Di padre in figlio. Il Campionato del Mondo racconta ancora una volta storie di passaggio generazionale, di ereditarietà non facile da reggere quando hai un genitore che ha vinto addirittura il Tour de France. La cronometro maschile degli under 23 vedrà Ben Wiggins come unico rappresentante dell’Inghilterra: il ventunenne della Hagens Berman Jayco ha già saputo scostarsi (grazie a ottimi risultati e prove di personalità) dalla luce riflessa di papà Bradley, entrato nella storia come primo britannico ad aggiudicarsi la Grande Boucle, medaglia olimpica nella gara contro il tempo ai Giochi di Londra 2012, Campione del Mondo della crono a Pontferrada 2014, per non dire delle sei medaglie d’oro su pista alle Olimpiadi.
L’altro Wiggins, 21 anni compiuti nel marzo scorso, guarda con giusitificate ambizioni a Los Angeles 2028, ma intanto c’è Montreal che chiama, proponendogli un doppio impegno a cronometro (specialità che a Glasgow 2023 gli regalò la medaglia d'argento tra glio juniores) e in linea.
Forse non è un caso che Ben si sia accasato nella compagine diretta da Axel Merckx, uno che più di ogni altro ciclista conosce il peso delle aspettative nei confronti del figlio di un campione. Chiediamo a Giovanni Visconti cosa pensi di Wiggins junior: “Premetto che non ho ancora avuto modo di vederlo continuativamente, l’ho osservato in Grecia e poi alla Coppa della Pace, trovando un ragazzo che caratterialmente è forte, molto convinto dei suoi mezzi. Un pò pesa portare quel cognome, perchè per ogni figlio d’arte non è mai facile reggere naturale confronto: lui però è animato da una chiara voglia di emergere, la si coglie in tutto e per tutto”.
Visconti, direttore sportivo di Hagens Berman Jayco, passa in rassegna la recente top ten di Ben Wiggins al Tour of Britain, dove ha difeso i colori della sua nazionale: “ad inizio settembre ha messo a frutto una sesta piazza nell’ultima frazione, dopo aver fatto parte della fuga composta da uomini di grande esperienza (vittoria di Nils Politt, ndr). Quanto alla crono di Montreal penso che il tipo di percorso lineare e le non eccessive difficoltà altimetriche possa essere adatta al nostro corridore, laureatosi campione britannico nella prova contro il tempo degli under 23 con un minuto di vantaggio sul secondo classificato”.
Postilla: il giovane Wiggins in questo 2026 ha affinato la sue doti preziose di fuggitivo, come dimostrato in due occasioni al Tour de l’Avenir. Anche in chiave azzurra, intanto, la rassegna iridata canadese vede sfrecciare figli d’arte. Capiterà già martedì 22 durante la cronometro juniores maschile che vede impegnato Patrik Pezzo Rosola, cresciuto con l’esempio di mamma Paola e papà Paolo, fratello del dilettante Kevin. Seconda parentesi di famiglia, fatta di genitori illustri e trepidanti per le figlie, in programma venerdì 25, quando difenderanno i colori della nazionale Azzurra Ballan e Giorgia Pellizzotti. Perchè, se qualcuno ancora non lo avesse capito, il ciclismo è una ruota intergenerazionale che gira.