PRUDHOMME. «POGACAR E' STRAORDINARIO, MA PER ME IL PIU' GRANDE RESTA MERCKX»

TOUR DE FRANCE | 28/07/2026 | 08:40
di Francesca Monzone

Al termine del Tour de France, dopo il discorso del vincitore, ci sono state anche le dichiarazioni di Christian Prudhomme, il direttore della corsa gialla, che come da protocollo, tira le somme della corsa. Riguardo al vincitore, Prudhomme  incorona Pogacar, ma frena il paragone: «Il più grande della storia resta Eddy Merckx»


Cinque Tour de France vinti, un dominio assoluto lungo tre settimane e la sensazione di aver scritto un'altra pagina di storia del ciclismo. Tadej Pogacar ha chiuso il Tour de France 2026 raggiungendo un traguardo che apparteneva soltanto ai giganti di questo sport, eguagliando le cinque vittorie di Eddy Merckx, Jacques Anquetil, Bernard Hinault e Miguel Indurain. Eppure, per Christian Prudhomme,  il dibattito sul più grande di tutti i tempi è ancora aperto.


Il numero uno della Grande Boucle non ha nascosto la propria ammirazione per il fenomeno sloveno, ma ha anche voluto ricordare che la storia del ciclismo va valutata con il giusto distacco.

«Aspetteremo ancora un po' prima di esprimere un giudizio perché, sapete, vista la mia età, il campione assoluto ai miei occhi rimane Eddy Merckx», ha spiegato Prudhomme. «Ma considerando la velocità con cui Tadej Pogacar sta accumulando successi, è evidente che stiamo assistendo a qualcosa di straordinario».

Il direttore del Tour ha sottolineato come la grandezza di Pogacar non si misuri soltanto nelle vittorie di luglio, ma nella continuità mostrata durante tutta la stagione.

«Ciò che mi fa più piacere è vedere campioni che non brillano soltanto al Tour de France. Pogacar è protagonista per tutta la stagione e questo, a mio avviso, è fondamentale per il futuro del ciclismo. I grandi campioni devono essere punti di riferimento durante tutto l'anno, non soltanto per tre settimane».

Nonostante il dominio dello sloveno, Prudhomme ha ricordato come gli organizzatori abbiano cercato di costruire un Tour equilibrato e spettacolare, aumentando progressivamente la difficoltà del percorso per favorire l'incertezza.

«Come organizzatori speriamo sempre di offrire una corsa combattuta. Per questo abbiamo disegnato un percorso che cresceva gradualmente di difficoltà. Ma nel ciclismo vale sempre la stessa regola: gli organizzatori propongono e i corridori dispongono».

Il quinto successo di Pogacar è arrivato senza che la sua leadership fosse realmente messa in discussione. Una superiorità che, secondo Prudhomme, è stata favorita anche dalla sfortuna di alcuni dei suoi principali rivali.

«Non possiamo che rammaricarci per le cadute di Jonas Vingegaard e Florian Lipowitz. Probabilmente non avrebbero cambiato il risultato finale, ma avrebbero potuto rendere il Tour ancora più emozionante. Nel finale abbiamo visto un Remco Evenepoel in splendida condizione e la presenza di Lipowitz al suo fianco sarebbe stata un aiuto prezioso».

Proprio il campione belga rappresenta, secondo Prudhomme, uno dei grandi motivi di interesse per il futuro della corsa francese. «Il modo in cui Remco ha gestito queste tre settimane mi porta a credere che raggiungerà il livello massimo nei prossimi anni. E quando parlo del livello massimo, intendo dire molto vicino alla maglia gialla».

Il direttore del Tour ha poi tracciato un bilancio complessivo dell'edizione 2026, definendola con una sola parola: "calda". «Se dovessi riassumere questo Tour in una parola direi proprio "calda". Calda dal punto di vista climatico, per via dell'ondata di caldo che ha accompagnato la corsa, ma anche per il calore del pubblico, straordinario da Barcellona fino all'Alpe d'Huez. Abbiamo visto folle immense lungo le strade e, in queste situazioni, si cammina sempre sul filo del rasoio tra la magia dello spettacolo e la necessità di garantire la sicurezza dei corridori».

Prudhomme ha ricordato anche le altre grandi storie raccontate dalla Grande Boucle, oltre alla quinta impresa di Pogacar. «Abbiamo assistito a un favorito assoluto che ha vinto con autorità, ma anche a battaglie straordinarie per le altre classifiche. Richard Carapaz è stato magnifico nella conquista della maglia a pois, mentre Mads Pedersen ha impressionato tutti con la sua straordinaria corsa verso la maglia verde».

