TOKYO2020. AMADIO: «SCENDIAMO IN PISTA ISPIRATI DA JACOBS E TAMBERI»

TOKYO 2020 | 02/08/2021 | 03:00
di Giulia De Maio

Dopo la serata magica vissuta dall'atletica italiana con i due titoli olimpici conquistati nel giro di 13' che resterà nella storia dello sport di casa nostra, a Tokyo2020 è ora di ciclismo su pista. Ieri gli azzurri del CT Marco Villa e le azzurre di Edoardo Salvoldi sono andati a dormire con le immagini della gioia di Gianmarco Tamberi, oro nel salto in alto con 2.37 come l'amico-collega qatariota Mutaz Barshim, e Marcell Jacobs, che dopo aver stabilito il record italiano ed europeo dei 100 metri, ha vinto la gara regina della rassegna a cinque cerchi con il tempo di 9"80. La sua punta di velocità è stata di 43,3 km/h. Un razzo. 


Ancora più veloce puntano ad andare i due quartetti, che apriranno le danze oggi sul velodromo di Izu. Roberto Amadio, team manager delle squadre nazionali della Federciclismo, ci racconta di un team sereno e motivato, pronto a dare il proprio meglio da qui all'8 agosto: «I ragazzi ieri hanno girato un'ora sul velodromo giapponese, le ragazze hanno rifinito la preparazione con un'uscita su strada. Ci presentiamo al via consapevoli di aver lavorato al meglio e fiduciosi di poter regalare altre soddisfazioni all'Italia».


Elia Viviani e compagni hanno ammirato l'abbraccio tra Marcello, l'uomo più veloce al mondo, e Gimbo, l'uomo in grado di saltare più in alto di tutti, dalla tv nelle loro stanze al Villaggio Olimpico di Izu, il Cycling Village Laforetun, un hotel più semplice e modesto di quello principale nel cuore di Tokyo, ma nel quale l'emozione è arrivata forte dritta nel cuore di ognuno, nella loro "notte prima degli esami".

Francesco Lamon, Simone Consonni, Jonathan Milan e Filippo Ganna comporranno il trenino azzurro maschile, Rachele Barbieri, Letizia Paternoster, Elisa Balsamo e Vittoria Guazzini inseguiranno la qualificazione in campo femminile. La tensione come è giusto che sia sale, ma la serenità del gruppo non è stata intaccata dalla querelle Cassani - Dagnoni sulla quale Amadio preferisce non esprimersi. «Non c'è nulla da dire». La politica del nuovo team manager azzurro è semplice e condivisibile: restiamo concentrati sugli atleti che attendono questi giorni da cinque anni. 

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