Thomas Bertolini pensa già all'esordio alla corte di Savio

| 01/07/2008 | 17:33
Thomas Bertolini neopro nel 2009 con la Selle Italia diquigiovanni. La notizia è stata ufficializzata ieri su diversi siti internet e uscita oggi sulle testate sportive, ne parliamo con Luca Scinto, direttore Sportivo della Lucchini Neri Nuova Comauto, oggi squadra di Thomas tra i dilettanti. Luca, il passaggio di Thomas ti ha colto di sorpresa? "Si perché sono venuto a saperlo quando già era tutto ufficializzato. E' l'unico rammarico che ho, né lui né i genitori mi hanno detto nulla, quando invece pensavo di poterlo anche consigliare sul passaggio. Dopo un anno e mezzo in cui l'abbiamo tenuto tranquillo e fatto crescere, e ancora deve crescere tanto, speravo almeno d'esserne informato prima. Mi spiace per questo, anche se ovviamente con Thomas non c'è nulla. A prescindere dall'avermelo detto, comunque, un contratto è sempre un contratto di lavoro a cui uno non deve dire di no, dunque buon per lui". Il corridore sicuramente ha preso di buon grado il passaggio, ma a livello tecnico, secondo te, è pronto? "Il tempo ce lo dirà. Io dico che tecnicamente ha ancora tanto da crescere, non è pronto per i professionisti. Almeno un altro anno nella categoria sarebbe stato giusto per lui. Ha delle grosse doti, ma sia di testa sia fisicamente deve maturare, e lo puoi capire dal fatto che ancora non ha conquistato tra i dilettanti i traguardi che invece c'eravamo prefissati insieme e che sono alla sua portata, perché Thomas è un talento". Secondo te c'è stata un pò di ingerenza da parte di altre figure? E' stato detto anche che ha firmato una procura con i fratelli Carrera... "Si, è vero. Io ho sempre fatto battaglie contro procuratori e squadre che vogliono far passare i corridori troppo presto. Vedi Capecchi, Barla, Sabatini e tanti altri. Meglio fare almeno tre anni tra i dilettanti, senza assillo, crescendo, finendo la scuola al primo anno, imparando a correre al secondo e vincendo al terzo, sempre aiutando i compagni. Questi tre anni devono essere una scuola di ciclismo, che ti prepari al mondo dei prof, dove il rapporto invece è molto più di lavoro, con fax degli appuntamenti in agenda e pochissime persone che ti insegnano". La tua teoria dunque è: "Okey far passare i talenti, ma prima facciamoli crescere”. Potresti farci un esempio su tutti? "Visconti. Da 2º anno ha vinto Italiano, Europeo e altre 6 corse, eppure insieme scegliemmo di fare ancora un altro anno tra i dilettanti. Infatti nel 2004 vinse 10 corse, fu punta ai mondiali e poi passò tra i professionisti. E ora vediamo tutti dov'è, dimostrazione che l'ho consigliato bene". Nella Selle Italia però c'è il cugino di Thomas, Alessandro, che potrebbe prenderlo sotto la sua ala e insegnargli il mestiere ... "Si, spero però che gli insegni i suoi ultimi anni della carriera, dove è stato protagonista e professionale, non i suoi primi anni, dove è stato invece disastroso. Alessandro è un ragazzo intelligente che stimo, speriamo che almeno lui gli stia vicino, come mi ha promesso di fare". "Rimane il dubbio sull'utilità del dilettantismo in questo ciclismo di oggi" - conclude Scinto - "perchè mi chiedo come e cosa riescano a fare ragazzi così giovani già arrivati tra i big, senza aver assaporato l'esperienza dilettantistica, nazionale e internazionale". Lasciamo Scinto ai suoi ragazzi: stasera c'è il città di Brescia e a fine settimana il Campionato Europeo. Per un corridore che prende largo tra i prof, ce ne sono molti altri che domani lavoreranno per imparare il mestiere e, un giorno, provare ad entrare tra i grandi del ciclismo. (Francesco Pelosi)
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