La Sierra de la Pandera ha confermato ancora una volta la leadership di Enric Mas. La maglia rossa della Vuelta a España non è più soltanto un simbolo da difendere: giorno dopo giorno, il corridore della Movistar sta trasformando il vantaggio sui rivali in una vera e propria candidatura alla vittoria finale.
La quattordicesima tappa della Vuelta a España ha regalato a Enric Mas un'altra giornata da leader. La vittoria è andata a Marco Brenner, protagonista di uno splendido duello con Santiago Buitrago, ma alle loro spalle lo spagnolo ha piazzato un altro colpo importante nella battaglia per la classifica generale.
Sulle rampe della Sierra de la Pandera, Mas ha aspettato il momento giusto e, ancora una volta, ha dimostrato di avere qualcosa in più rispetto ad alcuni dei suoi principali avversari. Primoz Roglic ha perso terreno nel finale, mentre Felix Gall è riuscito a rimanere agganciato alla ruota dello spagnolo. Il risultato è una classifica sempre più favorevole al corridore della Movistar.
Al termine della quattordicesima tappa, Mas può contare su 2'06" di vantaggio su Felix Gall e 2'10" su Primoz Roglic. Un margine che, con ancora diversi giorni di gara davanti, non permette certamente di abbassare la guardia, ma che dà allo spagnolo una dose importante di fiducia.
Mas, però, non vuole parlare troppo presto di vittoria. La sua attenzione rimane concentrata sulla strada e soprattutto sul lavoro della squadra, che anche sulla Sierra de la Pandera ha funzionato alla perfezione.
«Sì, la strategia della squadra è stata perfetta. Credo che abbiamo agito in modo impeccabile: abbiamo tenuto la fuga a un distacco tra i quattro e i sei minuti e avevamo due uomini davanti. Sapevamo che quella salita era adatta a Felix e anche a Primoz; io ero fiducioso grazie ai miei due compagni di squadra in testa, quindi ci abbiamo provato e alla fine è andata benissimo».
La Movistar ha infatti costruito la tappa con grande attenzione. Mentre davanti la fuga si giocava la vittoria, la squadra di Mas aveva due corridori nella parte avanzata della corsa, una scelta che ha permesso al leader di affrontare la salita finale con una situazione tattica favorevole.
Poi, quando la corsa è entrata nella fase decisiva, è arrivato il momento di Raul Garcia. Il compagno di squadra ha imposto un ritmo durissimo, mettendo in difficoltà diversi uomini della classifica generale e preparando il terreno per l'ennesimo allungo di Mas.
«Per poco non mi sono staccato: lui è arrivato forte da dietro, è un corridore fortissimo e stava spingendo al massimo. Per fortuna si è accorto che Primoz aveva perso un po' terreno e mi ha avvisato, così abbiamo spinto a tutta fino al traguardo».
Una frase che racconta bene anche la mentalità con cui Mas sta vivendo questa Vuelta. Lo spagnolo non corre più soltanto per seguire gli avversari: adesso sono gli altri a dover trovare il modo di recuperare terreno su di lui.
Il grande sconfitto della giornata è stato Primoz Roglic. Lo sloveno, che alla vigilia della Vuelta rappresentava uno dei principali candidati alla vittoria finale, ha pagato ancora una volta nel finale e ora non è più al secondo posto e si trova a 2'10" dalla maglia rossa.
La differenza rispetto alle prime tappe è evidente. Mas ha acquisito sicurezza, la Movistar corre con maggiore convinzione e ogni giornata che passa senza perdere terreno diventa un piccolo successo per il leader.
Felix Gall, invece, ha confermato la sua solidità e si è portato al secondo posto della classifica generale, a soli quattro secondi da Roglic. L'austriaco resta dunque il rivale più vicino a Mas, ma anche lui dovrà trovare il modo di attaccare se vorrà trasformare il distacco in una possibilità concreta di vittoria.
La Vuelta, però, è ancora lunga. E Mas lo sa perfettamente. Dopo anni nei quali lo spagnolo è stato spesso accusato di non riuscire a fare il salto definitivo nei momenti decisivi, questa volta la storia sembra essere cambiata. La caduta e il successivo ritiro di Tadej Pogacar hanno modificato completamente gli equilibri della corsa, ma Mas non si è limitato a raccogliere l'eredità della maglia rossa: l'ha difesa con autorità.
Prima il successo di tappa, poi il consolidamento della leadership e ora altro vantaggio guadagnato sulla Sierra de la Pandera. Enric Mas sta diventando sempre di più il padrone della Vuelta.
Se sei giá nostro utente esegui il login altrimenti registrati.