GATTI & MISFATTI. LE DUE ITALIE DEL CICLISMO

TUTTOBICI | 22/10/2023 | 08:22
di Cristiano Gatti

Hai visto mai che molti di noi abbiano sbagliato indirizzo. O co­mincino ad andare via di testa. Certo tra di noi sia­mo sempre convinti di vivere in Italia e di osservare le faccende italiane. Parlando di ciclismo, ci sembra di vedere una disciplina in tremenda crisi, più che altro a livello di vertice, più che altro maschile, ma neppure questo in fondo è completamente ve­ro, perché se la crisi riguardasse solo i professionisti maschi resterebbe posto al­meno per la speranza, magari un periodo di via crucis e poi una bella Pasqua di re­sur­rezione con le nuove ge­nerazioni di campioni a fare fracasso. Invece no, anche allargando lo sguardo non ci pare proprio di vedere tutta questa festa: andare in bici, semplicemente andare in bici tra di noi, chi a passeggio, chi in allenamento, chi per sa­lute, sta diventando ogni giorno più difficile, rischioso, suicida. E difatti i ragazzini chiedono sempre meno la bici da corsa, e difatti an­che quando la chiedono i lo­ro genitori ci pensano tre vol­te prima di fare il regalo, anche solo per non condannarsi a un’esistenza di angosce e magari pure di tragici sensi di colpa, e difatti le cor­se giovanili sono sempre meno e sempre più contorte, senza contare che co­mun­que viviamo pur sempre in una nazione capace di cancellare una corsa d’alto bordo a po­che ore dal via, rimandando a casa corridori e compagnia cantante senza neanche tante spiegazioni (naturalmente par­lo dell’ultima Adriatica Ionica Race, meglio detta AIR, perché non si dica che a livello di marketing non siamo fenomenali nell’inventarci i nomini tanto wow). Questa è l’Italia che vediamo noi. L’Italia che non ha più una squadra sua, l’Italia che manda all’estero i suoi uomini migliori, l’Italia che per trovare uno sponsor deve fa­re il voto alla Madonna di Fa­tima, l’Italia che per tenere in piedi la sua massima corsa (il Giro) deve elevare suppliche perché le grandi squadre mandino almeno una formazione B, l’Italia che vede il suo sport storicamente più popolare trasformarsi negli anni in un agonizzante sport residuale...


È per questo che noi ogni tanto crediamo di aver sbagliato Pae­se, o di essere un po’ svalvolati di testa. Perché poi in questo stesso Paese, che noi crediamo sia Italia e ci ostiniamo a chiamare Italia, leggiamo e ascoltiamo cose su­blimi in sede di vertici istituzionali, narrazioni di un ci­clismo in piena salute, di una nazione che si conferma tra quelle leader, con un settore crono che ci invidiano tutti (tutti chi?, ndr), una nazione in tale stato di grazia da centrare il secondo posto agli ultimi Europei nel Mixed Team Relay, che molti neppure sanno cosa sia, ma che - ci viene spiegato dall’alto - rispecchia “la bontà di un movimento”, insomma, pur rammaricandoci per le me­da­glie mancate - ma cosa vuoi che sia, ndr - il ciclismo italiano si dimostra in salute, con tanti complimenti a tutti dal presidente, atleti, tecnici e staff...


E allora cosa ci resta da dire. Cosa mi resta da dire. Niente. Alzo le mani e mi arrendo. Evi­den­temente sono cieco, oppure fuori di testa, anche se non saprei proprio cosa preferire. Alla fine, la diagnosi che mi faranno i Pangloss del Palazzo è sbrigativamente quella di gufo e disfattista. Sì, come se io, e quelli che la vedono un po’ come me, fossimo così cretini e tafazzi da godere di fronte a un malato tanto grave. Un malato così caro e così amato. Mettia­mo­la a questo modo: capita nel­la vita di augurarci appassionatamente d’avere torto. Que­sto è uno dei casi. Io spero vivamente di vedere troppo nero, di avere problemi psichici tutti miei, talmente seri da impedirmi di pesare la realtà pura e semplice. Invidio chi sta così be­ne da avere ben altra impressione. Evidentemente scoppia di salute. Come il ciclismo italiano.

da tuttoBICI di Ottobre

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COMMENTI
Ieri sera
22 ottobre 2023 09:58 Carbonio67
Ieri sera cercavo in rete un telaio senza freni a disco. Nel girare le pagine, mi sono imbattuto in un noto marchio Italiano che propone ad oltre 7 mila euro un telaio, con forcella e reggisella ( nudo e crudo cosi). Le sembrano costi reali ? Direi di no. Il motivo per cui tanti ragazzini non chiedono la bici, e' anche perche' tante famiglie non possono permettersi i costi extra che le societa' giovanili non coprono. Inoltre, rispetto a 20 anni fa, sono esplosi nuovi sport che attirano i giovani ( il paddle ne e' un esempio lampante ). Il vivaio e la passione ci sono ancora in Italia, ma se nessun imprenditore di serie A dell'economia vuole investire pesantemente nel ciclismo, un motivo c'e'. Economico e di ritorno di immagine. La soluzione non e' facile ed immediata, ma ripeto che se l'economia e' zoppicante ...la ruota non gira.

Tutto vero
22 ottobre 2023 11:55 Marcuccio
Per fortuna abbiamo i giornalisti che tutto il mondo ci invidia. Almeno quelli

Titoli di coda
22 ottobre 2023 15:14 Bullet
Le professional stanno sopravvivendo a stento trovando sponsor all'ultimo minuto se no avrebbero già chiuso tipo la ex androni. Tempo un paio d'anni e potrebbe non esserci più neanche una professional e gli italiani van bene cronomen, però tante medaglie in pista (senza piste almeno in via ufficiale), così sono ottimi gregari da pianura per le wt estere....in più il Giro che è stato stravolto, però nessuno degli esperti lo ha notato anzi tutti contenti, sperando di farlo su misura per qualche nome che se no non verrebbe mai e magari non verrà lo stesso...

