POGACAR. «RIPOSO, URSKA, GLI AMICI, LA MIA TERRA: ECCO COME HO PREPARATO LE MIE PROSSIME SFIDE»

INTERVISTA | 23/11/2025 | 09:00
di Giorgia Monguzzi

Nella giornata dedicata ai festeggiamenti dell’agenzia A&J è stato l’atleta più richiesto, d’altronde ormai è sempre così, quando Tadej Pogacar compare si accende l’attenzione di tutti i tifosi ed addetti ai lavori. Al torneo di padel organizzato dai fratelli Johnny ed Alex Carera si presentava da vincitore uscente ed inutile dire che l’obiettivo era riconfermarsi, ma quest’anno non è stata un’impresa per nulla facile e lo sloveno, almeno con pallina e racchetta ha dovuto arrendersi agli avversari. Almeno giù dalla bici si può battere dice qualcuno sorridente mentre Tadej si fa scappare una risata. «Purtroppo quest’anno il livello si è alzato molto, i miei colleghi non scherzano - ci dice – pedalare è di gran lunga più semplice».


Nonostante l’eliminazione dal torneo per lo sloveno non c’è un attimo di respiro, è un via vai continuo tifosi, sponsor e cameramen che si sbracciano per avere  la sua attenzione. Nel tempio del padel lo sport più gettonato sembra essere diventato il “scopri il calendario di Pogacar”, c’è chi fa previsioni, chi lo martella chiedendogli del Tour, mentre un collega straniero gli propone un gioco: “rinunceresti ad un possibile terzo mondiale per la Roubaix o la Sanremo?”. La risposta è un sorriso. Quando arriva il nostro turno la situazione si ribalta, è lui a chiederci come stiamo, è passato più di un mese dal Lombardia, eppure il tempo sembra volato ed è già ora di ricominciare. Ma Tadej, almeno hai avuto tempo di riposarti?


«Quando la stagione finisce sembra che ci sia tanto tempo a disposizione prima di ricominciare ed invece basta un attimo e rieccoci con le programmazioni. Fortunatamente sono riuscito a riposarmi bene, sono stato con Urska, con la mia famiglia, con i miei amici, ma tutto è passato troppo velocemente, mi sembra di aver corso ieri il Lombardia. Anche senza le gare ci sono tante cose da fare, si tende sempre ad iniziare gli allenamenti prima, si vuole anticipare tutto, ma riposarsi è importante e non va sottovalutato - ci dice Tadej che fortunatamente si è potuto prendere una manciata di giorni lontano dai riflettori e dalla bici, un modo per prendere un po’ fiato -: quando si programma una stagione si pensa solo alle gare, ai giorni di allenamento e a ciò che si vuole ottenere, ma credo che non si debba mai sottovalutare il momento dell’off season e il riposo tra un blocco di gare e l’altro. Ogni tanto è necessario fermarsi, prenderci un attimo di tempo per staccare da tutto, l’ideale sarebbe riuscire a trovare il proprio equilibrio, ma non è facile. In molti sottovalutano questo aspetto, non solo i corridori, vogliono correre a tutti i costi, ma poi si rischia di esplodere.»

Nel 2025 Tadej ha superato quota 100 vittorie in carriera, ha vinto il secondo mondiale, il quarto Tour, il quinto Lombardia, un campione totale che ha agguantato praticamente tutto, migliorarsi sembra sempre impossibile, ma ogni stagione è l’occasione per migliorarsi, andare oltre se stesso. Al di là dell’allenamento la tecnica è semplice: resettare tutto, non focalizzarsi su quello che ha già vinto ma quello che ancora gli manca. Il pensiero alla Milano Sanremo e alla Parigi Roubaix viene in automatico  e nel 2026 proverà ad assaltarle di nuovo. «Sentire la pressione di completare a tutti i costi le classiche monumento? Sinceramente non ce l’ho, piuttosto vedo quelle mancanze come delle sfide, due motivi per impegnarmi ancora di più, forse se le avessi già vinte non sarei così motivato come lo sono ora. Sono consapevole di quello che ho vinto, ma credo che ogni anno occorra ripartire da zero, una nuova stagione è l’occasione per migliorarsi, per scoprire qualcosa in più di se stessi sia come corridore che come persona» prosegue Tadej che non ancora definito il programma della sua stagione e preferisce non sbilanciarsi troppo. I punti saldi però sono chiari a tutti: Tour, Mondiale, Sanremo e Roubaix.

