È VERO, VINCONO GLI ALTRI, MA CHE GODURIA

PROFESSIONISTI | 15/03/2021 | 10:00
di Pier Augusto Stagi

Una Tirreno da urlo e di rara bellezza, di assoluto spettacolo, che manda in solluchero non solo chi il ciclismo lo segue a prescindere, ma va a toccare corde nascoste anche in chi si avvicina distrattamente allo sport della bicicletta. È un ciclismo totale e totalizzante, animato da una generazione di fenomeni, perché Tadej Pogacar e Julian Alaphilippe, Wout Van Aert e Mathieu Van der Poel, per arrivare a Egan Bernal, Remco Evenepoel o Marc Hirschi sono davvero da considerare qualcosa di unico.


Una generazione di corridori che corre per vincere, senza il timore di perdere. Corrono con le radioline (vi ricordate? tolgono fantasia, dicevano: tutte sciocchezze!), ma si affidano a quelle sensazioni che dispensano emozioni. Si divertono come ragazzini al parco, per questo in questi giorni ci si diverte davanti alla tivù come non ci capitava da tempo.


È una generazione di corridori pazzesca, esuberante e sfrontata, che guarda all’oggi senza un domani. Una Tirreno di livello assoluto, grazie a corridori che amano divertirsi, anche commettendo grossolani errori come ieri il fenomenale Mathieu Van der Poel, che fugge a 50 km dal traguardo e arriva ad accumulare oltre 3’ di vantaggio, si alimenta male, si veste male e per poco Pogacar non lo passa nel finale, anzi, viene proprio graziato dallo sloveno e l’olandese sfinito vince per una manciata di secondi.

Pogacar, a soli 22 anni, dimostra ancora una volta non solo forza, ma anche un’intelligenza non comune. Si fa amici (se oggi la Alpecin-Fenix darà una mano alla Uae non ci sarebbe nulla di cui meravigliarsi), mentre alla Parigi-Nizza, il 31enne connazionale Primoz Roglic, mostra i suoi limiti tattici e caratteriali. L’altro ieri, nella stessa situazione di Pogacar, è andato a riprendere e a passare negli ultimi 50 metri il povero Gino Mader. Ieri, lo sloveno spaccone è stato punito. Cade due volte due: nella prima rientra, la seconda gliela fanno miseramente pagare, rimarcando ancora una volta l’antico adagio, pochi possono vincere, in tanti possono farti perdere. E così è stato.

Tornando a questo ciclismo di rara bellezza, manca solo l’Italia. Con questi campioni, sloveni e olandesi, francesi e belgi, svizzeri o colombiani, noi italiani dobbiamo solo pazientare e attendere fiduciosi (Matteo Fabbro è uno dei tanti che sta per arrivare…). Sono tempi così, di mutazione genetica e nell’attesa ci dobbiamo accontentare di scegliere il nostro beniamino forestiero. C’è solo l’imbarazzo della scelta. È vero, per il momento si divertono gli altri, ma ammettiamolo: ci divertiamo anche noi.

 

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COMMENTI
italiani: indecente popolo di superstiziosi
15 marzo 2021 11:35 alerossi
che credono alle fate, maghi, oroscopo, ...
la alpecin non tirerà mai per pogacar, con un Km in più pogacar avrebbe ripreso e saltato mvdp senza problemi, senza credere in false alleanze per il futuro. le alleanze ci sono, ma si creano per interessi comuni in situazioni di gara in corso, non oggi tu mi aiuti e domani ti aiuto io. roglic aveva un' occasione e l'ha sfruttata, schachmann si è ritrovato un' occasione e l'ha sfruttata. corrono per vincere, non per essere generosi.

La corsa è corsa
15 marzo 2021 11:40 FrancoPersico
E Roglic non è stato punito. Lui ha corso per vincere e gli altri hanno corso per vincere. No passiamo messaggi sbagliati perchè i non addetti ai lavori poi ci credono... Lo dimostrano le parole dei protagonisti, Roglic compreso che non si scaglia contro nessuno ma accetta la sconfitta causata dalla sfortuna della caduta.

Delirante
15 marzo 2021 11:45 Luka75
Il parallelo Pogacar vs Roglic é il metro del livello del giornalismo sportivo attuale: basso che ti devi inginocchiare.

