Se al Giro d'Italia Women ha fatto scalpore la squalifica di Lorena Wiebes per l'uso di una bici troppo leggera, l'attuale maglia gialla e le sue colleghe al Tour de France Femmes ora sono sotto la lente di osservazione per un'altra possibile irregolarità nel rispetto dei regolamenti.
In vista della cronometro di domani, secondo quanto riportato dal sito WielerFlits, diverse squadre avrebbero chiesto all’UCI di intervenire su una pratica che, a loro dire, sarebbe sempre più diffusa nelle prove contro il tempo: alcune atlete utilizzerebbero un’imbottitura sul petto per modificare artificialmente il profilo del torace e ottenere un vantaggio aerodinamico.
Il principio è lo stesso emerso e discusso nella vicenda delle radioline poste sul petto invece che sulla schiena e nel caso della squalifica di Jan-Willem van Schip per le borracce infilate sotto la maglia: cambiare la forma del corpo per ottimizzare il profilo aerodinamico. Secondo gli studi del professore di aerodinamica presso l’Università Heriot-Watt in Scozia e la LUT in Finlandia Bert Blocken (di cui mostriamo una foto pubblicata dalla testata olandese in un approfondito articolo, ndr), una soluzione di questo tipo potrebbe ridurre la resistenza aerodinamica fino al 3,6%, con un guadagno di circa 0,8 secondi per chilometro nelle condizioni più favorevoli.
L’articolo 1.3.033 del regolamento UCI vieta espressamente qualsiasi modifica artificiale della morfologia del corridore attraverso abbigliamento o oggetti aggiunti. La sanzione prevista è severa: esclusione dalla gara, cancellazione dall’ordine d’arrivo e multa.
Per questo, in vista della cronometro del Tour de France Femmes, diversi team chiedono controlli più rigorosi. L’idea proposta è quella di procedere a verifiche, subito dopo la cronometro, in una tenda chiusa, per accertare che le atlete non nascondano nulla nel reggiseno o sotto il body. Come si dice in Francia, affaire à suivre.
Prove scientifiche
Da un sondaggio condotto nel gruppo emerge che diverse squadre femminili ne sono infastidite. Blocken comprende questa frustrazione. Già alcuni anni fa ha condotto una ricerca in merito e conosce bene questo fenomeno.
«Stiamo parlando di un chest fairing, che permette di modificare il flusso d’aria attorno al corpo, riducendo così la pressione sulle cosce. In questo modo il ciclista subisce una minore resistenza aerodinamica. Non è che in una cronometro si guadagnino decine di secondi, ma in una tappa da 20 a 30 chilometri questo accorgimento può far guadagnare secondi che possono rivelarsi decisivi» sottolinea il professore belga che due anni fa ha condotto uno studio approfondito sul chest fairing tra i cronomen e triatleti, pubblicato su ScienceDirect. Da esso è emerso che è possibile ottenere una riduzione della resistenza aerodinamica fino al 3,6% utilizzando un oggetto dalla forma ottimale che copra l’intero torace. Ciò si traduce in un guadagno di tempo di almeno 0,78 secondi al chilometro.
Due anni fa, la rivista The Triathlete ha pubblicato un articolo sulle ricerche condotte da Blocken e Jim Manton (ERO Sports) sui vantaggi che i triatleti ottengono quando infilano una borraccia sotto la maglietta. Per un atleta medio, ciò può comportare un risparmio di oltre 12 watt, il che, in un Ironman completo, si traduce in un guadagno di tempo fino a due minuti. Anche in questo caso era chiaramente visibile che la borraccia aerodinamizza il torace e convoglia il flusso d’aria tra le gambe, riducendo così la contropressione sul bacino.
Della questione il mondo del ciclismo era stato pre-allertato dallo stesso Blocken che, sempre a WielerFlits, ha rivelato: «All’epoca ne parlai con Michael Rogers dell’Unione Ciclistica Internazionale (UCI). Allora si discuteva soprattutto dell’"abuso" delle apparecchiature di radiocomunicazione, che venivano posizionate sul petto per ridurre la resistenza aerodinamica. Gli ho segnalato la nostra ricerca. L’UCI è quindi a conoscenza di questo fenomeno».
Regole severe e sanzioni
I regolamenti dell’UCI stabiliscono chiaramente che è vietato posizionare oggetti sul petto. L’articolo 1.3.033 prescrive che l’abbigliamento debba avere esclusivamente la funzione di abbigliamento e non debba modificare artificialmente la morfologia (forma del corpo) del corridore. Non è consentito applicare schiuma, imbottiture, nastro adesivo o forme in plastica sul o sotto il petto per creare una forma aerodinamica. Le differenze di texture volte a migliorare l’aerodinamica sono consentite solo se intessute o cucite direttamente nel tessuto (con una rugosità superficiale/differenza di altezza massima di 1 mm).
Se un corridore, uomo o donna che sia, viene sorpreso/a a violare l'articolo 1.3.033 durante o dopo una gara, ne consegue l'immediata esclusione dalla gara o la cancellazione dalla classifica. A seconda del livello della gara (come una cronometro del WorldTour o i Campionati del Mondo), viene inoltre inflitta una sanzione pecuniaria, che solitamente varia da 200 a 1.000 CHF e può essere ancora più elevata in caso di violazioni gravi o intenzionali.
In vista della cronometro in programma domani al Tour de France Femmes, 21 chilometri da Gevrey-Chambertin a Digione, diverse squadre del WorldTour lanciano quindi un appello urgente alla giuria dell’UCI affinché applichi esplicitamente questa norma.