CARTAGIRO. LA RASSEGNA STAMPA DELLA CORSA ROSA

GIRO D'ITALIA | 31/05/2026 | 09:00
di Aldo Peinetti

L’apertura alare di Jonas Vingegaard, nel momento dell’esultanza sotto il traguardo, è il “frame” che è piaciuto molto a Ciro  Scognamiglio su Gazzetta Sportiva, andato a cogliere la similitudine tra il modo di gioire del danese e quello di Pantani. Insomma un cameo del leader al Pirata.


Le prime pagine della rosea sono dedicate alla quinta vittoria in quest’edizione del Giro da parte del campione venuto dai fiordi, entrato nel club esclu­sivo di chi, oltre alla corsa in rosa, ha vinto Tour e Vuelta. Vingegaard, che autorizza all’uso dei punti esclamativi i titolisti, fa scrivere il Corsera: “a undici chi­lo­me­tri dalla vetta dell’ultima salita Jonas sve­ste i panni del ragio­niere e sfrutta l’ultima pos­si­bi­lità di emo­zio­nare usando un arti­fi­cio clas­sico del cicli­smo”. Vero, anche se mai perdere di vista quanto ricorda Repubblica: “Vingegaard, Gall, Hindley, come una litania, con la mancanza di fantasia che tutto il Giro d’Italia 2026 ha avuto. I primi tre di Piancavallo sono i primi tre del Blockhaus, di Pila e di Carì”.


Definendo Vingegaard il campione del cuore, La Stampa esce dai più stretti confini della supremazia atletica e ricorda come il Giro ed il suo padrone abbiano ricordato le vittime del sisma i n Friuli. Su Il Giornale, Pier Augusto Stagi mette anche l’accento sulla partecipazione calda del pubblico a Piancavallo, sublimazione della forza attrattiva del ciclismo: “Una mon­ta­gna di pas­sione sulla mon­ta­gna: non per un caso, ma per amore”. All’estero, intanto, se l’Equipe, riferita a Vingegaard, titola (senza per questo relativizzarne il successo in rosa) “il più forte dell’altro mondo”, in Danimarca ci pensa Ekstra Bladet (“Tour sotto i riflettori”) ad alzare l’asticella. “Il re danese del Giro non si è lasciato abbattere dopo le difficoltà in Italia e ha un messaggio chiaro su cosa significhi questa prestazione per il grande obiettivo estivo”.

GAZZETTA SPORTIVA
E’ TUO!
Ha allar­gato le brac­cia tanto, tan­tis­simo. Più che poteva. Anche Marco Pan­tani faceva così ed è venuto natu­rale pen­sarlo quando Jonas Vin­ge­gaard ha finito di “divo­rare” la salita di Pian­ca­vallo, l’ultima del Giro d’Ita­lia 109, la stessa che il Pirata fece sua nel 1998. Secondo più fonti il danese ha anche bat­tuto il record di mitica sca­lata (36’17” con­tro 36’20”), di sicuro ha messo in scena l’impresa più bella per met­tere il sigillo sulla corsa della Gaz­zetta che ha domi­nato. La vin­cerà uffi­cial­mente oggi a Roma, con il non tra­scu­ra­bile bonus di cin­que suc­cessi di tappa (solo 1 meno del Poga­car 2024): da primo danese di sem­pre, da ottavo della sto­ria dopo Anque­til, Gimondi, Merckx, Hinault, Con­ta­dor, Nibali e Froome ad avere in bacheca Giro, Tour e Vuelta. (Ciro Scognamiglio)

CORRIERE DELLA SERA 
GIRO, IL SIGILLO DI RE VINGO
Dopo aver gestito per tre set­ti­mane il Giro d’ita­lia come fosse un libro con­ta­bile, a undici chi­lo­me­tri dalla vetta dell’ultima salita Jonas sve­ste i panni del ragio­niere e sfrutta l’ultima pos­si­bi­lità di emo­zio­nare usando un arti­fi­cio clas­sico del cicli­smo: la lunga fuga soli­ta­ria verso il tra­guardo. Inten­dia­moci, Vin­ge­gaard non è Poga­car: niente «cin­que» ai cen­to­mila lungo il per­corso, niente bor­racce lan­ciate ai bam­bini, niente pugni vibrati al cielo. Spa­zio solo all’arci­noto omag­gio agli affetti più cari: bacio alla foto dei par­goli sul manu­brio e poi alla fede al dito. (Marco Bonarrigo)

LA STAMPA
VINGEGAARD, IL CAMPIONE DEL CUORE 
La maglia rosa non è solo il simbolo della supremazia atletica, qualche volta lancia i messaggi del cuore. Come è successo ieri a Gemona, dove il Giro ha ricordato - con una breve cerimonia prima nella caserma, poi al cimitero dove riposano le 440 vittime del sisma del 1976 - il terremoto che devastò il Friuli cinquant'anni fa. E poi con la scritta celebrativa sulla maglia di Vingegaard. «Il Friuli ringrazia e non dimentica».
Nessuno meglio di Jonas, padrone assoluto della corsa, avrebbe potuto indossarla in una giornata speciale, che è stata anche la sua rinascita. In Italia ha ritrovato ottime sensazioni dopo gli infortuni del 2025 (polso e commozione cerebrale). (Daniela Cotto)

