L'ORA DEL PASTO. I LIBRI CHE PEDALANO

INIZIATIVE | 01/06/2018 | 09:34
Dieci biciclette. Da passeggio, da città, da trasporto, mountain bike. E una – bellissima: Colnago – tutta bianca, una damigella bianca, bianco il telaio, bianco il manubrio, bianchi anche i cerchioni.

E dieci – tu chiamali, se vuoi – ambasciatori o missionari, postini o messaggeri, staffettisti o testimoni, che nella vita di tutti i giorni sono pensionati, artisti, giornalisti, studenti, bibliotecari.

Dieci biciclette, dieci – tu chiamali, se vuoi – messaggeri, e duecento libri per bambini e ragazzi dai cinque agli undici anni. In viaggio da una biblioteca a un’altra. La prima è una biblioteca perfino famosa, la Biblioteca della Casa del Parco, alla Pineta Sacchetti, a Roma, la seconda è una biblioteca molto semplice, scolastica, quella dell’istituto comprensivo Pablo Neruda in via Casal del Marmo 212, a Roma. Duecento libri stipati in borse e zaini, fissati sui portapacchi o negli zaini. Una decina di chilometri: prima nel traffico, sulla Trionfale, poi su una pista ciclabile ricavata da una ferrovia dismessa, da Gemelli a Ottavia, quindi nei campi del Parco di Casal del Marmo, quelli dell’azienda agricola biologica (nonché agriturismo e fattoria didattica) Cobragor, fra grano e olive, fra cascine e silos, un insperato paradiso terrestre dentro il Raccordo anulare, infine l’arrivo nella scuola, anzi, nell’aula magna. Ovazioni e canzoni. E una rappresentazione teatrale con Elisabetta Pagnani, basata sul libro “Il bambino che sognava l’infinito” (Salani) di Jean Giono.

Il bene si fa ma non si dice, era il comandamento di Gino Bartali. Il bene si fa ma bisogna anche farlo sapere: e se non dicendolo, almeno scrivendolo. Perché si ha sempre la necessità di una buona notizia, perché c’è sempre qualcosa di semplice e facile, di buono e vero, perché c’era felicità nei bambini e gratitudine negli insegnanti, perché il bene fa bene e anche il bene è contagioso. Perché si rifarà, una volta l’anno, o forse di più, fra un anno, o forse prima, altrove, dovunque.

L’iniziativa, battezzata “Cuor di pedalata”, era della Biblioteca della bicicletta Lucos Cozza, che ha sede proprio nella Casa del Parco alla Pineta Sacchetti di Roma, con l’associazione Ti con Zero; il progetto faceva parte dei “Libri nel Giro”, da cinque anni ormai, in occasione del Giro d’Italia; l’idea è di Fernanda Pessolano, con le donazioni – soprattutto – della Biblioteca comunale di Manziana; e il sostegno è venuto da VediRomaInBici e Coordinamento Roma Ciclabile.
Morale: i libri pedalano e le biciclette leggono.

Marco Pastonesi
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