Se non si inizia da L’Equipe oggi, quando vuoi farlo mai? Oltralpe la maglia rosa a Magnier merita un bel richiamo in prima pagina e quindi le due pagine interne che consacrano l’ingresso di un altro Paul nel club dei grandi. Abbiamo notato una certa predilezione dell’inviato Julien Chesnais alla descrizione non didascalica dei posti teatro delle corse, ed è piaciuto quello spirito di osservazione con cui metteva in evidenza i ferri sporgenti delle putrelle. Parlava degli edifici fatiscenti, non di “piedini” delle transenne, pur diventati (Tornati d’attualità) nelle crona che odierne, non tutte ma evocate già nel titolo sia su Repubblica e su Il Giornale.
Sul Corriere, invece, alla maxicaduta viene riservata diversa lettura: «Chissà se i ragazzi di oggi si sfidano ancora a Shanghai, il gioco dove devi tirar su un bastoncino di legno da un castello di cento senza far crollare il castello. Ieri la prima volata del Giro 109 è stata un colossale Shanghai e il bastoncino fatale è stato il tubolare di un corridore, impazzito a 600 metri dal traguardo. Sono cose che capitano a 60 all’ora».
L’EQUIPE
DANS LA COUR DES GRANDS
Paul Magnier, 22 anni, s’è fatto posto nel Gotha degli sprinter ieri a Bourgas(Bulgaria), vincendo la prima tappa del Giro e vestendo così la maglia rosa.
Da lontano, sul fronte opposto del lago salato Atanasovsko(Bulgaria), Bourgas si svelava nella sua lunghezza come una New York in minatura, con quella bruma acircondare i tetti degli hotel decrepiti dell’era comunista, immobili in fila dei quali non sappiamo se sono ruderi o sul punto di sorgere, con quei ferri a vista. In questa cornice scialba, Paul Magnier è uscito dal boulevard della Demokratsia per accendere la luce di un rosa potente, quello della maglia caduta sulle sue spalle dopo la prima vittoria nel grand tour. (Julien Chesnais)
GAZZETTA DELLO SPORT
GIRO, PAURA E SORPRESA (PAGG. 1-7)
È stato il giorno dell’altro Paul che fa sognare la Francia ciclistica: dunque non Seixas, già capace di duellare (quasi) da vicino con Tadej Pogacar, ma Magnier, prima maglia rosa del Giro d’Italia a 22 anni appena compiuti. Lo vedi urlare contro il cielo di Burgas, Bulgaria, traguardo d’apertura della 109a edizione della corsa della Gazzetta, al termine di una volata tesa e caotica con il brivido in più di una maxicaduta a 650 metri dalla linea bianca, innescata involontariamente dal norvegese Blikra. Lo vedi incredulo essere sommerso dall’abbraccio dei compagni. Lo senti emozionato raccontare «di un sogno diventato realtà», e capisci quanto sia potente la forza del Giro e del suo simbolo più iconico, che il francese ha voluto tenere ben vicino al letto prima di indossarlo di nuovo stamattina: «È per vivere giornate così che pedalo». (Ciro Scognamiglio)
CORRIERE DELLA SERA (PAGG.50-51)
EMOZIONI IN VOLATA
Prima maglia rosa al francese Magnier: «Potevo fare l’arrivo a occhi chiusi» Vingegaard si tiene lontano da guai, il rimpianto dell’azzurro Johnny Milan
Chissà se i ragazzi di oggi si sfidano ancora a Shanghai, il gioco dove devi tirar su un bastoncino di legno da un castello di cento senza far crollare il castello. Ieri la prima volata del Giro 109 è stata un colossale Shanghai e il bastoncino fatale è stato il tubolare di un corridore, impazzito a 600 metri dal traguardo. Sono cose che capitano a 60 all’ora. Lo sventurato scivolatore dovrebbe essere uno dei norvegesi della Uno X, ma la nuvoletta fantozziana ha oscurato le immagini dall’elicottero e reso difficile l’identificazione. A terra sono finiti in trenta, chi rimbalzando sull’asfalto, chi contro le transenne, chi incastrandosi in un collega o un telaio. Nessuno si è fatto male ma il vialone di Burgas è rimasto bloccato come il Grande Raccordo Anulare di Roma nelle ore di punta: dieci davanti a giocarsi il successo, il resto ad aspettare che meccanici e infermieri sbrogliassero la matassa. (Marco Bonarrigo)
REPUBBLICA
MAGNIER ROSA FRANCESE SUBITO CADUTE E POLEMICHE (PAG.39)
La volata in Bulgaria al giovane sprinter, Milan 4°, in tanti a terra per colpa delle transenne pericolose.
