Sventola la bandiera della Danimarca sul Giro: dopo il poker di Vingeaard (arrivato al quarto giorno in rosa), ecco il successo di Valgren. Il padrone del Giro, Jonas Vingegaard, applaude l’impresa del suo connazionale: “Sono davvero felice per lui, è un ottimo ragazzo e meritava di vincere, ha avuto molta sfortuna nella sua carriera. MI rende felice che ci sia riuscito, era il suo obiettivo, se lo meritava”.
La Visma-Lease a Bike ha controllato la 17a tappa senza problemi: fuga a 27, vantaggio di 6’, e nel finale anche la Tudor si è messa davanti perché Caruso insidiava (e c’è riuscito) le posizioni di Rondell e Storer. “E’ un giorno in meno per me verso Roma – riprende Vingegaard, 29 anni -. I miei compagni hanno fatto un ottimo lavoro, hanno iniziato a tirare con la fuga e poi siamo anche stati aiutati, ci siamo un po’ risparmiati”.
Poi Jonas ritorna sul valore di Davide Piganzoli, ottavo in classifica e a 2’17” dalla maglia bianca di miglior giovane che è attualmente indossata dal portoghese Eulalio: “Vorrei lasciare spazio anche a lui in quest’ultima settimana – conclude Vingegaard -. È molto vicino alla maglia bianca, sarei felicissimo se Davide potesse indossarla a Roma. Sarà una lotta dura ma vedremo nelle ultime tappe, ci sono ancora due giornate di alta montagna molto difficili”.
LA CONFERENZA STAMPA. Vingegaard in relax. Sorrisi e grande disponibilità a raccontare molto di se stesso, tanto che dice: “A essere onesto, penso che sì, ognuno di noi ha grandi sogni da bambino, ma tutto quello che sto facendo adesso è ancora più grande di quello che sognavo. È qualcosa di cui sono molto felice e orgoglioso”.
Oggi ha vinto Valgren e lei è al quarto giorno in rosa: come sta crescendo la cultura del ciclismo in Danimarca e quanto è importante il suo esempio?
“Ci sono molti bravi corridori, di sicuro sta crescendo molto il ciclismo in Danimarca in questo momento, e naturalmente, se posso esprimere una opinione su questo, è bello personalmente per me se io sono la ragione per cui i ragazzi cominciano con la bicicletta”.
Lei stima molto Davide Piganzoli: come potrebbe aiutarlo per la maglia bianca?
“Vorrei lasciare spazio anche a lui in quest’ultima settimana. Piganzoli è molto vicino alla maglia bianca (a 2’17” da Eulalio, ndr). Sarà una lotta dura ma cui sono due tappe di montagna super impegnative in arrivo, soprattutto quella di venerdì, una tappa lunga e dura, quindi sicuramente ci saranno delle differenze. E penso che dipenda anche dalle sue gambe, dal suo livello, ma penso che Piganzoli finora abbia dimostrato di avere un livello davvero alto anche per vincere una tappa”.
Rinuncerebbe a una vittoria di tappa per lui?
“Sì, sì, non ho dubbi”.
Finora ha conquistato quattro tappe: punta a sei come Pogacar nel Giro 2024?
“Beh, non ci penso troppo, mi godo la corsa qui e provo a vincere le tappe che posso vincere. La prima settimana non è stata poi così piacevole, non c’era il miglior meteo, ma le ultime due settimane sono state super belle e mi sono piaciute. Quattro o cinque o sei tappe, sono solo parole: sono contento di quello che sono”.
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