Ormai le stagioni sono sempre più impegnative, si inizia già a gennaio e si termina ad ottobre, senza considerare i training camp, e se sei un campione del mondo gli impegni si moltiplicano a dismisura. Le richieste per Tadej Pogacar sono sempre tantissime, ci sono gli incontri con gli sponsor, con la squadra e il tempo per se stessi rimane sempre meno. «Le stagioni sono sempre più impegnative e solitamente approfitto dell’off season per fare quelle cose che durante le stagioni non potrei fare. Non nascondo che mi piacerebbe passare più tempo nel mio paese e seguire più a fondo la crescita del movimento ciclistico, quest’anno sono stato pochissimo in Slovenia e mi rendo conto di aver deluso molte persone che mi aspettavano, ma purtroppo mi è stato impossibile. Ci sono state tante cose da fare, gli incontri con tutti gli sponsor e le autorità, addirittura alcune volte non ho nemmeno tempo per me stesso. Lo ammetto, c’è sempre il rischio che tutto questo sia estremamente stressante ecco perché è necessario trovare un bilanciamento tra ciò che si vorrebbe e ciò che si deve fare con la consapevolezza che la seconda opzione vincerà sempre. È difficile, ma fa tutto parte del gioco, ma la realtà dei fatti è che non potrò fare il corridore per sempre e un giorno, quando non sarò più professionista, avrò tanto tempo per godermi tutto ciò a cui oggi devo rinunciare».

La preparazione per la prossima stagione intanto è già iniziata, il training camp della squadra è fissato ad inizio dicembre e presto il calendario del campione del mondo verrà definito ancora più nei dettagli. Nella definizione del programma in casa Uae Team Emirates Xrg non si potrà non tenere conto della presenza di Isaac del Toro la cui stella sta diventando sempre più splendente. «Isaac è un grande compagno di squadra, ma soprattutto un amico. Sono davvero contento del percorso che sta facendo, sta crescendo veramente tanto e per me ha fatto un lavoro incredibile. Sono felice di averlo al mio fianco, ma anche di poterlo aiutare portandogli un po’ della mia esperienza, non è di certo un ragazzo timido e spesso mi chiede dei consigli, dei suggerimenti, mi fa domande ed è bello condividere tutto questo con lui. È già un grande campione, ma credo che diventerà molto più forte.» Ci dice Tadej tracciando un ritratto del suo compagno di squadra che si è sempre messo al suo servizio creando un incastro veramente perfetto. Ancora non abbiamo notizie ufficiali di quando e dove vedremo debuttare il campione del mondo, molto probabilmente non all’Uae Tour e chissà forse proprio in Italia. «Mi piacerebbe tornare al Giro, non proprio ne 2026 ma in futuro sì – ci dice Tadej prima di salutarci- ma sicuramente correrò in Italia, ci sono le classiche come le Strade e la Sanremo  poi c’è pur sempre il Lombardia. Battere il mio record di 5 vittorie? Non sarebbe male, ma c’è ancora quasi un anno di tempo».


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COMMENTI
Vai campione!
23 novembre 2025 11:41 Gnikke
Forza ragazzo! Fare la storia: il destino del fuoriclasse!

Ayuso
23 novembre 2025 14:31 Àaaaaaa
Anche Ayuso era un amico.

Caffe' con vista Tadej..
23 novembre 2025 18:20 Maldigambe
..che gioca a padel , non e' proprio male, sembra di vedere un ragazzo "normale" ;-))
Riuscire a batterlo in qualcosa , poi, fosse anche un cruciverba, dovrebbe essere "spaziale".. ;-))

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