La prima maglia rosa del Giro è francese, non accadeva dal 1992, e se l’è presa di forza un giovane, formidabile velocista nato In Texas per il mestiere di papà, ingegnere in unamultinazionale americana. Paul Magnier vive in realtà a Grenoble, dove in genere nasono scalatori. Il suo idolo è stato Tom Boonen, è al terzo anno da pro, nel 2025 ha vinto 19 corse, solo una di meno di Pogacar. Tutte volate, tutte sulfilo dei 70 orari come ieri, a Burgas, su una strada che a un certo punto è diventata una strettoia piena di insidie…. (Cosimo Cito)
LA STAMPA
Giro, Magnier subito in maglia rosa Attacca ed evita la maxi caduta
L'Italia s'inchina alla Francia e a Paul Magnier, 22 anni, corridore della Soudal Quick-Step che, in Bulgaria, si prende la prima maglia rosa del Giro. In una volata di gruppo ristretta, ha avuto guizzo e prontezza. Ha sfruttato il lavoro del compagno di squadra, il belga Jasper Stuyven, 34 anni e una Milano-Sanremo nel 2021, poi si è messo in scia a Lund Andersen (Decathlon) e l'ha superato. Bravi a togliersi dal gruppo degli inseguitori, vittime di maxi caduta.(Daniela Cotto)
ROSA FRANCESE
A Burgas maxi caduta finale. Colpa di transenne vintage ricomparse in Bulgaria (nessuno controlla?). Milan si perde (4°), prima maglia al transalpino Magnier
È una freccia tricolore, ma non è la nostra. È transalpina, di soli 22 anni: dopo Paul Seixas, nuovo prodigio per le corse a tappe che di anni ne ha 19, ecco sbucare sul traguardo di Burgas Paul Magnier, velocista della Soudal-Quick Step, già considerato l'erede del belga Tom Boonen. La prima maglia rosa è sua. La conquista di forza davanti ai nasi del danese Andresen (Decathlon) e del britannico Vernon (Nsn): Milan è quarto.
Da Paul a Paul, quando noi aspettavamo il volo del Gabbiano Jonny Milan. Il friulano ha la fortuna di restare in piedi quando a 650 metri dal traguardo il gruppo si spezza per una maxicaduta causata dai piedini maligni di transenne ormai “vintage”, che non si usano più da anni, che non si sa bene come possano essere ricomparse in una corsa così importante come il Giro d’Italia.
TUTTOSPORT
MAGNIER S’ARRAMPICA SUL GIRO
Ma quell’arrivo... strettoia e patatrac
Tu chiamalo, se vuoi, scalatore. Massì: Paul Magnier, francese invero dalo sguardo empatico e dal largosorriso, ai tempi delle corse da Junior si sentiva tagliato per saltaresui pedali quando la pendenza sotto le ruote si faceva aspra. Al di là della notevole staza, vieppiù. Beh, il ragazzone transalpino, nato e cresciuto però in Texas, alla tenera età di 22 anni ha già collezionato 27 affermazioni tra i professionisti. (Daniele Galosso)
CORRIERE DELLO SPORT
MAGNIER CI CREDE
“Legato all’Italia vivo un sogno” Il deluso è Milan
E’ francese la prima maglia rosa del Giro d’Italia partito oero dalla Bulgaria. Un incrocio dibandiere e nazioni sulle rive del Mar Nero nella frazione inaugurale della centonovesima edizione che ha visto Paul Magnier tagliare il traguardo diBurgas a braccia alzate dopo una volata ristretta a causa di una maxi-caduta ai meno 500 metri.(Alberto Dolfin)
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