TOUR DE FRANCE. IL BELGIO VUOL LASCIARE UN SEGNO IMPORTANTE

TOUR DE FRANCE | 02/07/2026 | 08:25
di Francesca Monzone

l Belgio si presenta al via dell’edizione numero 113 del Tour de France con 31 corridori, uno in più della Francia padrona di casa. Un numero che conferma la straordinaria profondità del movimento belga, capace di presentarsi alla Grande Boucle con uomini da classifica, velocisti di primissimo piano, cacciatori di tappe e alcuni dei gregari più forti dell'intero gruppo.


È un Belgio che sogna in grande, pur sapendo che il principale favorito per la vittoria finale resta Tadej Pogacar. Ma se c'è una nazione che può recitare un ruolo da protagonista in quasi ogni tipo di tappa, quella è proprio il Belgio.


Gli occhi sono inevitabilmente puntati su Remco Evenepoel, che dopo aver lasciato la Soudal Quick-Step ha scelto la Red Bull-BORA-hansgrohe con un obiettivo ben preciso: avere una squadra ancora più competitiva nella caccia al Tour de France. Il campione olimpico non corre dalla Liegi-Bastogne-Liegi e arriverà al via con oltre due mesi senza competizioni. Una scelta studiata nei minimi dettagli per presentarsi alla Grande Boucle con la massima freschezza fisica.

I dubbi, però, restano. Evenepoel riuscirà a reggere il confronto con Pogacar e Vingegaard sulle salite più dure? E soprattutto, come funzionerà la convivenza con Florian Lipowitz, terzo classificato al Tour dello scorso anno e designato anch'egli come uomo di classifica dalla formazione tedesca? Sarà una delle grandi chiavi tattiche dell'edizione 2026.

L'altra carta belga per la classifica generale è Cian Uijtdebroeks. A soli 23 anni, lo scalatore della Movistar farà finalmente il suo esordio al Tour de France. Attorno a lui c'è meno pressione rispetto a quella che accompagna Evenepoel, ma il talento non si discute. La squadra spagnola crede molto nelle sue qualità e un piazzamento tra i primi dieci della classifica generale appare un obiettivo assolutamente realistico.

Non solo uomini di classifica, ma anche ruote veloci e il Belgio si presenta con quattro sprinter per dominare le volate. Poche nazioni possono vantare una batteria di velocisti come quella belga. Il riferimento principale resta Tim Merlier, già vincitore di tre tappe al Tour e deciso ad arricchire ulteriormente il proprio palmarès. Al suo servizio ci saranno uomini di assoluta esperienza come Bert Van Lerberghe e Jasper Stuyven.

L'altro grande protagonista sarà Jasper Philipsen, già dieci volte vincitore di tappa alla Grande Boucle. Reduce da un brillante Baloise Belgium Tour, potrà contare ancora una volta sul perfetto lavoro di Mathieu van der Poel e Jonas Rickaert per preparare gli sprint.

Occhi puntati anche su Milan Fretin, che con la Cofidis vivrà il suo primo Tour da capitano nelle volate, e su Arnaud De Lie, talento della Lotto Intermarché che resta uno degli uomini più imprevedibili del gruppo dopo i problemi fisici vissuti negli ultimi mesi.

Il Belgio sarà protagonista anche dietro le quinte, con uomini del calibro di Victor Campenaerts, che sarà uno degli uomini più preziosi al servizio di Jonas Vingegaard nella Visma-Lease a Bike, soprattutto dopo le assenze che hanno ridimensionato la squadra olandese. Tim Wellens e Florian Vermeersch avranno invece il compito di accompagnare Tadej Pogacar nelle fasi decisive della corsa con la UAE Team Emirates-XRG, mentre Maxim Van Gils rappresenterà uno dei punti di riferimento di Evenepoel nelle giornate di alta montagna.

Ci sarà spazio anche per l'esperienza di Tiesj Benoot, chiamato a guidare il giovanissimo Paul Seixas nella sua prima partecipazione al Tour, e per uomini di fatica come Edward Planckaert, Tom Van Asbroeck e Piet Allegaert, fondamentali per i rispettivi velocisti.

Il Belgio potrà contare anche su un gruppo di corridori che avranno piena libertà d'azione. Lennert Van Eetvelt punterà esclusivamente alle vittorie di tappa, così come Ilan Van Wilder, reduce da un convincente Giro di Svizzera, e Jasper Stuyven, che alternerà il lavoro per Merlier alle proprie ambizioni personali.

Tom Pidcock e e la Pinarello Q36.5 potranno contare su Xandro Meurisse e Brent Van Moer. Attenzione anche a Jenno Berckmoes, Liam Slock, Lars Craps, Louis Vervaeke, Quinten Hermans, Brent Van Moer, Jente Biermans, Emiel Verstrynge, Ramses Debruyne, Vlad Van Mechelen e Robbe Dhondt, tutti corridori che potrebbero trovare nelle fughe il terreno ideale per lasciare il segno.

Molti di loro vivranno il primo Tour della carriera, altri sono ormai specialisti delle tappe di transizione, dove il Belgio continua a esprimere alcuni dei migliori interpreti del ciclismo moderno.

Se la Francia punta soprattutto sulla crescita dei suoi giovani, il Belgio arriva al Tour con una squadra estremamente equilibrata. Ci sono due uomini capaci di lottare per la classifica generale, quattro velocisti che possono vincere in qualsiasi sprint, numerosi corridori offensivi pronti ad animare le fughe e una batteria di gregari tra le migliori del panorama internazionale.

La vittoria finale appare una missione complicata davanti allo strapotere annunciato di Pogacar e alla solidità di Vingegaard, ma il Belgio ha tutte le carte in regola per essere una delle nazioni più vincenti della Grande Boucle. E, anche se la maglia gialla potrebbe restare un obiettivo difficile, il Belgio ha il potenziale per salire sul podio delle vittorie di tappa, conquistare maglie speciali e confermarsi, ancora una volta, uno dei grandi protagonisti del Tour de France.


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