L'UCI E QUEI PUNTEGGI CHE RISCHIANO DI IMPOVERIRE IL GIRO D'ITALIA

POLITICA | 01/06/2022 | 09:41
di Paolo Broggi

Non è mai facile creare classifiche e punteggi di rendimento che possano accontentare tutti e soprattutto essere equi, praticamente la formula perfetta non esiste, ma è evidente che in casa Uci ci sia molto da migliorare.


In queste settimane c’è grande attenzione ai numeri perché a fine stagione verranno stilate le classifiche del triennio 2020-2022 che porteranno alle prime promozioni/retrocessioni del WorldtTour.


In questo momento Alpecin Fenix e Arkea Samsic sono in zona promozione, Lotto Soudal e Israel Premier Tech sarebbero retrocesse ma la posizione non è poi così scomoda, perché di diritti se ne perdono davvero pochi. Ma il problema che vogliamo sollevare è un altro, riguarda i Grandi Giri, anzi riguarda soprattutto il Giro d’Italia.

Nel periodo che val dal 6 al 29 maggio, ovvero quello del Giro, una squadra come la Arkea Samisc che ha rinunciato al Giro d’Italia, ha accumulato 817 punti: più della Trek Segafredo che ha vinto una tappa al Giro e portato 10 giorni la maglia rosa, più della BikeExchange Jayco che di tappe ne ha vinte tre, più della Jumbo Visma che di tappe ne ha vinte due e conquistato la maglia azzurra degli scalatori e via elencando. Abbiamo preso in esame la Arkea Samsic proprio perché ha rinunciato al Giro, ma in questo periodo la TotalEnergies, altro ProTeam, ha fatto ancora meglio conquistando 977 punti.

Ma torniamo al nocciolo della questione: in queste tre settimane, come conferma la puntuale ricerca di Javi Angulo di El tio del dato, la formazione bretone ha vinto il Tro Bro Leon e una tappa della Boucles de la Mayenne, ottenuto un secondo posto di tappa alla 4 Giorni di Dunkerque e un terzo posto ancora al Tro Bro Leon. Non sono risultati eclatanti, evidentemente però hanno permesso al team di conquistare molti più punti rispetto a chi ha cercato di far bene al Giro d’Italia.

E allora, ecco dove sta il problema, c’è il forte rischio che anche le grandi squadre finiscano per snobbare una corsa impegnativa ma poco remunerativa in termini di punti come il Giro d’Italia per concentrarsi su gare minori nelle quali si possono ottenere risultati discreti con minor dispendio di energia.

Eppure ricordiamo bene che sin dagli albori del ProTour tutti i presidenti dell’Uci che si sono succeduti hanno dichiarato a gran voce di voler riservare attenzioni speciali alle corse storiche, ai monumenti e ai Grandi Giri. I fatti dicono che così non è. E dimostrano anche come sia necessario rimettere profondamente mano ai punteggi. Altrimenti il rischio è grande e ben evidenziato dall’ultimo post di Luca Guercilena: «Questo potrebbe spingere le squadre a spostare il miglior roster in gare più piccole solo per segnare punti ed evitare la retrocessione = uccidere la squadra».

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COMMENTI
allora.....
1 giugno 2022 12:18 limatore
a maggior ragione il Tour de France. Il problema è la concomitanza di gare, a maggio corri dove vuoi a luglio ci sono pochissime gare guai a programmarle.... ASO farebbe un putiferio

guercilena
1 giugno 2022 13:36 VERGOGNA
quello che dice non è un ipotesi sul futuro.... è già la realtà da almeno due anni.... qualunque prof può confermare che in qualsiasi gara .1 se non addirittura .2 il livello è diventato altissimo perchè le wt che snobbavano queste corse ora vanno a far man bassa e le professional piccole non fanno più nulla neanche lì, premesso che il calendario asiatico non esiste più o quello dell'est europa è più che dimezzato

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