In top20 continuamente da quasi due mesi, undici giorni di corsa all’attivo finora e 985 punti UCI messi nel carniere, il podio sfiorato alla “In Flanders Fields” ma soprattutto la vittoria alla Strade Bianche. In un ciclismo sempre più caratterizzato da numeri e valori, questi dati descrivono bene la prima parte di stagione di Elise Chabbey.
«La Strade Bianche è una delle gare più importanti del calendario, penso proprio che la stagione non potesse iniziare meglio di così. Devo ammettere di non aver capito subito quello che avevo fatto a Siena, pensavo ci fossero altre ragazze davanti a me. Una volta tagliato il traguardo mi è servito del tempo per realizzare. Essere riuscita a rimanere nel vivo di una corsa così impegnativa e poi a battere avversarie di quel calibro mi ha dato fiducia e motivazione», ha spiegato la svizzera della FDJ United - SUEZ in una recente intervista ai colleghi di RTS.
Protagonista assieme alle compagne del brillante avvio di 2026 della formazione diretta dal Team Manager Stephen Delcourt, Elise ha evidenziato come la forza della squadra sia proprio il gruppo: «Le mie compagne sono delle amiche e non solo delle colleghe di lavoro. Passiamo assieme quasi metà dell’anno, a volte più ancora del tempo che passo con la mia famiglia. In squadra viviamo delle emozioni talmente forti che ci fanno rimanere legate tutta la vita».
E ancora: «Passare alla FDJ United – SUEZ lo scorso anno, è stata un’ottima scelta. Il cambiamento mi ha fatto bene. Corriamo sempre per vincere e le strategie sono chiare. In alcune gare posso sfruttare le opportunità che mi vengono concesse, in altre il mio ruolo cambia e devo aiutare le compagne. In ogni caso lo staff e i dirigenti hanno fiducia in me».
Fiducia. Chabbey ammette che a volte è proprio lei ad averne poca nei suoi mezzi e spiega: «Non mi sento una leader, non amo la pressione che comporta esserlo. Mi piace di più rimanere nell’ombra, avere carta bianca, attaccare di sorpresa. In quei casi mi sento a mio agio, performo meglio».
Poi aggiunge: «Non esiste una squadra senza leader, bisogna imparare ad esserlo. Io sto migliorando di giorno in giorno cercando di avere sempre più fiducia in me stessa. Sto avviandomi verso la fine della mia carriera, voglio mettere a frutto nel migliore dei modi tutti i sacrifici che faccio quotidianamente in allenamento».
Sacrifici e fatica non sono certo sconosciuti a Chabbey che prima di dedicarsi stabilmente al ciclismo è stata anche una canoista e ha partecipato ai Giochi Olimpici di Londra 2012 nella specialità slalom. La rossocrociata ha vissuto le emozioni a cinque cerchi anche a Parigi 2024 quando partecipò alla prova di ciclismo su strada terminando diciottesima.
L’Olimpiade di Los Angeles 2028 è uno degli obiettivi di Elise: «Sogno di potervi partecipare, poi credo che dirò basta. Amo il ciclismo, è uno sport spettacolare a livello tecnico e tattico e, come ho detto, sento di migliorare anno dopo anno, ma l’età avanza e inizio a sentire la voglia di fare altro».
Il prossimo appuntamento olimpico è ancora lontano, la concentrazione della atleta svizzera è sul presente e sulle competizioni di quest’anno. In agenda Chabbey ha nei prossimi giorni Freccia Vallone e Liegi-Bastone-Liegi per provare a proseguire l’invidiabile striscia di piazzamenti.
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