SKERL: «HO CAMBIATO MARCIA E CONTINUO A IMPARARE»

PROFESSIONISTI | 25/02/2026 | 11:47
di Carlo Malvestio

Pian piano il suo nome comincia ad apparire con sempre maggiore frequenza negli ordini d’arrivo delle tappe con arrivo in volata. Daniel Skerl è di fatto il secondo velocista della Bahrain Victorious, dopo il più esperto Phil Bauhaus, e in questo inizio di stagione si sta trovando a proprio agio nel fare a spallate con alcuni dei migliori sprinter del mondo.


Il 2° posto nella seconda tappa dell’AlUla Tour, alle spalle solamente di Jonathan Milan, è stato sicuramente il risultato più eclatante di questo suo inizio di 2026, ma anche dall’UAE Tour se n’è tornato a casa con due piazzamenti in Top 10 (e tanto lavoro per Antonio Tiberi). 


«La stagione è iniziata bene - ha detto il corridore carsolino, classe 2003 -. Già l’anno scorso avevo chiuso in maniera incoraggiante in Guangxi, ma volevo dimostrare che i piazzamenti non erano arrivati per caso e che in volata potevo dire la mia. Tra AlUla e l’UAE Tour sono arrivati dei buoni piazzamenti che mi fanno ben sperare per le prossime gare. Ho sentito un deciso miglioramento rispetto allo scorso anno, ora so come approcciarmi alle preparazione e alle gare e questo fa una grande differenza. Non c’è più molto spazio per i velocisti puri, le corse arabe sono probabilmente quelle più adatte a me, ma stiamo lavorando anche su questo, per cercare di arrivare il più fresco possibile nei finali di gara».

Skerl è di Opicina, a una manciata di chilometri dal confine con la Slovenia, la sua famiglia paterna, come suggerisce il cognome, ha origini “austro-ungariche”, e in più sua mamma è colombiana, per un mix di culture che lo rendono un corridore più unico che raro nel WorldTour. La sua cadenza, comunque, è sicuramente quella triestina.

Cresciuto nel CT Friuli, ora sta cercando di farsi largo a suon di volate. «Rispetto ai migliori, come picco, credo mi manchino ancora 300-400 watt, ma le volate sono più complesse della potenza pura, sto imparando a muovermi nei finali e il giusto posizionamento è ancora più importante. Insomma, anche se non sono il più potente con qualche sotterfugio tattico cerco di farmi vedere sempre più spesso davanti. La stagione è appena cominciata».

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