DISTANZA TRA CORRIDORI E MOTO-AUTO, LA SICUREZZA DA OGNI ANGOLAZIONE

APPROFONDIMENTI | 11/09/2026 | 10:50
di Giulia De Maio

Dopo la cronometro di ieri Enric Mas può dire di avere le mani sulla Vuelta a España. Oggi e domani ci sono ancora due arrivi impegnativi prima del finale a Granada ma la tappa di ieri era l'ostacolo più grande per lo spagnolo della Movistar che 12 anni dopo il terzo e ultimo trionfo di Alberto Contador potrebbe far restare la maglia rossa in Spagna.


Nei 32,1 km pianeggianti in programma il leader della corsa, nella forma della vita, ha ceduto solo 33” a un ben più specialista come Primoz Roglic e ora comanda la classifica generale con 1'37” sullo sloveno della Red Bull Bora Hanshgrohe. Senza nulla togliere alla prova di entrambi, le immagini a confronto di uno stesso tratto percorso dai due contendenti alla vittoria finale impone una riflessione sui mezzi che li hanno circondati, creando scie e protezioni dall'aria che in una prova contro il tempo incidono non poco.


Se ultimamente era salita alla ribalta la questione “reggiseni imbottiti”, la regolamentazione della distanza tra corridori e moto-auto in corsa tiene banco in gruppo da oltre 10 anni sia per questioni di favoritismi che di sicurezza. Dal 2023 il regolamento recita che il veicolo al seguito dell'atleta deve restare ad almeno 25 metri dal ciclista per ridurre i vantaggi aerodinamici e aumentare la sicurezza (nel 2024 Elisa Longo Borghini fu penalizzata per questo al Campionato Italiano crono, dopo l'intervento della giuria vinto da Vittoria Guazzini, ndr) ma non prevede una distanza laterale e frontale.

La prima richiesta dell'assocorridori in questo senso risale al 2014, ma finora è rimasta inascoltata probabilmente perché non c'è una vera volontà di imporre dei limiti alle tv che pagano i diritti per trasmettere le immagini della corsa. Se un regolamento chiaro fosse istituito, bisognerebbe anche prevedere un modo oggettivo, trasparente e in tempo reale, di controllare le distanze.

Come spesso accade, basterebbe semplicemente copiare da altri sport che hanno risolto la questione da tempo. Il no draft nel triathlon è rispettato anche in competizioni con migliaia di partecipanti come quelle del circuito Ironman: esiste una zona di 12 metri (dietro) e 3 (a fianco) in cui il ciclista che segue non deve stare/usare, se la supera viene penalizzato con minuti di sosta o squalifica. I controlli vengono effettuati con un sistema laser, montato sui veicoli al seguito e monitorato in tempo reale dalla giuria.

Basterebbe poco insomma per spegnere sul nascere le accuse di nazionalismo, ma serve la volontà da parte dell'UCI di scrivere un regolamento chiaro e inappuntabile. Sarà più complicato redarlo e farlo rispettare rispetto alla misura dei calzini? Può essere, ma la sicurezza e credibilità del nostro sport meriterebbe un po' di lavoro in questa direzione.


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COMMENTI
Fotogramma
11 settembre 2026 10:59 Forza81
Nell'arco della corsa, per le immagini mostrate, non si è visto nulla di singolare.
Qui è un fotogramma, bisognerebbe vedere se ci sono altri dati

In questo caso le tv c'entrano poco
11 settembre 2026 11:28 pickett
La moto tv era dietro a Mas,le due moto davanti a lui erano le staffette della polizia.E qui c'è poco da fare,non credo si possano dare ordini alla polizia.Ricordo invece tante crono falsate scandalosamente dagli operatori televisivi.Me ne vengono in mente due:quella di Valverde alla Vuelta 2009,decisiva per la sua vittoria finale,e quella di San Marino al Giro del 2019,dove a venire favorito fu Nibali.Ma non bastò per fargli vincere il Giro.

pickett
11 settembre 2026 11:55 Albertone
Al giro di Moser, si ottenne il massimo del massimo con altri mezzi.
Per chi ha buona memoria.

C'è di peggio
11 settembre 2026 12:22 Craven
Non ve ne foste accorti, la credibilità del ciclismo è ai minimi storici e non certo per un metro in più o in meno a crono. Al Giro d'Italia abbiamo le moto che tirano le fughe all'arrivo per avere suspence fino alla fine in tappe piatte con tanto di corridori post tappa che lo hanno fatto notare, ma in quel caso non ho sentito nessuno discutere della cosa.

È un vecchio problema
11 settembre 2026 13:56 Massimo
Ma che da 10 anni... Questo problema e le relative polemiche nascono con le riprese TV. Ci sono dagli anni '80 (vedi il Giro dell'84) se non anche prima. Sarebbe ora di risolverlo.

le moto
11 settembre 2026 14:34 Line
sono sempre state un problema , basta chiederlo ai corridori, e che siano onesti a dirlo e confermarlo ..... e cosi

Massimo
11 settembre 2026 17:45 Arrivo1991
In linea di massima è tutto fattibile, a parte corse come Fiandre, Roubaix (e quelle del nord di preavvicinamento a questi eventi), dove le strade strette e sconnesse, rendono difficile il concetto di distanza.

dagli all'UCI
11 settembre 2026 19:36 BuIlet
sembra lo sport del momento. Come fosse facile regolamentare queste cose e soprattutto farle rispettare. Non sono mai bianche o nere purtroppo. Quando si semplifica la complessità si vince facile ma sempre solo a parole.

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