CONTROLLI ANTIDOPING. PLUGGE: «LE REGOLE SONO QUESTE, MA LA SCELTA DELL'ORARIO...»

TOUR DE FRANCE | 19/07/2026 | 17:30
di Francesca Monzone

A commentare i controlli antidoping che ci sono stati nella notte è Richard Plugge, il CEO della Visma-Lease a Bike che alle telecamere di Wielerflits ha voluto esprimere il proprio punto di vista su quanto accaduto: «Alle due di notte non è l'ideale, ma è giusto che il ciclismo resti all'avanguardia»


Il Tour de France si gioca sulle montagne, ma anche lontano dalla strada. Nella notte tra venerdì e sabato, infatti, alcuni dei protagonisti della Grande Boucle sono stati sottoposti a controlli antidoping a sorpresa. Tra loro anche i due grandi favoriti per la vittoria finale, Tadej Pogacar e Jonas Vingegaard, raggiunti dagli ispettori nel cuore della notte.


A confermare l'accaduto è stato il team manager della Visma-Lease a Bike, Plugge, che ha spiegato come il controllo effettuato al leader danese sia iniziato intorno alle due del mattino.

«Sì, stanotte alle due, quindi nel cuore della notte, Jonas è stato sottoposto a un controllo antidoping - ha raccontato Plugge - Le due del mattino non sono certo l'orario ideale, ma nessuno sembra aver trovato una soluzione migliore. In ogni caso, è positivo che il nostro sport sia così all'avanguardia nella lotta al doping e che continui ad esserlo. È così e dobbiamo adeguarci».

Il dirigente olandese non ha nascosto che un'interruzione del sonno, soprattutto alla vigilia di una tappa di montagna, possa incidere sul recupero degli atleti. «Dal punto di vista della prestazione non è certamente positivo. Essere svegliati e dover dedicare trenta o quaranta minuti a un controllo nel cuore della notte non è piacevole. Certo, alle due hai ancora diverse ore per tornare a dormire, ma essere interrotti nel pieno della notte non è mai l'ideale».

Nonostante il disagio, Plugge ha ribadito di condividere pienamente la filosofia dei controlli a sorpresa, considerandoli uno strumento fondamentale nella lotta contro il doping.
«È positivo che il nostro sport sia così all'avanguardia in questo campo e che continui a esserlo. È importante che questi controlli vengano effettuati e che coinvolgano squadre diverse. Da questo punto di vista, è un segnale positivo per tutto il ciclismo».

Alla domanda sulle motivazioni che hanno spinto gli ispettori a presentarsi proprio nel cuore della notte, il manager della Visma ha ammesso di non aver ricevuto spiegazioni particolari. «Credo che abbiano le loro ragioni, ma non spetta a me commentarle. Bisognerebbe chiederlo all'International Testing Agency. Noi dobbiamo semplicemente rispettare il regolamento».

Un regolamento che i corridori conoscono perfettamente. Durante il Tour, infatti, gli atleti possono essere controllati in qualsiasi momento della giornata, senza alcun preavviso. non tanto dalla ITA quanto dall'agenzia antidoping francese, che non edeve rispettare gli orari della agenzia internazionale.

«Sappiamo che può succedere. Le regole sono queste e i corridori sono disponibili a essere controllati 24 ore su 24, sette giorni su sette. Fa parte del nostro sport. Normalmente sul nostro bus, ogni giorno vengono effettuati test 30 minuti prima della partenza».

Negli ultimi anni il ciclismo ha intensificato ulteriormente il sistema dei controlli antidoping, proprio per garantire la massima credibilità della competizione. E se da una parte essere svegliati nel cuore della notte può rappresentare un piccolo sacrificio, dall'altra Plugge non ha dubbi sulla direzione da seguire.

«Non è l'ideale per la preparazione di un atleta, ma è anche il prezzo da pagare perché il ciclismo continui a essere uno degli sport più rigorosi nella lotta al doping».

Jonas Vingegaard purtroppo è caduto ed è stato costretto a salire sull’ambulanza, abbandonando la corsa, ma questa mattina, prima della partenza della quindicesima tappa da Champagnole a Plateau de Solaison, il danese aveva spiegato quanto accaduto in hotel durante la notte. «Gli addetti al controllo antidoping non mi hanno lasciato dormire molto. Stavo dormendo profondamente, poi qualcuno ha bussato alla mia porta alle 2 del mattino – ha detto Vingegaard in zona mista -  Mi ha davvero sorpreso. Ci ho messo circa 40 minuti per tornare in camera. Sì, è un bene che facciano i test, ma quando influiscono sul sonno e sulle prestazioni, non so se sia davvero positivo. Spero davvero di non essere l'unico in questa situazione, perché dovrebbe essere uguale per tutti. Non è stata la serata migliore, ma non posso farci niente, fa parte del gioco».

Quando la notizia sui controlli antidoping ha iniziato a girare, abbiamo direttamente contattato gli addetti alla comunicazione della Visma-Lease a Bike. Abbiamo chiesto se fossero infastiditi per i controlli e se ci sarebbe stato un comunicato al riguardo. La risposta semplice ma efficace, ribadisce quanto comunicato da Vingegaard prima della partenza, che la squadra non ha mal visto i controlli e che si sono resi subito disponibili poiché i controlli possono essere effettuati in qualunque momento del giorno e della notte come stabilito dai regolamenti, ma che, come aveva sottolineato Vingegaard, non contestando l’operazione notturna, sono rimasti perplessi per la scelta dell’orario.


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