Il piacere di emozionarsi
15 marzo 2021 13:47 MirkoEfoglia
Pier Augusto Stagi, come al solito, in poche parole riesce a esprimere le emozioni e i sentimenti di chi il ciclismo lo ama. La voglia di accendere la tv e guardarsi gli ultimi 70/80km mancava nel pubblico generalista. Aggiungo in conclusione, solo per le sfide e le imprese che ci stanno regalando meritano il rispetto di tutti i tifosi.

Fuori binario, Stagi
15 marzo 2021 13:57 seankelly
Completamente sballato il ragionamento su Roglic. Ha perso (è caduto 2 volte, è una colpa?), dopo aver dominato. Tutte le altre volte in cui ha mostrato una superiorità schiacciante (si vada a rileggere Vuelte, Romandia, ecc.) andava bene? In questa Parigi-Nizza no, mah!

certo che sì
15 marzo 2021 14:39 gianni
Certo che ci divertiamo tutti! Il resto, cioè il vetero nazionalismo, è cosa vecchia. saluti. Gianni Cometti

Adriano Malori
15 marzo 2021 15:25 Alex85
mi sembra colui che ha spiegato meglio di chiunque altro come stiano le cose: almeno a lui credo che non si possa rinfacciare il fatto di non essere mai stato in gruppo e di non conoscere le dinamiche della corsa!
Copio e incollo dalla sua pagina di instagram:

Ieri Roglic ha dato l'ennesima dimostrazione di forza alla Parigi-Nizza vincendo la 3ª tappa da "tiranno", in seguito è stato criticato aspramente da molti, per non aver lasciato la vittoria ai fuggitivi.
Credo che nel ciclismo, come nello sport in generale, si debba cogliere ogni possibilità di vittoria a qualsiasi costo! Non a caso ho sempre storto il naso quando nei Grandi Giri si vedono gli accordi tra i fuggitivi " Io vinco la tappa / tu metti la maglia di leader ". Io sono per la filosofia di ottenere tutto quello che si può portare a casa oggi, perché domani non si sa cosa ci può riservare il destino.
A conferma di questo, oggi, durante l'ultima tappa della Parigi-Nizza, Roglic è caduto 2 volte e le squadre dei rivali in classifica hanno spinto al massimo per non farlo rientrare in gioco e per far sì che perdesse la maglia di leader.
Stamattina lo sloveno si è svegliato al comando della classifica generale e con la maglia gialla in tasca, poche ore più tardi, all'arrivo (dove è giunto con 4' di svantaggio dai rivali) si è ritrovato fuori dalla top ten.
Dopo la delusione di oggi, la sua e quella della squadra che ha lavorato tantissimo, sicuramente Roglic ripenserà alle 3 tappe vinte per digerire l'amarezza e si dirà: "ho fatto bene a non regalare la tappa di ieri!" E difficilmente regalerà ancora qualcosa...

Il ciclismo buono e il ciclismo cattivo
15 marzo 2021 21:16 sbunda
Ma dai non esiste! La corsa è corsa e poi è un lavoro! Figurati se si mettessero a far sti calcoli pure in una corsa di 6 tappe! Che noia!

uhmmm
16 marzo 2021 08:22 kristi
ma ?? i tempi in cui ci si spellava le mani di applausi , e le lngue in sdolcinati apprezzamenti per i vari indurain , pantani pure armstrong "a volte" lasciavano la tappa al carneade di turno ??...l unica cosa diversa oggi siamo noi/voi digitatori folli col gusto della provocazione . inebetiti da una societa che premia chi schiaccia il secondo . lo sconfitto , il meno pronto.....io PERSONALMENTE CONTINUERò ad apprezzare certi gesti S P O R T I V I . e il gruppo alla PA/NI di ieri attaccando un caduto di primo piano ha proprio voluto dare questo tipo di segnale

malori
16 marzo 2021 08:27 kristi
certo capisco le parole di adriano malori ...buon cronomen italiano , ma che ha vinto davvero pochino , e vuoi anche per sue caratteristiche tecniche mai si è trovato nella situazione che cosi diligentemente ha voluto commentare .quando leggete e condividete articoli o post ...usate spirito critico

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