IL PASTO AL GIRO. I PIÙ DI GIGI

STORIA | 15/06/2018 | 07:56
di Marco Pastonesi

Per venticinque anni ha diretto capitani e gregari, gestito velocisti e scalatori, confortato finisseur e cronomen, incoraggiato maglie rose e motivato maglie nere. Per venticinque anni ha fronteggiato crisi e trionfi, interpretato dualismi e duelli, architettato strategie e tattiche, vissuto vigilie e reperito sponsor. Gianluigi – Gigi – Stanga è al Giro d’Italia Under 23 (foto di Roberto Miserocchi) per rappresentare uno dei principali sponsor (la GLS), ma intanto non può fare a meno di osservare, confrontare e ricordare, soprattutto i suoi corridori.


Il più talentuoso? “Gianni Bugno. Andate a rivedervi la vittoria nella La Spezia-Prato, ventunesima e penultima tappa del Giro d’Italia 1989, 216 km. Scattò, prese una ventina di secondi, dietro il gruppo dei migliori a tirare, da Fignon a Giupponi, mi dissi ‘voglio vedere il Gianni quanto tiene’, da solo allungò il vantaggio a un minuto e vinse. Aveva un motore – un motore umano – formidabile”.


Il più cattivo? “Abdu. Dzamolidin Abdujaparov. Uzbeko. Velocista, vinse tappe al Giro, al Tour e alla Vuelta. Era brutto, deciso, scomposto, ma non scorretto, non così scorretto come si racconta. In volata non cambiava traiettoria, ma zigzagava su se stesso perché era piccolo ma potente. Non guardava in faccia a nessuno, non aveva paura di niente: e il suo avversario era Cipollini. Viveva in Italia con la sorella. Ogni volta che veniva in ufficio, portava via una giacca, una ruota, un paio di scarpe, una sella”.

Il più carismatico? “Laurent Fignon. Era brillante, disinvolto, pronto. Era parigino. Una volta, a Parigi, mi invitò al Crazy Horse, fummo accolti dal direttore con tutti gli onori, e tanto per cominciare ordinò champagne. Per gli occhiali e per i modi lo chiamavamo ‘il Professore’”.

Il più avaro? “Tutti. Perché tutti i corridori credono che tutto sia loro dovuto. E questa presunzione rimane radicata anche quando smettono di correre. Ancora adesso, al bar, quando c’è da pagare un caffè, corridori ed ex corridori si tirano indietro, guardano da un’altra parte, indugiano e – come dicono in Romagna – mettono il gomito in tasca”.

Il più meticoloso? “Erik Zabel. Tedesco dalla testa ai piedi. Preciso, puntuale. Se il programma dell’allenamento prevedeva 150 km, e i corridori tornavano dopo 145, lui allungava fino a farne 150. E quando gli chiedemmo di mettersi a disposizione di Petacchi, lui accettò e fu fedele al patto”.

Il più duro? “Beppe ‘Turbo’ Guerini. Non mollava mai. Due volte terzo al Giro d’Italia. Quando Godefroot me lo chiese per la Telekom, dissi a Beppe di andare, perché avrebbe guadagnato qualche soldo in più. E con la Telekom vinse sull’Alpe d’Huez”.

Il più matto? “Simone Cadamuro. Non a caso, velocista. Estroso, estroverso, bizzarro, imprevedibile. A parole, spaccava il mondo. A pedali, spaccava la bici”.

Il più bizzarro? “Sergei Ouchakov. Ucraino. Vinse tappe al Giro, al Tour e alla Vuelta. Quella al Tour, la Mende-Revel, nel 1995, in volata a due contro Lance Armstrong: ai meno 2 Armstrong smise di tirare, allora Ouchakov si portò sul lato sinistro della strada, contro le transenne, per controllare Armstrong solo da una parte, la destra, e quando Armstrong saltò sui pedali per fare la volata, Ouchakov lo imitò e vinse la volata stando sempre in testa. Mi fece impazzire di gioia. Ma nella vita di tutti i giorni spendeva il doppio di quello che guadagnava: andava in giro con un Mercedes a noleggio, affittava appartamenti dimenticandosi di pagare le rate… Cose così”.

