PELLIZZARI E' IL DOMANI (DEDICATO A CHI NON VUOLE I PICCOLI TEAM)

GATTI&MISFATTI | 24/06/2025 | 08:19
di Cristiano Gatti

Tra le tante verità emerse dall’ultimo Giro – partire dall’Al­ba­nia è un ottimo affare ma un triste spettacolo, la filosofia dei punti ormai ha stravolto l’idea fondante del ciclismo di correre solo per la vittoria, un tracciato con due settimane e mezza di facilità e tre tapponi micidiali è quanto me­no sbilanciato, il Giro ol­tre che perdere campioni, prestigio, rispetto sta perdendo anche pubblico per le strade – oltre a questi verdetti ce n’è uno che quanto meno consola: per le grandi corse a tappe non siamo proprio a zero, ab­biamo Giulio Pellizzari.


Ovviamente siamo agli albori. Ai segnali. Ma nessuno può negare che usciamo dal Giro meglio di come ci siamo entrati. Cioè: siamo entrati con Cic­cone e Tiberi, il primo ancora una volta impallinato dalla sfortuna e il secondo ancora una volta da rivedere. In­ca­tenato inizialmente al ruolo di badante per Roglic, secondo i patti sottoscritti e dunque immodificabili, il nostro baby ha comunque trovato il modo di imporsi. Il più delle volte, ha dato la chiara sensazione d’essere persino meglio del suo assistito, benchè abbia sem­pre svolto con lealtà il proprio compito, senza cercare furbate e vigliaccate (valore aggiunto). Poi, una volta liberato dal ritiro del capitano, ha fatto qualcosa di suo. La pe­dalata e l’intelligenza, quelle nessuno ha potuto soffocarle, né prima né dopo: Pellizzari è grintoso, agile, sveglio. Na­tu­ral­mente è all’inizio dell’opera, ha ancora molto da fare e da imparare, ma sul suo livello ci si può sbilanciare. Non è un qualunque. Già da ora ci regala una fantasia, una speranza, un futuro. Ne abbiamo disperato bisogno, come minimo bisogna crederci.


Per inciso, pensando a Pellizzari mi viene naturale ricordare co­me la sua parabola di crescita sia una risposta precisa a quelli che ultimamente chiedono sprezzanti a cosa servano le squadrette. A questo, ai Pellizzari, e prima ai Ciccone, servono le squadrette. L’uno e l’altro sono cresciuti e sbocciati nella premiata ditta Re­verberi, che magari deve sempre pendere dalle labbra del Giro per avere un invito, ma che sostanzialmente ha fornito al movimento italiano due delle pochissime pedine presentabili ai massimi livelli. Dice il saccente: i Ciccone e i Pellizzari sboccerebbero lo stesso anche nel grande team. Può essere, ma non ne sono si­curo. Senza gavetta e marciapiede, senza bottega e ap­pren­distato, in qualunque me­stiere manca qualcosa. A me­no che non ti chiami Po­gacar, per cui pensa a tutto madre natura.

Dove possa arrivare, cosa possa fare Pelliz­zari ovviamente nessuno lo sa. Sarebbe stupido qui venderlo come la risposta italiana a Pogacar Vingegaard Evenepoel, manca ancora troppo. Però Pellizzari è la no­stra consolazione e il no­stro salvagente, perché almeno ci permette di sperare e immaginare, già molto nell’epoca della grande depressione.

Purtroppo, da come si sono messe le cose, non è più possibile scomodare l’armamentario classico che ha sempre accompagnato i giovani. Il kit delle prudenze e delle reticenze è ob­soleto, messo fuoriuso dal­la rivoluzione verdissima del­la nuova era, basata tutta proprio sull’età bambina. I Pogacar, gli Evenepoel, i Del Toro, tutta questa bella gente a 21 anni - l’età di Pellizzari - sembra già babbiona, a livello di forza, coraggio, lucidità, personalità. Pellizzari appare più in ritardo, il che suona a bestemmia, ma così stanno le cose. Resta però inteso che tutta una vita davanti ce l’abbia ancora, a pieno titolo, per cui nessuna ansia e nessuna fregola. Diciamo che sta fi­nendo gli studi, che ha preso la maturità e adesso può andare ben preparato all’università. L’aspettano professori bastardamente severi, ma ha tutte le qualità per superare gli esami senza uscire fuoricorso. A certi livelli non sono previste ripetizioni e corsi di recupero. Basta solo che la sua squadra lo assista con la borsa di studio migliore: la libertà di provare, ri­schiare, soprattutto sbagliare.

da tuttoBICI di giugno


Copyright © TBW
COMMENTI
Di certo
24 giugno 2025 09:19 Cicorececconi
Giulio e' stato ai patti, anziche' fare come Ayuso. Ma questo, meglio non ricordarlo. Anzi, insisterei sul fatto che e' colpa di Carapaz se Del Toro ha perso il Giro. Forza, piano piano la finestra di Overton funziona

