IL TRICOLORE VISTO DA CHIAPPUCCI. «CI MANCANO I LEADER, SERVE UNA ANALISI PROFONDA»

INTERVISTA | 01/07/2025 | 09:02
di Francesca Monzone

Tra i tanti che domenica hanno seguito i campionati italiani di ciclismo su strada anche Claudio Chiappucci, il varesino che è salito sul podio del Giro d’Italia e del Tour de France e che incantava il pubblico quando scattava in salita con la maglia a pois. La vittoria sul traguardo di Gorizia è andata a Filippo Conca, il ventiseienne di Lecco che, dopo aver corso con Lotto e Q36.5 Pro Cycling, si era ritrovato senza contratto e per questo ha iniziato a correre con la Swatt Club.


«Ho seguito la gara e faccio i miei complimenti a Conca, ma di certo non si può dire che non siamo rimasti stupiti. Quello che è successo da noi non è successo in nessun altro campionato nazionale e tutti all’estero ne stanno parlando». 


L’ex corridore è rimasto stupito del risultato, considerando che al via del Campionato italiano c’erano diversi corridori che corrono nel World Tour.

«Forse nessuno aveva immaginato un risultato così, senza togliere nulla a Conca che ha fatto una bella gara con i suoi compagni, ma al via c'erano squadre più attrezzate, di un livello superiore e che sulla carta avrebbero dovuto fare qualcosa. Quindi sì sono rimasto stupito e non credo di essere il solo». Chiappucci ha fatto un’analisi un po’ più ampia e non si è fermato solo a vedere il risultato di Conca, ma il lavoro fatto dall’intera Swatt Club, che ha avuto l’abilità di vincere la maglia tricolore e di classificare tre corridori nei primi 15 del Campionato nazionale. 

«Sono sincero, questa squadra non la conoscevo e anche per questo mi ha stupito il fatto che ha inserito più corridori nel gruppo dei migliori all’arrivo. Certe cose non succedono spesso, ma quando succedono come al Campionato italiano, allora dovrebbero portare a fare una riflessione, anzi più riflessioni».

Conca è un corridore che nel World Tour ha corso e si sa muovere bene in gruppo, ma la sua vittoria è arrivata anche grazie l’ottimo lavoro di squadra della sua Swatt Club.
«Conca senza dubbio ha fatto una corsa strabiliante, poi ha vinto e va bene e può starci, perché non ha sbagliato nulla e si trovava nella forma perfetta, ma quello che stupisce è altro. Ovvero, come una squadra non professionistica sia riuscita a piazzare tanti corridori tra i migliori a fine gara. Conca comunque è uno che ha corso con i professionisti, è stato nel WorldTour con la Lotto, ma la questione qui è un’altra. Il problema non è Conca, ma i suoi avversari, quei professionisti presenti che in pratica non hanno fatto la gara. Che corse ha fatto la Swatt Club? Non lo so, non ho seguito bene lo sviluppo di questa squadra. Ma allora delle riflessioni dovrebbero farle le altre squadre, quelle importanti di cui si conoscono i nomi di tutti i corridori e le gare che affrontano e anche tutti quelli che si occupano di ciclismo in Italia».

L'analisi si fa più profonda: «C’è da chiedersi quanto i corridori ci tenessero a partecipare al Campionato italiano e se si erano preparati per farlo. C’erano squadre sicuramente ben attrezzate, che neanche si sono viste: io penso che questo risultato rappresenti un po' quello che è il movimento ciclistico italiano in questo momento e c’è tanto da riflettere ma anche tanto da fare».

In Belgio, i campionati nazionali sono obbligatori per tutti i corridori professionisti e la corsa domenica è stata vinta da Tim Wellens davanti a Remco Evenepoel, seguito da Philipsen, quindi tutti corridori importanti che corrono nel World Tour. «Forse anche da noi bisognerebbe rendere obbligatoria la partecipazione ai campionati nazionali. In Belgio l’unico assente era Van Aert, ma a prescindere dall’obbligo, per loro è motivo di orgoglio partecipare alla gara per vincere la maglia di campione nazionale».

Chiappucci ha voluto anche sottolineare come Evenepoel fosse arrabbiato per aver mancato la vittoria, perché gli sarebbe piaciuto andare al Tour con la bandiera belga sul petto. «Penso che ci siano diverse cose da rivedere nel nostro movimento. Sappiamo che ci sono problemi nel nostro ciclismo, non è che ci voleva il risultato di domenica per capirlo, sono cose che vanno studiate, vanno ben capite. E’ inutile dire che bisogna fare assolutamente qualcosa per migliorare la situazione. Attualmente non abbiamo dei grandi leader e non dobbiamo dimenticare che il ciclismo italiano è sempre stato abituato ad avere dei grandi corridori. Abbiamo diversi corridori buoni, ma sono i leader che mancano al nostro movimento».

Chiappucci spera che il ciclismo nostrano possa trovare una nuova dimensione e che i Campionati Italiani diventino un punto di riferimento importante per tutto il nostro movimento. «Bisogna fare delle analisi ed essere critici con quanto abbiamo visto: ripeto, il problema non è la vittoria di Conca, ma l’assenza davanti di tutte le squadre che corrono nella massima categoria e che avrebbero dovuto impegnarsi».


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COMMENTI
Caro Chiappa
1 luglio 2025 09:45 Albertone
La situazione è così, non certo da oggi. Manca un movimento alla base e mancano i soldi.
Negli anni '90 era quasi un oligopolio di formzioni italiane-spagnole-francesi.
Nel frattempo il mondo è cambiato e anche l'economia

Può diventare il colpo da KO
1 luglio 2025 10:22 Bullet
Pensavo sarebbe stato meno tenero. Le domande andrebbero fatte ai diretti interessati però, corridori, ds e anche ai vertici del ciclismo giusto per capire come vedono la cosa. Sarebbe stato bello che il presidente federale avesse rilasciato una dichiarazione subito dopo la gara giusto per spiegare come possa succedere e i giornali avrebbero poi dovuto riportarlo perché, vedendo poi cos'è arrivato e con che diffusione sulla carta stampata, non è che si è fatta una bella figura, anzi il rischio è che sia un colpo difficile da ammortizzare, potrebbe persino essere il colpo definitivo.

@albertone
1 luglio 2025 11:19 Bullet
Dipende se è ritenuto uno sport appetibile e su cui anche allo Stato interessa investire, vedasi federazione tennis e i soldi sul tavolo per il quinto slam a Roma o il numero di sponsor che non si fanno problemi ad entrare nella palla a spicchi o pallavolo con visibilità televisiva per buona parte inferiore. I soldi se si vuole si trovano, ma la cosa deve partire dall'alto.

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