GIRI & GIRINI. FRANCO MAGNANI E LA DOLCISSIMA CADUTA

STORIA | 18/05/2021 | 08:00
di Marco Pastonesi

Storie di corse e di corridori, di maglie e di mogli, di tappe e di toppe, di scatti e di cotte, e perfino di qualche vittoria. La quinta puntata è dedicata a Franco Magnani: “il garibaldino di Romagna”.


Giro d’Italia 1963. Aveva studiato e preparato due tappe: la quattordicesima, la Saint Vincent-Cremona, e la quindicesima, la Mantova-Treviso. “La prima finì in volata: primo Marino Vigna, decimo io. L’altra nacque storta. Pronti-via, forò Battista Babini, mio compagno di squadra nella Salvarani. Luciano Pezzi, il nostro direttore sportivo, mi ordinò di fermarmi e aspettarlo. Intanto il gruppo andava via a cinquanta all’ora. Rimorchiai Babini, ma quando lo riportai dentro, era andata via una fuga con una quindicina di corridori. Da solo, evasi dal gruppo e ripresi i fuggitivi. Poi, non soddisfatto, sapendo che in volata non avrei avuto scampo, tentai più volte di andarmene. Mi riuscì in compagnia di Nelvio Vitali, un marchigiano della Springoil. Poi l’arrivo a due, gli altri dietro che rinvenivano forte. Sapevo che ai 300 metri c’era una curva a gomito, pericolosa. Lasciai passare davanti Vitali, lui la prese forte e andò diritto, io lo passai all’interno. E intanto gli altri erano ormai lì. Vinsi con le braccia al cielo, poi Bruni, Bailetti, Pifferi, Fornoni... E Balmamion in maglia rosa. La sera, a tavola, a cena, con la tv accesa, bocche chiuse, musi lunghi, solo io mi guardavo le immagini registrate, finché Arnaldo Pambianco sbottò: che cos’è questo mortorio?, ha vinto uno di noi, uno della Salvarani. E solo allora ci fu qualche commento”.


Franco Magnani, 83 anni, è l’ultimo cesenate ad aver vinto una tappa del Giro: “Avevo 25 anni, quello era il mio terzo anno da professionista e quella era la mia prima vittoria da professionista. Ma non avrei dovuto vincere. Nella nostra squadra c’erano più capitani che gregari, e io, gregario, avrei dovuto farmi in quattro per aiutare senza neanche tentare di entrare in una fuga, figurarsi vincere. Tant’è che, se non avessi vinto, sarei dovuto tornare a casa. E pensare che la mia natura era provarci, tentare, attaccare, infatti per il mio spirito libero mi chiamavano ‘il garibaldino di Romagna’, e invece fui costretto ad attaccare di soppiatto, contravvenendo a ordini e direttive di Pezzi”.

Magnani, contagiato da una passione familiare (“Andavo a veder correre un cugino, Magnani anche lui, che gareggiava fra i liberi, cioè quelli non tesserati per l’Uvi, l’Unione velocipedistica italiana”), acquistò la prima bici a pezzi (“Nel negozio di Mario Vicini, gloria del ciclismo italiano ai tempi di Bartali e Coppi”), il primo pezzo fu il pedale sinistro (“Con i soldi delle mance o per i gelati, risparmiati, e siccome erano pochi, li investivo a puntate”), dopo due settimane quello destro (“Vicini si era sorpreso: io, mi spiegò, di solito i pedali li vendo accoppiati”), ci volle un anno per arrivare al telaio (“Costava ventimila lire, e non le avevo, fui soccorso dalla colletta fra gli amici del babbo”), così finalmente Vicini assemblò tutto in una bicicletta (“I pezzi li custodivo, per prudenza, sotto il letto”). Così Franco poté cominciare a correre (“Ma non potevo, avevo quindici anni, ce ne volevano sedici, e allora partecipavo anch’io come libero”), e cominciare anche a soffrire (“Ogni volta foravo una o due volte, sarà stato che dopo aver speso tutto per la bici, potevo spendere poco o niente per le gomme, erano usate e consumate, e me le riparavo da solo”), infine ufficialmente anche da esordiente (“Quattro vittorie il primo anno, da attaccante, per distacco, perché se non arrivavo da solo, non vincevo”).
E via, avanti così, gli anni più veloci, più leggeri, più divertenti. “Gli anni delle corse. Dilettanti, il mio avversario era Guido Neri. Cesenati, ci allenavamo insieme, correvamo contro. E siccome lui era più veloce di me, dovevo staccarlo prima di arrivare. Quella volta che si correva a Martorano, il suo paese, lo sorpresi: Neri aveva chiesto ai compagni di tenermi d’occhio, invece io, pronti-via, andai in fuga con altri due o tre, Neri mi cercava e non mi vedeva, dov’è? dov’è? dov’è?, mi intravvide davanti e venne a riprendermi, sull’ultima salita eravamo rimasti solo noi due, io e lui, lui e io, un vero duello, in discesa lui forò e io volai via, senonché poi forai io e lui mi superò con un un corridore a ruota, per farla breve vinse quello lì, Antonio Tagliani, che sarebbe diventato campione del mondo nel quartetto della cento chilometri, e poi Guido mi bruciò in volata per il secondo posto”.

