PARIS 2024. VILLA: «ELIA SI È ALLENATO COME UN DICIOTTENNE, SIMONE NON HA MAI MOLLATO»

PARIGI2024 | 10/08/2024 | 20:30
di Giulia De Maio

Il CT delle meraviglie colpisce ancora: dopo l'oro di ieri nella madison femminile oggi Marco Villa ha vissuto con emozione l'argento conquistato da Elia Viviani e Simone Consonni. Nella “sua” americana, in questa specialità ha vinto il bronzo olimpico a Sydney 2000 oltre a due titoli mondiali in coppia con Silvio Martinello, il commissario tecnico della pista italiana, si è tolto l'ennesima soddisfazione che ha commentato con noi con la consueta disponibilità.


L'avventura olimpica di Elia, il capostipite del movimento azzurro, finisce con una medaglia, come è giusto che sia.


«Sì, e che non cambi idea adesso (sorride, ndr). Le medaglie di ieri e oggi rendono giustizia al settore femminile e maschile, entrambi avevano lavorato tanto ed erano da podio. Se l'abbiamo mancato nel quartetto donne è solo per colpa di infortuni e malanni che hanno compromesso l'avvicinamento all'appuntamento. Il risultato dell'Omium di Elia non mi quadrava, non l'ho mai visto andare così forte, non l'ho mai visto lavorare così tanto, ha cambiato anche modo di allenarsi perché ha capito che per correre queste gare ormai bisogna usare dei rapporti più lunghi e non li avevamo nelle gambe ma in quest'ultimo anno ci ha messo tanto impegno per cambiare un po' anche il suo modo di allenarsi».

Oggi abbiamo provato a sorprendere i rivali prendendo il giro, come ieri.

«Elia addirittura voleva scattare al pronti via. Aveva dichiarato che avremmo adottato una tattica pazza... Ci è riuscito qualche giro dopo. Questo argento ripaga gli sforzi anche di Simone che in questi anni è sempre andato vicino al risultato pieno in questa disciplina, anche al mondiale. Ha rischiato di indossare la maglia iridata a Roubaix, sfumata all'ultima volata per un cambio sbagliato, se no poteva essere campione del mondo con Michele Scartezzini. Come abbiamo detto più volte abbiamo lavorato poco specificamente su questa gara, ma entrambi sono arrivati con una buona condizione, con un buon percorso. Non è una medaglia da outsider».

Senza la caduta sarebbe cambiato qualcosa?

«Il Portogallo era rinvenuto forte gli ultimi 30 giri. Nei primi 160 non lo riconoscevo, ma poi hanno attaccato di forza. Il ritmo era alto ed è diventata una gara dura per tutti. Ovviamente era meglio non finire a terra. Elia in quel momento stava cambiando, aveva già fatto due giri e mezzo, è dovuto ritornare in gruppo e affrontare altri sei giri con davanti neozelandesi e portoghesi che attaccavano quindi ha fatto uno sforzo di 8-9 giri a fine gara che nel finale ci ha penalizzato. Peccato».

Quella che hai oggi è la squadra più forte che tu abbia mai avuto?

«Il gruppo è sempre quello, i nomi sono sempre quelli, si è aggiunto il settore femminile che ha imparato molto dal maschile. I talenti li abbiamo. Siamo arrivati qua come campioni olimpici dell'inseguimento a squadre con i ragazzi e con un titolo mondiale conquistato dalle ragazze due anni fa proprio in questa pista, quando è partito a tutti gli effetti il progetto per Parigi. Ho già spiegato cosa è successo nel quartetto, però il nostro livello è alto e queste medaglie lo dimostrano, non sono assolutamente arrivate gratis».

In tribuna stampa un collega inglese mi ha chiesto “com'è che siete così forti voi italiani in pista?

