GIRO D'ITALIA. QUANTA SALITA NEL TAPPONE AOSTANO

GIRO D'ITALIA | 23/05/2026 | 08:10

Ed eccoci arrivati alla prima tappa di alta montagna di questa edizione del Giro d'Italia: da Aosta a Pila si affrontano solo 133 km con una concentrazione di 5 salite e 4.350 metri di dislivello.


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Appena partiti si scala la lunga salita di Saint-Barthélémy (1ª cat.) cui segue una discesa ampia e veloce di quasi 20 km. Breve tratto di avvicinamento ad Aosta e subito la risalita della Valpelline che culmina con Doues (3a categoria) la salita meno dura di giornata. Una volta ridiscesi in prossimità di Aosta si scalano Lin Noir (1a categoria) e Verrogne (2a categoria) separate da una brevissima discesa e poi, ridiscesi a valle, la salita di Pila (versante Gressan) con la salita di prima categoria che arriva a quota 1.793: ultimi chilometri tutti in salita attorno al 9% con punte all’11% circa ai 3 km dall’arrivo. 

LE STRADE DEL GIRO. La Valle d’Aosta, teatro dell’intera quattordicesima tappa del Giro, richiama l’immagine delle grandi montagne. E, naturalmente, sarà una giornata ricca di salite quella che attende pubblico e corridori. Il disegno del percorso, però, consente di vedere e scoprire molto altro.

A cominciare da Aosta, l’antica Augusta Praetoria, che per la sua magnificenza e importanza strategica era definita la “Roma delle Alpi”. Vale davvero la pena andare alla scoperta di quel mondo antico, ancora bene evidente ed emozionante.

Il tempo dei Romani è raccontato dall’Arco di Augusto, dalla Porta Praetoria, dal possente Teatro Romano, dal suggestivo Criptoportico forense e dal Ponte sul Buthier. Ma ci si può spingere ben più indietro nel tempo visitando l’area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans con reperti dal 3000 al 1100 a.C. Più recenti sono invece il Complesso di Sant’Orso con la Collegiata e il chiostro romanico e la cattedrale intitolata a Santa Maria Assunta e San Giovanni Battista. Quindi ci si rilassa in Piazza Chanoux, il monumentale salotto della città e si parte.

La salita verso Saint Barthélemy consente di osservare da vicino i vigneti aggrappati alla montagna che hanno reso la piccola regione un piccolo paradiso dei cultori dei vini di qualità. Filari e terrazzamenti ricavati con fatica ed è altrettanto impegnativa la loro gestione al punto che non a caso si parla di viticultura eroica. Dopo una sosta all’Osservatorio Astronomico di Lignan si scende, ancora in mezzo ai vigneti fino a Nus dove spiccano i resti del Castello di Pilato che secondo la leggenda ospitò Pilato in viaggio verso l’esilio in Gallia dopo la condanna di Gesù.

La lunga salita in Valpelline e la successiva salita verso Verrogne consentono di conoscere borghi silenziosi e di grande bellezza, ma anche di osservare da punti dui osservazione privilegiati la Grivola, il Monte Emilius e il Gruppo del Gran Paradiso. Al termine della successiva discesa sono invece i castelli a catturare l’attenzione. Sono quelli di Sarre, Sarriod de La Tour, Saint Pierre (sede di un notevole Museo di Scienze Naturali) e, infine, Aymavilles, inconfondibile maniero rinascimentale dalle torri cilindriche recentemente restaurato e aperto al pubblico.   

Pila è ben nota agli amanti delle due ruote richiamati dal grande Pila Bike Park, struttura riconosciuta a livello internazionale, con tracciati che si sviluppano tra boschi e pendii aperti cui si aggiungono aree dedicate a e-bike, cross country e apprendimento tecnico. Piacevole anche la breve passeggiata fino al Lago Chamolé circondato da pascoli d’alta quota e nei cui pressi si trova il Cristo di Chamolé, punto panoramico e simbolo spirituale. Da non sottovalutare la possibilità di raggiungere Pila con la cabinovia in partenza da Aosta, evitando così traffico e problemi di parcheggio in quota.


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COMMENTI
Tappinone
23 maggio 2026 10:35 Frank46
I veri tapponi non si vedono più ormai nel ciclismo. E' una tappa durissima, ma i veri tapponi erano un pò diversi... Solitamente erano su una distanza di oltre 200 Km e c'erano cime oltre i 2000 metri.

Li venivano fuori gli uomini di resistenza e potevano cambiare i valori in campo.

Uno che finchè li hanno messi ne traeva beneficio era Nibali.
Magari in tutte le altre tappe di montagna lo vedevi un pò in difficoltà e lì, superati i 200 km e superati i 2000 m cambiava tutto.

Era anche più facile vedere dei ribaltoni e delle grosse crisi.

Educazione RAI
23 maggio 2026 14:30 PACORIDER
...ma un cavolo di buongiorno, in apertura di telecronaca è così tanto difficile da dire? Lasciamo stare gli ex ciclisti non avvezzi alle dirette e alle telecamere, ma almeno i dipendenti RAI pagati dal nostro abbonamento un minimo di educazione potrebbero averla...

CSF
23 maggio 2026 14:35 Ruggero
Ma sono ancora in corsa?

i valori di una volta
23 maggio 2026 14:59 Eli2001
quando i tapponi erano oni e con il canone il buon Paco pagava Mina e Gaber alla Rai. Io mi ricordo i fossi che saltavo per lungo.

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