Ma un garibaldino, anche in bicicletta, doveva respirare l’aria della battaglia e lo spirito della libertà. “Al Tour de France ebbi una buona occasione, la tappa di Bordeaux nel 1962, in fuga con altri quattro, ma tutti più veloci di me. Provai a mollarli, non ci riuscii. Finì in volata, primo Toni Bailetti, terzo io, però vincitore del premio della combattività. Ci riprovai. Un giorno presi il largo, venne a prendermi la squadra di Jacques Anquetil, che poi si affiancò e mi chiese scusa, ma non poteva lasciarmi andare. Quel Tour finì storto, rimanemmo in quattro, tutti gregari, sul Tourmalet mi staccai, cercavo di esssere spinto, avevo imparato che in francese si dice ‘pousse’, Pezzi mi indicò una bella ragazza che – pare – spingeva tutti, quando giunsi vicino a lei la implorai ‘pousse, pousse’, non era bella ma bellissima, mi spinse, e quando non ne poteva più, la abbracciai, e cademmo insieme a terra. La più dolce, la più affettuosa, la più bella caduta della mia vita”.

Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Paul MAGNIER. 10 e lode. Pensa d’aver perso, d’essersi fatto fuggire l’attimo, ma non si perde d’animo: per questo vince. Il ragazzo ha stoffa da vendere e si vede a occhio nudo. È da tempo che me ne parla Davide...


Tantissima gente in Bulgaria, festa di popolo semplice e vagamente vergine che riporta un po' indietro le lancette del tempo, quando anche attraversare l'Italia restituiva un senso di spontaneità e persino di ingenuità del Paese ancora entusiasta, del tipico Paese...


Amareggiato per la sconfitta nello sprint di Sofia in cui dice di aver sbagliato i tempi, Jonathan Milan può comunque consolarsi: anche molti commentatori tv sbagliano i tempi. La Rai chiarisce che la voce ansimante nei filmati delle ricognizioni in...


In attesa del Giro d’Italia in provincia con la cronometro di 42 km da Viareggio a Massa in programma martedì 19 maggio, grande e prestigioso appuntamento con gli Under 23 impegnati a Marina di Carrara nell’internazionale 37° Gran Premio Industrie...


Il sogno di un intero Paese corre sulle strade del Giro d'Italia grazie a Guillermo Thomas Silva, il primo corridore uruguaiano nella storia della corsa rosa e anche il primo atleta del suo Paese a conquistare la maglia rosa di...


Bellissimo e prestigioso successo di Thomas Mariotto nella Cronometro individuale della Challenge nazionale bresciana “Giancarlo Otelli” organizzata dal Gruppo sportivo Aspiratori Otelli del presidente Simone Pontara, di Laura e Mauro Otelli. E prima vittoria per il team Autozai Contri di...


Una vittoria fantastica in una giornata davvero carica di significati: Filippo Fiorelli ha conquistato il successo nella 42ª edizione del Tro Bro Leon, classica francese considerata come la Roubaix della Bretagna. Al termine di una corsa di 201 km,...


Tre tappe, due vittorie, un giorno in maglia rosa e due in ciclamino: il bilancio di inizio Giro di Paul Magnier è davvero eccezionale. «Ho sognato un inizio così, ed era il nostro obiettivo quello di puntare di nuovo alla...


Jonathan Milan ci ha provato ancora, è andato vicinissimo alla vittoria, più di quanto avesse fatto nella tappa inaugurale, ma ha dovuto arrendersi ancora una volta a Paul Magnier. Queste le sue dichiarazioni a caldo, raccolte da Ettore Giovannelli di...


Quattro settimane dopo il trionfo alla Parigi-Roubaix, Wout Van Aert è tornato ad assaporare il gusto della vittoria: il belga ha partecipato alla più importante corsa gravel dei Paesi Bassi, la prestigiosa Marly Grav Race, nel Limburgo. Il trentunenne belga...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024