Riflessioni corrette
22 ottobre 2023 16:47 Roxy77
Purtroppo riflessioni giuste, la cosa che fa pensare è proprio la base, i ragazzini passato il boom post COVID dice tutti si dedicavano agli sport all'aperto a dispetto di altri ora siamo tornati con numeri ridotti ci salva solo il fuoristrada....

Testimonianza personale
22 ottobre 2023 16:58 Giovanni c
Non piu' di 2 anni addietro, ho accompagnato un mio amico e suo figlio, il quale doveva passare Juniores, da una societa'. Questa, essendo in difficolta' chiese di pagare parte dell'attrezzatura. Il mio amico, avendo altre spese dirotto' il figlio su uno sport meno esoso. Poco da fare, rispetto a 30 anni fa ci sono piu' sport rispetto alla quaterna classico : calcio, ciclismo, basket e pallavolo che erano in voga in ogni paese. Ora, molte famiglie faticano a tirar fine mese. Fate voi i conti. Poi, come dice Bullett,siamo all'antica nello svolgimento dello sport e nel reclutamento

Bene Gatti
22 ottobre 2023 17:33 lupin3
questa volta

Proprio cosi'
22 ottobre 2023 17:51 andy48
Gatti questa volta hai ragione. A parte la pista, qualche sprazzo a cronometro su strada, qualche lampo geniale delle ragazze, il nulla. Peccato.

Ciclismo bye bye
22 ottobre 2023 18:02 andy48
Consentitemi un altro commento. In anni recenti l'UCI si e' inventato una serie si "sport" attinenti al ciclismo: all'ultimo mondiale leggendo l'elenco delle varie prove mi accorsi che in gran parte non sapevo neanche cosa fossero (e ho fatto ciclismo agonistico e rimango un grande appassionato). Roba da circo piuttosto che ciclismo in senso tradizionale. Questo approccio vende bici (forse l'obiettivo e' quello), ma diluisce la platea per i giovani, che non sanno piu' se fare il gravel, la discesa, lo sprint e quant'altro. E tutto con costi forsennati, che una famiglia deve fare il mutuo per comprare una bici di un certo livello.

Il pesce puzza dalla testa
22 ottobre 2023 18:42 Readnow
Direttore buongiorno, non si ponga la domanda, l'Italia ciclistica che racconta è quelle vera, l'altra è un'Italia virtuale, raccontata tramite abile disinformazione. Chi governa ossia: FCI per la parte Agonistica ed Amatoriale, il Ministero dei Trasporti per la parte ciclo turistica e di diporto si prendano le loro responsabilità e, se i capi non sono in grado di incidere, diano le dimissioni e lascino il posto a soggetti in grado di ottenere risultati di pubblico interesse.

Previsione azzeccata
22 ottobre 2023 18:52 italia
In tempi non sospetti feci un post in cui affermavo che il ciclismo prof in italia sarebbe scomparso, il ciclismo agonistico prevalente sarebbe diventati..... le gran fondo e le gare amatoriali .... ; a me mi sembra che mia previsione, purtroppo era esatta ...

@ andy
22 ottobre 2023 19:21 Carbonio67
Esatto. Vallo a spiegare al fenomeno a cui e' stato cancellato il commento. Secondo questo genio, si puo' pedalare anche su un" cancello". Peccato che anche una entry level stradale per gareggiare, costi oramai abbondantemente sui 2500€. Ma forse, l'unico che non se ne e' accorto e' proprio lui. PIZZACICLISTA

Situazione difficile
22 ottobre 2023 21:23 italia
Andare in bici con il traffico diventa sempre più pericoloso; le strade spesso sono dissestate nonostante le caterva di tasse che paghiamo; la crisi economica si sente nelle famiglie; le bici costano anche nelle fasce medio basse e poi la manutenzione costa pure; il ciclismo prof non esiste quasi piu; i mass media eccetto la gazzetta trattano il ciclismo più o meno come le bocce ...... segue altro commento

Situazione difficile parte 2
22 ottobre 2023 21:32 italia
..... prestazioni superlative come Ganna e Bussi seguite e divulgate, svilite modo "criminale" , organizzare una corsa e' sempre di più un'impresa titanica, anche nei gruppi amatoriali di ciclisti si parla poco di ciclismo , dirigente che pensano soltanto ad una cosa ..... conservare la poltrona anzi la lauta poltrona ..... l'unica cosa che ci rimane è il giro ovviamente osteggiato dai media ..... per quanto tempo durerà questa agonia?

Andare in bici e' sempre più pericoloso
23 ottobre 2023 08:15 alfiobluesman
Chi se la sente di mandare un ragazzino/a sulle strade ad allenarsi con tutti i pericoli che ci sono ? Che legge lo smartphone che manda messaggi che scambia la strada per una pista di formula 1, e zero o quasi controlli da parte delle forze dell'ordine!
Questo è uno dei maggiori motivi. In altri sport vedi nuoto ma anche atletica che sono sport più universali del ciclismo e dove è più difficile affermarsi le cose vanno molto meglio
Penso che questa e' una delle maggiori cause

@ alfio
23 ottobre 2023 10:57 Carbonio67
La considerazione dello smartphone e affinin( smartwatches e similari) e' vero. Lo noti anche sui pedoni in centri cittadini. Sul discorso traffico si, e' aumentato, ma spesso basta fare persorsi alternativi che ci sono sempre. Comunque hai fatto una giusta osservazione

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