

- una “unità di crisi” come quella prevista per il protocollo meteo che comprenda presidente di giuria, organizzatori, rappresentanti di squadre e corridori, per garantire una maggiore sinergia tra tutte le parti coinvolte per prevenire, risolvere e comunicare eventuali problemi;

- una distanza di sicurezza minima tra i veicoli in corsa e i corridori, auto e moto oltre a rischiare di falsare i risultati delle competizioni costituiscono il rischio più pericoloso per gli atleti;

- dotazioni obbligatorie quali barriere e segnalazioni che rispettino determinati standard di sicurezza per tutte le corse.

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