GIRO D'ITALIA. SI RIPARTE DAL CANTON TICINO, NUOVO ARRIVO IN QUOTA A CARÌ

GIRO D'ITALIA | 26/05/2026 | 08:31

Dopo il terzo e ultimo giorno di riposo, il Giro d'Italia riparte... dalla Svizzera. Tutta ticinese la frazione numero 16 con partenza da Bellinzona e traguardo a Carì dopo 113 km e 3.100 metri di dislivello.


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Tappa svizzera, tappa di montagna: dopo una prima parte in leggera salita si entra nel circuito di 22 km da ripetere due volte carattarizzato da due salite in sequenza di cui la seconda, Leontica, impegnativa È un secionda categoria che verrà superato prima al km 43 e poi al km 65. Di terza categoria invece la salita di Torre con Gpm al km 32 e 54.. Lasciato il circuito si arriva al traguardo volante di Ludiano e poi si entra nella valle del San Gottardo con un avvicinamento sempre a salire fino a Faido dove inizia l'ascesa finale di 12 km con una pendenza media del 7,9% e punte massime del 13% all’interno dell’ultimo chilometro.

LE STRADE DEL GIRO. La tappa interamente in territorio svizzero di questa edizione del Giro è breve, ma l’arrivo in salita porterà i big allo scoperto. La frenesia della gara, però, non riguarderà il pubblico che già prima della partenza potrà immergersi nella magnifica atmosfera di Bellinzona. Il colpo d’occhio è infatti dominato da uno dei sistemi fortificati più importanti dell’arco alpino: la Fortezza, patrimonio UNESCO, composta da Castel Grande, Montebello e Sasso Corbaro. Questi tre castelli medievali, collegati da mura difensive, raccontano la storia strategica della città e offrono panorami spettacolari sulla valle del Ticino. E non è finita qui.  

Nel centro storico si trova la Chiesa collegiata dei Santi Pietro e Stefano, esempio di architettura rinascimentale con facciata in pietra e interni riccamente decorati, mentre tra i poli culturali bellinzonesi  spicca Villa dei Cedri, museo d’arte ospitato in una residenza ottocentesca immersa in un parco storico.

La silenziosa Valle di Blenio affascina con i suoi villaggi antichi e ben preservati come Lottigna e L’Aquila e con le sue chiese romaniche tra le quali spiccano quelle di Negrentino e Ponto Valentino. La seconda parte della tappa risale invece la Val Leventina, che nel Medioevo era una delle principali zone di transito da chi per qualunque motivo doveva scavalcare le Alpi attraverso il Passo del Gottardo.

Tra i tanti villaggi che si incontrano lungo il percorso merita la sosta almeno Giornico caratterizzato dalle case in pietra, dalle strade lastricate e da due impressionanti ponti ad arco sul Ticino. Nella Casa Stanga, riconoscibile per la facciata sulla quale si ammirano oltre 50 stemmi fatti dipingere nel XVI secolo da viaggiatori di elevato lignaggio che facevano sosta nel villaggio, si trova il Museo della Leventina dove sono custoditi tesori preziosi e molto interessanti originari della vallata. Dal punto di vista monumentale spicca la chiesa romanica di San Nicolao con affreschi medievali assai ben conservati.   

A Faido la strada s’impenna, il traguardo di Carì è 12 chilometri più in su, a 1664 metri di quota. Un ambiente di montagna che offre numerose occasioni di relax e divertimento.  Tra le esperienze più immersive si distingue il percorso Carì Experience, sentiero didattico che attraversa il bosco con stazioni informative e sensoriali offrendo un approccio consapevole alla natura. Nei dintorni si trovano la possente Cascata della Piumogna e le Gole del Piottino, suggestivo passaggio naturale scavato dal fiume Ticino lungo l’antica via del Gottardo. Annoiarsi in attesa dei corridori è davvero impossibile.


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COMMENTI
Giro d'italia b neonati
26 maggio 2026 14:23 Solo Magrini ne capisce di cicllsmo
Vedere le tappe che hanno un km così basso, mi fa pena.
Un giro noioso e che dice poco o niente, è solo il mio pensiero e non conta nulla.

Beh
26 maggio 2026 14:57 frankie56
"Solo Magrini ne capisce di cicllsmo", spero che il suo nickname sia solo ironia, perchè altrimenti "sem a post" . L'arrivo di oggi è bello duro, ed è l'anteprima di quello che li aspetta questa settimana. Le corse così come le fanno oggi, con quelle medie folli, restano nelle gambe di tutti, per non parlare di questo caldo decisamente anomalo che amplifica gli sforzi. Ma, come recita lei: "Solo Magrini ne capisce di cicllsmo" Ma per piacere. Vediamo se pubblicano, perchè certe figure non di toccano.

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