VINGEGAARD. «TUTTO E' ANDATO ALLA PERFEZIONE, NON POTEVAMO CIMINCIARE MEGLIO»

TOUR DE FRANCE | 04/07/2026 | 20:00
di Francesca Monzone

Jonas Vingegaard veste la prima maglia gialla del Tour de France e con la sua squadra, la Visma – Lease a Bike, firma un capolavoro e lancia la sfida a Pogacar. L'inizio che sognava non poteva essere migliore. Jonas Vingegaard è il primo leader del Tour de France 2026 dopo la straordinaria vittoria della sua squadra nella cronometro a squadre di apertura disputata sulle strade di Barcellona.


La formazione olandese ha eseguito una prova praticamente perfetta, conquistando il successo di tappa davanti alla INEOS Grenadiers di Filippo Ganna e alla UAE Team Emirates-XRG di Tadej Pogacar, costretto ad accontentarsi del terzo posto. È soltanto la prima giornata, ma il Tour ha già un padrone. E, soprattutto, Vingegaard mette a segno il primo colpo psicologico nella lunga sfida con il campione sloveno.


La cronometro inaugurale è stata una dimostrazione di forza di gruppo. Ogni corridore della Visma-Lease a Bike ha svolto il proprio compito con precisione assoluta, mantenendo un ritmo elevatissimo lungo tutto il percorso.

Nel finale è stato decisivo anche il prezioso lavoro dell'azzurro Davide Piganzoli, autore di un generoso ultimo turno che ha permesso a Vingegaard di essere lanciato verso il traguardo nelle condizioni ideali. Una squadra impeccabile, costruita per vincere il Tour e capace di trasformare immediatamente le proprie ambizioni in risultati concreti.

Al termine della prova, il sorriso di Vingegaard raccontava tutto e lo sforzo per raggiungere l’obiettivo, è immediatamente passato in secondo piano. «Potevamo iniziare meglio? No, direi proprio di no. Questo è senza dubbio l'inizio perfetto».

Con queste parole il danese ha iniziato il momento dedicato alla stampa, ringraziando subito i suoi compagni di squadra per il lavoro straordinario.  
«Il Tour è ancora lunghissimo, ovviamente, ma questo è davvero l'inizio perfetto. I miei compagni hanno fatto un lavoro straordinario oggi. Sono stati fortissimi e, a dire il vero, io non ho dovuto fare molto: mi hanno praticamente spinto fino al traguardo per vincere la tappa e conquistare la maglia gialla». 

Per Vingegaard il successo ha un valore particolare proprio perché nasce dal lavoro collettivo e riconosce ai suoi compagni il merito più importante.
«È la corsa più importante del mondo. Vincere una cronometro a squadre è qualcosa di incredibile, perché siamo in otto. Ho avuto sette compagni che oggi si sono sacrificati completamente per me ed è semplicemente straordinario».

Il danese ha voluto sottolineare come quella maglia gialla appartenga a tutto la squadra, che in modo generoso, ha lavorato dando ogni forza rimasta.
«Non sono solo io a indossare la maglia gialla. Tutta la squadra ha vinto questa tappa. Dobbiamo goderci questo momento e voglio davvero ringraziare ogni mio compagno e tutto lo staff».

La Visma-Lease a Bike aveva preparato nei minimi dettagli la cronometro inaugurale e tutto è andato secondo i piani e l’abbraccio finale tra tutti i ragazzi, è un’immagine che la squadra conserverà con orgoglio.
«Direi che è andato tutto esattamente come avevamo programmato. Avevamo una tattica ben precisa e alla fine ha funzionato perfettamente».

Una dimostrazione di organizzazione che conferma ancora una volta quanto il team olandese sia uno dei punti di riferimento del ciclismo mondiale.

Più del distacco in classifica, oggi conta il messaggio che la Visma-Lease a Bike e Jonas Vingegaard hanno lanciato agli avversari.

Tadej Pogacar, il grande favorito della vigilia, ha chiuso al terzo posto con la UAE Team Emirates-XRG, alle spalle anche della INEOS Grenadiers. Il Tour è ancora lunghissimo e tutto può cambiare sulle montagne, ma il primo confronto diretto è andato al danese. È un vantaggio soprattutto morale: Vingegaard parte davanti, veste la maglia gialla e costringe lo sloveno a inseguire fin dalla prima giornata.

Al termine della conferenza stampa, a Vingegaard è stato ricordato un dato statistico particolarmente significativo: l'ultimo vincitore del Giro d'Italia capace di conquistare anche la prima maglia gialla del Tour fu Miguel Indurain, nel 1993. Quell'anno lo spagnolo vinse anche il Tour, ma danese ha accolto il paragone con prudenza.

«Naturalmente sono qui per ottenere il miglior risultato possibile nella classifica generale e provare a vincere il Tour. Ma questa era soltanto la prima tappa. C'è ancora tantissima strada da fare. Abbiamo conquistato un piccolo vantaggio, è vero, ma il Tour è ancora molto lungo e io non sono Indurain».

Poi, però, si è fatta avanti tutta la soddisfazione per il risultato raggiunto.
«Onestamente non avrei potuto immaginare un inizio migliore. Questa maglia ha un significato speciale per me. Come ho già detto, ho vissuto anni difficili per motivi che tutti conoscono. Tornare al Tour, che è la corsa più importante del mondo, e ritrovarmi di nuovo con la maglia gialla è qualcosa di davvero speciale. Me la godrò fino in fondo».

La conquista della maglia gialla assume anche un significato personale. Negli ultimi anni Vingegaard ha attraversato momenti complicati, segnati da cadute, difficoltà fisiche e lunghi periodi di recupero. Tornare subito al comando del Tour rappresenta molto più di un semplice risultato sportivo.

Il sipario sulla Grande Boucle si è appena alzato e molte cose si sono fatte subito chiare. Ma il primo squillo porta la firma di Jonas Vingegaard, che domani partirà davanti a tutti con la maglia gialla sulle spalle.  La Visma-Lease a Bike ha dimostrato di essere già pronta per la battaglia e il duello con Tadej Pogačar è ufficialmente cominciato.


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COMMENTI
Pogacar
4 luglio 2026 21:15 Albertone
Non credo si danni l'anima per i pochi secondi persi

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