REPUBBLICA 
VINGEGAARD DA SOLO FINO ALL’ULTIMO
OGGI LA PASSERELLA IN ROSA A ROMA
Vingegaard, Gall, Hindley, come una litania, con la mancanza di fantasia che tutto il Giro d’Italia 2026 ha avuto. I primi tre di Piancavallo sono i primi tre del Blockhaus, di Pila e di Carì. I primi due sono gli stessi di tutti gli arrivi in salita, a parte quello di Piani di Pezzè, una concessione di Vingegaard allo scudiero Sepp Kuss. Nessun vero colpo di scena, nessun regalo agli avversari e vantaggi crescenti, misurati col bilancino. (Cosimo Cito)

IL GIORNALE
IL GIRO È DI VINGEGAARD
Anti­cipa ancora tutti, anti­cipa anche la pas­se­rella finale di que­sta sera a Roma. Si prende l’applauso più bello, quello del Friuli Vene­zia Giu­lia. Una mon­ta­gna di pas­sione sulla mon­ta­gna: non per un caso, ma per amore.
Anti­cipa ancora tutti Jonas Vin­ge­gaard, per pren­dersi l’applauso finale, per il quinto acuto che è nuo­va­mente assolo. Una vit­to­ria sulle strade di Pan­tani, un volo d’airone che onora la mon­ta­gna di gente che l’aspetta in Friuli. Quinto suc­cesso di tappa, per l’ingresso uffi­ciale nel club esclu­sivo di chi ha con­qui­stato tutti e tre i Grandi Giri: con lui diven­tano otto (Anque­til, Gimondi, Merckx, Hinault, Con­ta­dor, Nibali e Froome quelli che l’hanno pre­ce­duto), cosa non riu­scita ancora al sommo rivale Poga­car, che lo attende in Fran­cia per una sfida che si pre­an­nun­cia spa­ziale, tra poche set­ti­mane. (Pier Augusto Stagi)

L’EQUIPE 
LE PLUS FORT DE L’AUTRE MONDE
Il suo predominio al Giro d'Italia è culminato ieri pomeriggio nelle Prealpi Carniche con la quinta vittoria di tappa. Jonas Vingegaard, in rosa e da solo sulla sua bicicletta, ha sferrato il colpo di grazia alla classifica generale. (Thomas Perotto) 

TUTTOSPORT
Si CICCONE È AZZURRO, CARUSO ANCORA TOP TEN
A Piancavallo il pokerissimo lo firmano in due. Quello della maglia rosa Jonas Vin-gegaard riguarda i successi di tappa in questo Giro d’Italia. Meno prestigiosa tuttavia particolare e difficilmente imitabile è la cinquina di Felix Gall: è sempre arrivato 2° nelle tappe vinte da Vingegaard. La Gemona del Friuli-Piancavallo è una fotosintesi del Giro 2026. Jonas ha trionfato con 1’15” su Gall, 3° Jai Hindley. Sono anche i primi tre della classifica generale. E sul monte che domina Pordenone i primi dieci dell’ordine d’arrivo rappresentano in ordine leggermente differente la top10 della classifica generale. (Alessandro Brambilla)

CORRIERE DELLO SPORT
VINGE DI TANTO
Una cinquina per la tripla corona. Jonas Vin-gegaard chiude da padrone assoluto il Giro d’Italia e, nella penultima frazione con doppia scalata verso Pian-cavallo, firma il quinto successo di tappa e si prepara all’apoteosi odierna a Roma. Nella città eterna, verrà incoronato per la prima volta sovrano della Corsa Rosa dopo i due Tour de France conquistati (2022 e 2023) e la Vuelta di Spagna (2025) parti-ta dall’Italia.   «Negli ultimi metri, mi sono voluto godere il pubblico e la folla lungo la strada», ha dichiarato soddisfatto al traguardo. A 29 anni, il danese del Team Vi-sma-Lease a Bike diventa l’ottavo ciclista della storia a vincere tutte e tre le corse a tappe. (Alberto Dolfin)


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COMMENTI
Le carenze delle cronache nella carta stampata.
31 maggio 2026 15:35 ghorio
Una sola considerazione: a leggere i resoconti della tappa di ieri sui giornali non si capisce come si è dvolta la tappa. Naturalmente nessuna menzione per i corrifdori in fuga. Poi emerge la solita attenzione dedicata a Vingo, con la solita abbreviazione che non mi pare venisse usata nelle cronache ciclistiche del passato , passate agli annali.Insomma , se uno noin gaurda vla Tv e legge i giornali, le fasi della tappa non esistono.

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