Ritengo chiusa la polemica tra me ed il sottoscritto
24 giugno 2025 09:32 carloprimavera
Mi capita sempre più frequentemente, quando leggo i prolissi articoli del Dott. Gatti, pensare a quella nota scena proposta da Mai dire Gol sul telecronista veneto Noaro. In modo particolare la frase: "Ritengo chiusa la polemica tra me ed il sottoscritto". Gatti polemizza su un tema, poi dopo settimane o mesi dichiara l'esatto contrario citando come fonte persone o gruppi che non si sa bene chi siano, ma che in realtà sono lui stesso. C'è del talento puro in questi articoli. Sarò più preciso: soltanto l'anno scorso il Nostro lamentava una totale assenza di speranza sul ciclismo italiano, con il suo solito modo arrogantello di scrivere. Ora "scopre" Pellizzari e loda le "squadrette" come se prima invece valessero niente. Riguardo Tiberi, vorrei far notare che si è presentato al Giro dopo aver subito un virus che l'ha debilitato alla vigilia. Ma sicuramente l'anno prossimo se Tiberi farà meglio allora Gatti scriverà "E c'è chi lo dava da rivedere". Vediamo se mi cancellerete anche questo commento, cordialità.

Gatti
24 giugno 2025 10:25 Stef83
Assurdo il suo voltafaccia continuo!!!

Sarà una lunga attesa
24 giugno 2025 10:54 Bullet
Passa il tempo ma la questione di come la UAE abbia perso il Giro rimane un tabù...ma che strano, eppure per 3 settimane si parlava solo di loro in ogni articolo. Si arriva persino a parlare dei nostri team per anni neanche presi in considerazione. @carloprimavera: concordo su tutto, chi scrive fa e disfa sperando di beccare il sentimento comune e poi, quando serve, assestare un colpo dei suoi sperando di aver creato abbastanza seguito.

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Nella nona giornata di corsa alla Vuelta di Spagna, la maglia rossa è rimasta sulle spalle di Torstein Træen mentre Jonas Vingegaard con uno straordinario assolo ha conquistato la tappa con arrivo in salita a Valdezcaray. «Mi sono sentito benissimo...


Jonas VINGEGAARD. 10 e lode. Ha trovato il colpo di pedale e quindi l’ispirazione per anticipare ciò che aveva nel cuore e nella mente. Si sentiva bene, come dirà nel dopocorsa, per questo il Re pescatore ha chiamato Matteo Jorgenson...


La domenica ciclistica sulle strade bretoni di Plouay continua e,  dopo la vittoria di Giovanni Lonardi nel  Grand Prix de Plouay, arriva il successo di Arnaud De Lie (Lotto) che in volata - alla conclusione di 261 chilometri di gara - ...


Fabio Segatta rompe il ghiaccio e come prima vittoria in stagione si aggiudica  la decima Medaglia d'Oro Alba Rosa per juniores che si è svolta a Calvagese della Riviera con la regia organizzativa del GS Città di Brescia di patron...


La Freccia dei Vini si consegna nelle mani di Dennis Lock. Il danese della General Store Essegibi F.lli Curia vince la 53sima edizione della classica nazionale per elite e under 23 che si è corsa da Voghera a Rivanazzano Terme...


L'assolo del campione, la firma del fenomeno. Jonas Vingegaard trionfa nella nona tappa della Vuelta a España 2025, la Alfaro-Estacion de Esqui de Valdezcaray di 195, 5 km. Un successo che stravolge la classifica generale e spaventa Torstein Træen: il...


Volata vincente di Lorenzo Cataldo alla prima tappa del Giro di Bulgaria, la Primorsko-Burgas di 122 chilometri. Il pratese della Gragnano Sporting Club si è imposto davanti al greco Nikiforos Arvanitou, del Team United Shipping, e al tedesco Albert Ghatemann...


Dopo una lunga serie di piazzamenti raccolti nell'arco della stagione, Giovanni Lonardi ha rotto il ghiaccio vincendo allo sprint il Grand Prix de Plouay disputato sulle strade della Bretagna sulla distanza di 186, 9 chilometri. Nella prova di categoria UCI...


Assolo del lettone Georgis Tjumins nella 53sima edizione del Trofeo Emilio Paganessi internazionale juniores che si è disputata a Vertova nella Bergamasca. Il portacolori del Team GRENKE Auto Eder ha preceduto di 17" il figlio d'arte Patrik Pezzo Rosola (Petrucci...


Un trentino Pietro Valenti, e un mantovano Marco Casciano hanno messo il proprio sigillo sul traguardo di Cavalgese della Riviera, nel Bresciano, dove gli esordienti si sono confrontati nel Trofeo Riccardo Stanga e nel Trofeo Comune di Calvagese. Dicevamo di...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024