Infine, uno sguardo al futuro del ciclismo francese e internazionale passa inevitabilmente attraverso due giovani talenti destinati a raccogliere l'eredità dei grandi campioni.

«La sfida per la maglia bianca tra Isaac Del Toro e Paul Seixas potrebbe rappresentare il futuro del Tour de France. Seixas ha chiuso al quarto posto senza conquistare una vittoria di tappa, ma ha dimostrato un talento eccezionale. Sono giovani che fanno pensare a un futuro davvero entusiasmante».

Il Tour de France 2026 consegna così alla storia un Tadej Pogacar sempre più vicino all'immortalità sportiva. Cinque successi lo hanno già portato accanto ai più grandi di sempre. Per Christian Prudhomme, però, il trono del ciclismo appartiene ancora a Eddy Merckx. Almeno per il momento. Se lo sloveno continuerà a vincere con questa impressionante regolarità, anche il direttore della Grande Boucle potrebbe presto essere costretto a rivedere le proprie convinzioni.


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COMMENTI
Per adesso ancora Eddy...
28 luglio 2026 12:24 seankelly
È il più grande e il più vincente ciclista di tutti i tempi. A Pogi, per eguagliare il cannibale, mancano ancora: 5 GT, 6 Monumento e 1 Mondiale. Continuando così, senza avversari...

MERCKX
28 luglio 2026 12:37 Giant21
Certo che Merckx è il più grande.

Merckx
28 luglio 2026 15:55 Giant21
Certo che Merckx è il più GRANDE

Attenzione
28 luglio 2026 19:56 Eli2001
quando esaltate Merckx e confrontate con Pogacar dimenticate sempre una statistica in cui il cannibale batte 3 a 0 Pogacar: le positività al doping. Ma va beh... quello non conta, vero?

senza avversari
29 luglio 2026 00:44 fransoli
che cavolo vuol dire? Se lo si paragona a Merckx significa che è un talento fuori dal comune, se venisse sconfitto più spesso non lo sarebbe e non si porrebbe alcun paragone, ma ciò non toglie che non abbia avversari...allora Merckx che ha vinto più di 400 corse fra i professionisti che avversari aveva? Ancora più scarsi seguendo questo ragionamento... e ma de Vlaemeninck.. e ma Adorni.... VDP, Vingegaard, Van Aert, Evenepoel.. le differenze le vedono solo i nostalgici, senza il danese eravamo già a sette tour, senza VDP e Van Aert c'erano una sanremo in più e due Roubaix... quindi gli avversari ci sono

Altro tempo, altro ciclismo
29 luglio 2026 10:45 Pacho1807
Ogni epoca ha i suoi eroi………pogacar è l’eroe moderno……..un animale da competizione è dire che non ci sono rivali degni è un eresia!!!!!! Il più grande cronoman mai esistito, uno dei migliori scalatori è il pluricampione del mondo in mtb non li consideriamo???? Eddy è stato il più grande…. Della sua epoca!!!!!

fransoli
29 luglio 2026 10:47 Arrivo1991
Gimondi,Ocana,Thevenet....dei nessuno.

Arrivo
29 luglio 2026 14:53 fransoli
Infatti volevo scrivere Gimondi ma mi è sfuggito adorni...ma poi perché cambi sempre il pensiero altrui? Dove ho scritto che correva contro dei nessuno...rileggi se ce la fai

Fransoli
29 luglio 2026 16:08 Arrivo1991
"allora Merckx che ha vinto più di 400 corse fra i professionisti che avversari aveva? "

Fransoli
29 luglio 2026 19:11 Giovanni c
https://www.eurosport.it/ciclismo/merckx-pantani-miglior-scalatore-della-storia-pogacar-non-ha-gli-avversari-che-avevo-io_sto23194135/story.shtml

Arrivo1991
30 luglio 2026 10:57 Eli2001
Quello di fransoli era un ragionamento per assurdo che tu hai ritagliato ad arte o non hai capito: se Pogacar vince molto perché non ha rivali allora Merckx che ha vinto 400 corse ne aveva ancora meno.

Eli2001
30 luglio 2026 19:15 Arrivo1991
Gimondi,Ocana,Thevenet,De Vlaeminck, Moser,Zoetemelk, Van Springel,Godefroot,Motta,Bitossi,Adorni,Dancelli.

Eh dei signor nessuno !!!!!!

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