1935: UN PROFESSIONISTA E UN GARZONE DI PANETTERIA, COME NASCE (PER NON FINIRE PIU') L'AMICIZIA TRA DUE CAMPIONI. GALLERY

STORIA | 04/09/2026 | 08:35
di Paolo Broggi

Ci sono piccole grandi storie che solo il ciclismo è capace di regalare. Come quella che unisce Fermo Camellini e Celestino Camilla, due ciclisti italiani emigrati in Francia, due professionisti che poi sono stati naturalizzati francesi ma non hanno mai perso il legame con l’Italia.


La storia comincia nel 1935 quando Camellini - classe 1914, nativo di Scandiano ma emigrato con la famiglia a Beaulieu-sur-Mer - è già un corridore professionista che si allena nell’entroterra di Nizza. In più di un’occasione, scalando il Mont Baron, incontra Celestino Camilla, lui classe 1917, nativo di Niella Tanaro ma emigrato in Francia dove pedala per consegnare il pane e si ritaglia come può lo spazio per gli allenamenti.


I due ragazzi fanno presto amicizia, Camellini - che ha vestito la maglia rosa, ha vinto tappe al Tour e nel 1948, da italiano, è stato il primop straniero a vincere la Freeccia Vallone - sprona Camilla ad insistere con il ciclismo, il giovane lo ascolta e arriverà al professionismo vincendo - da italiano - nel 1942 due tappe della Vuelta España.

L’amicizia tra i due è durata… più che una vita: Camilla è morto nel 1991, Camellini nel 2010 ma la loro storia non è mai finita, anzi nei gironi scorsi ha trovato nuovo vigore proprio a Niella Tanaro, il paese natale di Celestino Camilla.

Qui, in occasione della tradizionale Festa del Pane, infatti, si sono incontrati Alex Camellini, nipote di Fermo, e Christiane Garente, nipote di Celestino. I due si sono scambiati ricordi ed emozioni: «I nostri nonni per ritornare in patria con i premi passando la dogana erano costretti a nasconderli legando il denaro al tubo con il nastro che copriva il manubrio» hanno raccontato all’Unione Monregalese. E come per magia sono spuntate anche le foto d’epoca e un incontro speciale, quello con la famiglia Gagino, il cui avo Joseph aveva gareggiato a Parigi, sempre in sella alle due ruote.

Un pomeriggio di festa che ha unito tre famiglie nel ricordo di quei nonni che non hanno esitato a compiere grandi sacrifici per inseguire i loro sogni in bicicletta e che proprio la bicicletta ha unito per sempre con una amicizia speciale.


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