LA FESTA DEL GIRO A NAPOLI DIVENTI IL SEGNO DI UNA RIPARTENZA

GIRO D'ITALIA | 11/11/2021 | 08:05
di Gian Paolo Porreca

Si presenterà nella sua interezza tra poche ore il Giro d' Italia n. 105, in programma dal 6 al 29 maggio 2022. Ma al netto della già arcinota partenza dall'Ungheria e dalla lusinga conclusiva di Verona, al netto delle svelate frazioni per i velocisti in pectore illuminate l'altro giorno e delle determinanti vette appenniniche/alpine anticipate ieri, al netto dei campioni presenti o assenti al via, dall'inossidabile Nibali all'auspicato Fortunato, da Carapaz a Bernal, al netto di quello che volete, la tappa del cuore è già - senza particolare retorica - al comando qui. E rifulge più bella ancora, perchè straordinariamente inattesa, questa Napoli - Napoli di 149 chilometri, con i Campi Flegrei e il must di Monte di Procida al centro, annunciata tra le frazioni capaci di ispirare gli attaccanti.


Non di solo ciclismo parliamo qui, ma di quanto il ciclismo abbinato al territorio rappresenti e possa evocare, un assunto che da sempre ci è caro, con questo ritorno della corsa rosa a Napoli, dopo nove anni dalla Grande Partenza del 2013, primo Cavendish su Viviani, e dal penultimo arrivo, indimenticabile anch'esso, noi c'eravamo, del 1996, primo in una volata a braccia spalancate quel michelangiolesco Cipollini, ai lati, sudditi rassegnati, Guidi e Lombardi.


Non di solo grande ciclismo parliamo qui, uno sport maggiore lo ricordiamo prima che i 'negazionisti' lo dimentichino a costo zero per il pubblico, ma di una giornata di corsa che si presenta spettacolare, per l'evidenza di un palcoscenico unico. Napoli - Napoli, e sia, dalla partenza di Piazza Plebiscito al traguardo di via Caracciolo, il più bel rettilineo finale del mondo - pfui i Campi Elisi della grandeur del Tour a Parigi -, lungomare con i gabbiani in festa, ma rinvigorito il suo percorso, dicevamo, dal nucleo forte dei Campi Flegrei e dal suo intrigante saliscendi, disegnato in un circuito di una quindicina di chilometri, da ripetere cinque volte.

Da Napoli a Bagnoli, ad Agnano e Pozzuoli, e poi da Lucrino per Bacoli e Monte di Procida, la romantica 'Panoramica' sul monte Grillo in fronte all'isola di Procida, Capitale della cultura italiana per il 2022, e poi discendere giù al lago di Lucrino, i Campi Flegrei e gli auspici della Sibilla da interpretare... E farlo per cinque volte, sui pedali, ci vogliono le gambe di un finisseur o di un campionissimo, c'è un Coppi in giro ?... Prima del ritorno, da Bagnoli, a Napoli.

Già, i Campi Flegrei, e la scommessa vinta nello specifico da Monte di Procida, che il Giro se lo ritrova nel suo sguardo pieno dopo la partenza antica del 1977 - kaiser, c' eravamo già allora in gruppo -, quando a trionfare in un cronoprologo a dismisura di emozione fu Freddy Maertens, maglia da campione del mondo, davanti a Moser e a Knudsen. E lo merita, come fu allora grazie ad entusiasti uomini di sport quali Pino Scotto di Perta e Valentino Schiano, per l'attenzione rivolta al progetto Giro dal sindaco Giuseppe Pugliese e l'impegno del delegato allo Sport Tina Schiano e dell'assessore alla Cultura Gerarda Stella, che hanno anticipato con la tappa del Giro la elezione di Monte di Procida a Comune Europeo dello Sport 2023...

E allora, per concludere, ora che ci siamo guadagnati il ritorno del Giro d'Italia a Napoli e dintorni, noi del ciclismo buoni per un giorno all'anno quando il Giro si rammenta di noi, ai margini della corsa vera, noi napoletani che abbiamo rimesso nel '45 in bicicletta Fausto Coppi e ce ne siamo fatti vanto, cerchiamo di non perdercela questa opportunità di pubblicità, questo focus sul territorio sublimato dalla bici da corsa. E provare a rilanciarlo di nostro il ciclismo. Un nuovo Giro della Campania, dopo la Napoli - Napoli, con Procida e Monte di Procida sul podio, del maggio 2022, tanto per ricominciare. E non sarà mai troppo tardi.

da Il Mattino, 10 novembre 2021

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