NICHOLAS TRAVELLA E LA PASSIONE DI SALTARE FOSSI E VOLARE PER LE SCARPATE

STORIA | 12/12/2021 | 08:02
di Danilo Viganò

Negli sterrati di Faloppio un paesino in provincia di Como a quattro chilometri dalla vicina Svizzera, Nicholas Travella si allena, tra fango, scalinate e sentieri erbosi. Lo fa da quando a 7 anni è salito per la prima volta in bicicletta. Con la sua bici da fuori strada ha finora raccolto successi e risultati importanti tanto da essere indicato fra i giovani più promettenti in campo nazionale. Travella cerca di dare continuità a quella che fino a questo momento è la sua passione tra le brughiere di tutta Italia.

"Mi piace saltare fossi, andare su e giù per le scarpate e scavalcare staccionatte. Questo è il Ciclocross-spiega il giovane Nicholas, 15 anni della Guerciotti Development società con sede nella provincia di Varese-. Per tanti ragazzi il Ciclocross può servire al più quale contributo alla preparazione su strada. Per me è il contrario, amo questa disciplina e svolgerla mi riesce abbastanza bene. I miei campioni preferiti? Facile da immaginare, Van Der Poel e Van Aert".

Tra gli allievi di secondo Travella è un punto di riferimento perchè riesce a brillare in più di una disciplina, per il suo carattere e per la sua determinazione in gara. Va forte in bici e per come si alza sui pedali rappresenta un modello di corridore moderno. Sei vittorie per te su undici gare disputate da ottobre a oggi.

"Sì, la stagione sta davvero andando molto bene, ricca di successi e soddisfazioni. Sono anche il leader del Giro d'Italia di Cross della mia categoria e qualche giorno fa ho vinto la prova di Coppa Italia nel Modenese con la rappresentativa della Lombardia. Poi è arrivata la convocazione in Nazionale come la ciliegina sulla torta. Ma non mi fermo qui. La stagione riserva ancora grandi appuntamenti e fra i miei obiettivi ci sono quelli di conquistare la classifica generale del Giro e riconfermarmi campione italiano".

Travella inizia a correre in bici nel 2013. All'inizio giocava a calcio, tennis e ha praticato judo. Un giorno il nonno Virgilio e lo zio Franco, entrambi ex corridori, lo iniziarono al ciclismo in una squadra vicino a casa. Da allora non si è più fermato.

Cosa sogni?
"Di arrivare sempre più in alto con la bicicletta, diventare un professionista è il mio sogno nel cassetto, spero di riuscire ad esaudirlo. Se così non fosse vorrei terminare gli studi nel migliore dei modi per avere un diploma in mano e realizzarmi nel mondo del lavoro".

Travella frequenta il Liceo Scientifico Sportivo Canossa di Como, per ora a scuola va bene, dedica molto tempo allo studio e non gli pesa.
Oltre a pedalare e studiare, cosa fai nella vita di tutti i giorni?

"
Nel tempo libero non faccio niente di paritcolare, mi piace ascoltare la musica di tutti generi"

Sappiamo tutti che Olanda e Belgio sono da sempre le nazioni di riferimento del Ciclocross mondiale, e per qualche periodo riuscivano ad imporsi in questa disciplina anche la Repubblica Ceca, Germania, Francia, Svizzera e la nostra Italia. Olandesi e belgi da qualche anno a questa parte hanno un dominio totale: secondo il tuo parere da cosa è dovuta questa supremazia?

"Per loro il ciclocross è una cultura. Per come lo sanno interpretare, dalla mentalità, ma anche per come è seguito dal pubblico, gente che va a seguire gli eventi sul posto pagando il biglietto. Per fare un esempio una gara di ciclocross in Belgio ha sempre almeno quindicimila-ventimila spettatori. Sono grandi manifestazioni, seguitissime anche dai media, ma prima di tutto sono grandi feste che coinvolgono tutti gli appassionati e non solo. I media sono bravi a creare l'anteprima dell'evento come scuccede per il calcio da noi. E non è un caso se le corse più importanti si corrono tra Belgio e Olanda. Il Superprestige si corre interamente nelle due nazioni. Per non parlare poi della Coppa del Mondo che è per il novanta per cento da quelle parti".

Cosa ti aspetti dal prossimo anno?

"Continuare a fare esperienza e crescere saranno per me le cose primarie. Svolgerò principalmente corse di Cross e in Mountain bike, ma senza tralasciare l'attività su strada dove vorrei migliorarmi. Nella prima parte, essendo ancora impegnato con la scuola, non ho particolari ambizioni, poi in estate programmeremo meglio gli obiettivi. Sono convinto che sia la scelta giusta. Correrò con la maglia del team Cicli Fiorin le gare su strada e sono molto felice di continuare il mio futuro con un team che sta facendo la storia del ciclismo giovanile in lombardia e in Italia. Sarò al mio secondo anno nella categoria degli allievi e affrontarlo in una squadra che mi dia tranquillità sia in corsa che fuori è un bel vantaggio".


 





 

 

 

 




 

 

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