«Perchè come la Gran Bretagna lavoriamo bene. Per preparare i Giochi di Londra, Brailsford ha costruito la Sky, improntata per vincere le medaglie alle Olimpiadi. Da quel progetto sono usciti Wiggins, Cavendish, Geraint Thomas... Il modello prestazionale è rimasto quello, adesso hanno Hayter, Vernon che vince le volate e fa la partenza del quartetto. Per vincere le Olimpiadi devi avere quelli forti e quelli forti corrono su strada, devi ritagliare il tempo giusto da dedicare alla pista senza far perdere loro l'attività su strada che è quella che gli dà lo stipendio. Ovviamente sarebbe piaciuto e mi piacerebbe anche adesso avere una squadra di riferimento italiana che potesse trattenere i giovani e permetta loro un percorso come quelli che hanno avuto Viviani, Ganna, Consonni e Milan».

Ripensando all'Olimpiade dove è cominciato il viaggio olimpico in pista di Elia, cosa ti viene in mente?

«Che a Londra era l'unico atleta che avevamo poi abbiamo fatto sistema. 12 anni dopo la contabilità di questa spedizione è di tre medaglie con Letizia Paternoster che domani può fare bene nell'Omnium. Abbiamo trovato campioni, merito di madre natura, che con il loro talento hanno esaltato il modo in cui stiamo lavorando. Un aggettivo per Elia? Immenso, incredibile, si è allenato come un diciottenne per arrivare pronto a questi Giochi. Per fortuna i suoi compagni lo hanno preso d'esempio già da anni. Peccato non facciano altrettanto tanti direttori sportivi e manager che pensano che mandare i ragazzi in pista non sia una grande idea».

Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Lorena Wiebes si impone nella tappa inaugurale della UAE Women Tour, porta a sette le vittorie in carriera nella corsa emiratina e conquista la maglia di leader. Alla conclusione dei 111 chilometri in programma oggi da Al Mirfa a Madinat Zayed,...


Sono stati numerosi i personaggi del mondo ciclistico a vestire i panni dei tedofori in queste lunghe settimane di viaggio della fiaccola olimpica. Il primo è stato Filippo Ganna addirittura ad Atene e ieri sera a chiudere idealmente la serie...


Saranno complessivamente 19 le formazioni che prenderanno parte alla 63ᵃ edizione della Eschborn-Frankfurt, classica tedesca che, come avviene ininterrottamente dal 1968 (con l’unica eccezione del 2021), aprirà il calendario agonistico del mese di maggio. A contendersi la vittoria nella...


Ci sono luoghi dove il ciclismo incontra il cielo, le montagne e la fatica. Dove le strade si arrampicano tra pascoli e meleti con i ghiacciai sullo sfondo, e ogni tornante racconta un’impresa ciclistica di un passato più o meno...


Nei giorni scorsi siamo stati a Barcellona e abbiamo avuto la possibilità di testare il casco portato in trionfo al Tour de France da Pauline Ferrand Prevot e Wout van Aert, che dal 15 febbraio sarà disponibile sul mercato per...


Finn Fisher-Black ha centrato il successo nel campionato nazionale neozelandese a cronometro che si è disputato nella notte italiana. L’alfiere della Red Bull - BORA – hansgrohe, già vittorioso lo scorso anno, si è confermato completando i 44 chilometri della...


Il vento che soffierà fino a 50 km/h, arricchirà una serie di curve che renderanno difficile mantenere la posizione in sella e per finire ci sarà una salita dai tratti irregolari. La cronometro della Volta a la Comunitat Valenciana sarà...


Scatta la caccia all'Oscar tuttoBICI Gran Premio Alé Cycling riservato alle Donne Élote e la domanda è una sola: Elisa Longo Borghini conquisterà il suo nono Oscar oppure troverà qualche avversaria in grado di metterle il bastone fra le ruote? Le pretendenti al...


Il grande ciclismo è pronto a tornare in Oman per 6 giorni di gara che ci porteranno alla scoperta dell’affascinante paese della penisola arabica. Il Tour dell’Oman scatterà ufficialmente sabato 7 febbraio, ma sarà anticipato dall’ormai tradizionale Muscat Classic nata...


Quando a Lucca si parla di ciclismo non si può che sfociare sui nomi di Mario Cipollini e Ivano Fanini: due capannoresi che hanno tracciato un'epoca, uno da corridore e l'altro da dirigente. Ora è il secondo atirare la volata...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024