PROFESSIONISTI | 27/04/2017 | 11:39 "Una squadra giovane con ragazzi di esperienza, con possibilità di fare classifica e giocarci le volate". Il direttore sportivo Orlando Maini sintetizza al meglio le aspettative del suo Uae Emirates.
"Vediamo giorno per giorno, abbiamo un gruppo affiatato e nelle tappe più impegnative sappiamo che ci saranno tre o quattro ragazzi di lavorare per Rui Costa e la classifica", continua.
"Dico grazie a chi ha lavorato per formare questa squadra, a Gianetti e Saronni", gli fa eco Ernesto Colnago. "Ho sponsorizzato quasi 200 squadre professioniste. Per stare nel ciclismo ci vuole coraggio e continuità. Nessuno è obbligato a fare questo lavoro, bisogna crederci. Questo dell'Uae Emirates è un progetto interessante, Beppe Saronni mi ha trascinato in questa avventura e non ho potuto dirgli di no. Ho sempre sponsorizzato squadre vincenti e non posso non credere che anche questa non sia vincente. In qualche anno sono convinto che diventerà una delle prime squadre al mondo".
Il team manager Carlo Saronni e il responsabile comunicazione Andrea Appiani, per illustrare il Giro che sarà, si affidano a un video emozionale. Perché di emozioni si tratta, quando di fronte hai il Giro del centenario e il primo passo nella storia dell'Uae Team Emirates. Mai nessun team emiratino era sbarcato nel ciclismo e tanta attesa è ripagata dalla volontà di voler far bene e lasciare il segno. L'anima italiana del gruppo di lavoro è salvaguardato da uno staff atletico e dirigenziale che si propone di gareggiare per 248 giorni di corse totali nelle 80 gare in calendario, attraverso 24 nazioni nei 5 continenti. L'Uae Emirates si presenterà in Sardegna con Valerio Conti, il capitano designato Rui Costa (ex campione del mondo e al suo primo Giro), Roberto Ferrari, Marco Marcato, Sacha Modolo, Matej Mohoric, Simone Petilli, Jan Polanc, Edward Ravasi. Orlando Maini, Marco Marzano e Daniele Righi saranno i direttori sportivi.
"Ci siamo preparati per essere al meglio al Giro e fare buoni risultati. Credo siamo una squadra fortissima", dice Rui Costa. "Non solo sprint classici, ma anche tappe con caratteristiche diverse. Il Giro è la corsa più dura del mondo e spero di poter far bene sin dalle prime tappe in Sardegna, non facili come si dice", aggiunge Modolo.
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