GIRO D'ITALIA. CA' DEL POGGIO E QUELLE NOTE CHE HANNO INCANTATO SUL MURO... VIDEO

GIRO D'ITALIA | 28/05/2026 | 20:55

Uno spettacolo (rosa) nello spettacolo (musicale) nello spettacolo (di Cà del Poggio). È stato davvero emozionante, essere là sul Muro, oggi, al passaggio del Giro d'Italia! Appena i corridori - con in testa la maglia bianca Eulalio - hanno imboccato le rampe del Muro, dai diffusori è partita a palla l'aria "Nessun Dorma" che si è conclusa esattamente allo scollinare degli atleti, in un gioco perfetto di sincronia, emozioni ed entusiasmo.


L'idea, naturalmente, è stata di quel vulcano di Alberto Stocco dell'Hotel Ca’ del Poggio ed è stata immortalata dall'amico Federico Gagino di Banca Mediolanum che, dopo aver partecipato alla Pedalata, si è appostato per godersi uno spettacolo davvero eccezionale. 


Un consiglio? Mettete anche voi l'audio a palla...

ROSA. C’è una sottile striscia rosa che si insinua nel verde dei vigneti, sale sino a sfiorare il cielo, palpita della passione di migliaia di tifosi e colora le colline del Prosecco di un’emozione che sfida il tempo. Una rotonda, l’ultima curva. Poi la strada s’impenna e diventa uno spettacolo verticale: ecco il Muro di Ca’ del Poggio, ecco il grande popolo del ciclismo – 25 mila le presenze stimate lungo il chilometro di ascesa tra i vigneti – ecco lo spettacolo atteso un anno: il nono passaggio del Giro d’Italia (terzo consecutivo) dal 2009 a oggi.     

Il Muro (1,1 km con pendenza media del 12,3% e punte del 19%), tra curve e controcurve, sale sino a quota 242: siamo in collina, ma la cornice sembra quella di un tappone dolomitico. I primi tifosi arrivano all’alba: montano i gazebo, preparano i tavoli, accendono i fuochi. L’atmosfera è quella di una grande festa popolare. Non c’è albero, vigna o casa che non abbia appeso uno striscione, una foto, un incitamento. La strada tra i vigneti è una tavolozza di colori, disegni, slogan. Urla e applausi, foto e trombette, bici, bandiere e casette colorate di rosa. Ci mette del suo anche Poggy, il leone in rosa, la simpaticissima mascotte di Ca’ del Poggio, alla sua terza apparizione al Giro. 

CIPPO. In apertura di mattinata, poco prima del passaggio della Pedalata Mediolanum (un centinaio di ciclisti guidati dai grandi ex Alessandro Ballan e Paolo Bettini), spazio per l’inaugurazione del cippo celebrativo realizzato dallo scultore Valentino Moro, che ricorda le pietre posate dagli antichi romani lungo le strade per indicare la distanza progressiva. Il cippo riporta la pendenza massima (19%) del Muro, il profilo in ferro sottolinea i tratti della pendenza e la disposizione verticale, accentuata dalla lastra marmorea, conferisce all'opera il valore di totem, posto a testimonianza di un luogo significativo per i paesaggi spettacolari e per le ascese ciclistiche e podistiche che coinvolgono migliaia di appassionati.

Per il Muro di Ca’ del Poggio si tratta del quinto passaggio del Giro d’Italia da quando - nel 2019 - le colline di Conegliano e Valdobbiadene hanno ricevuto il riconoscimento Unesco. L’evento diventa così, una volta di più, la perfetta sintesi di un territorio che, nella giornata più rosa dell’anno, esprime l’orgoglio di esserci, di mostrare le proprie bellezze.

«TORNEREMO». Organizzata da Alberto e Marco Stocco, le anime di Ca’ del Poggio, la Grande Festa Rosa, in cima al Muro, è anche una passerella per ospiti eccellenti. Urbano Cairo, presidente di RCS, accompagnato da Paolo Bellino e Matteo Zoppas, è un concentrato d’entusiasmo: “Non ero mai stato sul Muro, sono veramente impressionato, un luogo meraviglioso. Dobbiamo tornare anche il prossimo anno per fare il decimo passaggio: è una promessa, e io le promesse le mantengo”.  Luca Zaia, tra mille selfie e strette di mano, lancia il sasso: “Dopo nove passaggi del Giro, il Muro meriterebbe di lasciare il nero dell’asfalto per diventare rosa”. Un’idea che a San Pietro di Feletto non dispiace. Chissà… L’epica del Muro colpisce anche allo scrittore Mauro Corona: “Da ragazzino ho vissuto la rivalità tra Coppi e Bartali, il ciclismo mi piace. E il Muro è talmente duro che, quando vedo i corridori salire, m’immedesimo e faccio anch’io fatica per loro”.

Applaudito anche il sindaco di Treviso, Mario Conte (“Sono arrivato in macchina, ma prima o poi voglio fare il Muro in bicicletta”), il presidente della Regione, Alberto Stefani. E poi gli sportivi: Andrea Vendrame (ritiratosi dal Giro dopo la caduta in cui è stato coinvolto durante una delle tappe in Bulgaria), Jan Ullrich, Rudy Pevenage, Gianni Motta, Sasha Modolo, Silvio Fauner, Alessandro Troncon, gli ex arbitri di calcio Daniele Orsato e Gabriele Gava, oltre a Fausto Pinarello. Gli influencer Massimo Barco e Federica Negrin. Emozioni in salsa rock per il concerto di Maurizio Solieri, leggendario chitarrista di Vasco Rossi, mentre l’ex pilota motociclistico Marco Melandri ha mostrato un talento da campione anche nella sua nuova attività di dj.

SOLIDARIETÀ. Il passaggio del Giro d’Italia sul Muro di Ca’ di Poggio è stata anche una grande occasione di solidarietà, con una raccolta di fondi a favore di tre importanti realtà: il Centro Trapianti di Midollo Osseo dell’Unità Operativa Complessa di Ematologia dell’ospedale Ca’ Foncello, il progetto “New School” che punta alla realizzazione  di un nuovo edificio scolastico in Cambogia e l’iniziativa “Forza non è violenza”, un progetto di sensibilizzazione contro la violenza di genere, sviluppata attraverso il linguaggio dello sport e il coinvolgimento delle realtà sportive del territorio.

Un muro di emozioni condivise in una giornata che resterà indimenticabile. Adesso tutti in montagna. E poi verso Roma. Con una certezza: il Giro in Veneto, anche grazie al Muro di Ca’ del Poggio, è più rosa che mai. E domenica tocca al Giro d’Italia Women, con la tappa Roncade-Caorle e un nuovo passaggio sul Muro. Una magia che si rinnova.      


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