Il più testone? “Vanotti, non Alessandro, che pure ho avuto, ma Ennio, suo zio. Gli raccomandavo di stare vicino a Bugno, lui si lamentava perché Bugno scivolava in fondo al gruppo. Io – mi spiegava – per portarlo avanti faccio una fatica bestia, a lui basterebbero due pedalate”.

Il più playboy? “Zanatta, Martinello, Fidanza… Erano belli e, perdipiù, corteggiati. Ma c’era da capirli. E all’estero, così sostenevano, valeva tutto, ogni lasciata era persa”.

Il più superstizioso? “Tutti. Chi con le scarpe, chi con la maglia, chi con il segno della croce, chi con il posto sul pullman. Non c’è corridore che non abbia la sua piccola ossessione o rituale”.

Il più ritardatario? “Denis Zanette. Agli appuntamenti arrivava all’ultimo momento, spesso dopo. Meccanici e massaggiatori lo avevano avvertito: se Stanga dice alle 8, voi venite un quarto d’ora prima, perché alle 8 lui parte. Al Giro delle Fiandre del 2001 persi la pazienza e lasciai Zanette in albergo. Mi telefonò quando noi avevamo già fatto 20 dei 50 km da Kortrijk a Gand, dove era fissata la partenza. E adesso?, mi domandò. Fatti portare dalla cameriera, gli risposi. E così fece: arrivò accompagnato in macchina dalla cameriera, poi si cambiò, saltò sulla bici e fece terzo”.

Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Per il motociclismo Tony Cairoli, nel ciclismo Giada Specia. Ormai è ufficiale: per valorizzare il suo brand in entrambe le divisioni Ktm predilige talenti italiani. Il motocrossista siciliano Cairoli ha scritto le pagine più belle della sua carriera alla guida...


Ce lo immaginiamo sorridente a guardare quel fiume di gente che oggi lo ha ricordato facendo ciò che più amava: pedalare. Samuele Privitera era un ragazzo allegro e motivato (ne ha parlato anche Axel Merckx nell'ultima puntata del podcast BlaBlaBike,...


Successo dei lombardi della CX Devo Academy di Marco Baccin nel Campionato Italiano di Ciclocross Team  Relay-Staffetta Mista. Il quartetto composto da Matteo Jacopo Gualtieri, Matilde Anselmi, Alessandro Balbi e Michel Careri chiudono la prova in 32'12" anticipando di 39"...


Neve, freddo e un percorso insidioso non hanno fermato Niels Vandeputte, che si è imposto nella settima prova del Superprestige di ciclocross categoria Elite, andata in scena a Gullegem. Il  corridore belga della Alpecin–Deceuninck Premier Tech ha gestito al meglio...


Primo successo con i nuovi colori della Pauwels Sauzen Altez Industriebouw per Amandine Fouquenet. L'atleta francese trionfa a Gullegem (Belgio) nella settima prova del Superprestige di Ciclocross per donne elite dove precede la campionessa belga Norbert Riberolle e la giovane...


Inizia male il nuovo anno per Olivier Le Gac. Il trentaduenne bretone della Groupama FDJ United è stato vittima ieri di una caduta mentre si allenava: Le Gac ha riportato la frattura del collo del femore e stamattina è stato sottoposto ad un...


Wout van Aert questa mattina é stato operato con successo alla caviglia fratturata ieri durante il Zilvermeercross. Ora il fiammingo può iniziare il suo periodo di convalescenza. L’annuncio sul buon esito dell’intervento é arrivato dalla sua squadra, la Visma-Lease a...


Raimondo Scimone, uno degli agenti più conosciuti e apprezzati nel mondo del ciclismo, piange la scomparsa di papà Mario, venuto a mancare all’età di 91 anni nel primo giorno di questo 2026. I funerali si svolgeranno lunedì 5 gennaio alle...


Capelli lunghi e idee chiare in testa: Quinn Simmons vuole puntare alla Strade Bianche del prossimo 7 marzo. Il 24enne statunitense della Lidl Trek non ha nascosto le sue ambizioni e, ricordando che già nel 2022 e nel 2023 sugli...


Il giovane talento Luciano Gaggioli, figlio d'arte, classe 2008 e approdato al Team Vangi, è il vincitore della seconda edizione del Premio Francesco Cesarini – Dream Ahead, il riconoscimento che unisce talento, formazione e opportunità reali nel ciclismo professionistico. Il...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024