ABC di COSTA. A MILANO PRONTI AD ABBATTERE IL DUOMO

GIRO D'ITALIA | 15/05/2017 | 17:45
di Angelo Costa     -

A come alleanze. Nel senso di patti fra corridori e squadre per arrivare a un risultato. Nel ciclismo sono sempre esistiti: involontari, quando gli interessi coincidono, o volontari, frutto di amicizie o altro. Si possono realizzare per via diretta o anche indiretta, tramite sms tra fidanzate. Generalmente, si fanno in silenzio: tanto poi provvede Beppe Conti dal palco Rai a rivelarle in pubblico. Si studiano strada facendo, a volte vengono naturali: basta un segnale, più discreto di quelli che si fanno giocando a briscola. Ci si accorda ovunque: in corsa, negli alberghi, negli autogrill o sui traghetti dei trasferimenti. Più complicati quelli all’antidoping: lì uno sguardo può essere frainteso. Esistono vari tipi di accordo: fra ciclisti della stessa nazionalità, fra atleti che corrono per team dello stesso Paese, fra corridori che hanno in comune sponsor tecnici (le bici, le ruote, e via dicendo) o fra concorrenti che puntano a obiettivi secondari, come passare una serata in discoteca. Qualcosa pare si stia muovendo anche in questo Giro: a mettere sospetti è stata la presenza di Quintana, Nibali e Pinot nei paraggi dell’hotel in cui erano alloggiati i poliziotti della scorta.
 
G come gente. Nel senso di pubblico che abbraccia il Giro d’Italia numero 100. In certe località, lo soffoca: è accaduto finora in tutte le tappe sulle isole e al Sud. Solo nel giorno di riposo sulle strade non si è visto nessuno. Roba da suscitare l’orgoglio di altri sport: il presidente della Federazione pallamano, girando per Foligno deserta, ha detto: «Sono contento che sia accorso in massa il pubblico della pallamano».
 
S come sicurezza. Nel senso di misure per evitare pericoli. In particolare ai ciclisti: già hanno il loro daffare per evitare i tifosi che si sporgono per farsi i selfie, già devono stare attenti alle moto della polizia parcheggiate sul bordo della strada, figuriamoci se devono preoccuparsi anche degli altri ostacoli che la strada propone. Così a Reggio Emilia, in vista dell’arrivo di tappa del 18 maggio, all’ultimo momento hanno pensato di togliere gli spartitraffico in cemento che dividono in due la storica via Emilia, attraverso la quale la corsa entrerà in città. Un vero e proprio lavoro di smuratura, a tempo di record: del Giro si sa dallo scorso ottobre, ma ognuno ha i suoi tempi. Se l’iniziativa farà tendenza, c’è il pesante rischio che a Bergamo si tolga la fontana del Contarini al centro di piazza Vecchia. O che Milano pensi di rimuovere momentaneamente il Duomo.
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