ELEZIONI FEDERALI. VIVIANI: «IO? SONO UN ESPERIMENTO DI COOPERAZIONE TRA TECNICI E CENTRO STUDI»

POLITICA | 20/02/2021 | 08:05

All'avvio della stagione che porta verso le Olimpiadi di Tokyo, Elia Viviani esprime il suo pensiero sulla candidatura di Daniela Isetti e ricorda l'inizio del percorso che lo ha portato all'oro alle Olimpiadi di Rio 2016 con un pensiero anche verso il proprio percorso di crescita, andato di pari passo anche con lo sviluppo del Centro Studi FCI.


Elia Viviani lo fa ricordando l’inizio del percorso che lo ha portato a Rio 2016: «Il mio oro Olimpico di Rio - ricorda oggi Viviani - è nato anche dalla combinazione tra il lavoro dei CT, dei tecnici e quello del Centro Studi. Io sono stato il primo “esperimento” e, oggi, i risultati dei ragazzi più giovani di me dimostrano che non è stata solo una generazione fortunata. Il Centro Studi aiuta la FCI a stare al passo con il ciclismo moderno, che non è più come una volta ma è fatto di programmazione, numeri, aerodinamica”.


Da qui anche la positiva valutazione sulla candidatura dell’attuale Vice Presidente Vicario FCI: “Daniela Isetti ha dimostrato in questi anni di essere una donna capace di prendere in mano la situazione e di raccogliere un testimone importante. Daniela ha la grande qualità di saper ascoltare: ti incoraggia a esprimere la tua opinione serenamente, senza incutere timore. È sempre stata un supporto continuo e affidabile per gli atleti, per le Nazionali, per gli eventi, non sono per noi professionisti ma per Giovanissimi, Esordienti e tutte le categorie giovanili, bmx, mtb e le altre discipline del ciclismo”.

Elia Viviani, che nel 2020 ha partecipato anche ai Corsi da Maestro Istruttore FCI e Tecnico Allenatore di 2° livello promossi dal Centro Studi FCI e dedicati esclusivamente agli atleti attualmente in attività, ritorna anche a parlare dei quattro anni tra Londra e Rio: “Dopo la batosta di Londra 2012, ho dato la mia disponibilità al progetto con Marco Villa e i tecnici della Nazionale e da quel lavoro, fatto per arrivare al 100% a Rio 2016, abbiamo ottenuto un Oro Olimpico memorabile. Un risultato che ha dato certezze a tutti noi e ci ha fatto capire di aver scelto la strada giusta. Ma di quel percorso oggi non resta solo la medaglia: c’è un gruppo di lavoro, un metodo, un risultato storico che ha portato interesse verso il nostro sport. Non possiamo più dire “Elia ci è riuscito perché è Elia”: quell’oro lo abbiamo costruito lavorando insieme, giorno dopo giorno. Ecco perché il mio giudizio sul Centro Studi non può che essere ottimo”.

Il ragionamento di Elia Viviani non si ferma alla propria attività: “Dietro noi professionisti che abbiamo maggiore visibilità, mi piace ricordare che i tecnici del Centro Studi passano giornate intere a fare i test a centinaia di giovani, per il Progetto Talento o per i test metabolici funzionali, per capire potenziale e attitudini di ognuno, e da lì si comincia il monitoraggio, che è importantissimo. Abbiamo capito la necessità di sapere sempre cosa fanno i ragazzi della Nazionale quando si allenano a casa: si può seguire così la preparazione di un atleta in modo controllato, anche se a distanza. Anche questo è uno step importante ma significativo del ‘sistema-squadra’ che si è creato e che porta tutti a lavorare al meglio e ottenere risultati”.

Un modello di lavoro che secondo Elia Viviani funziona per il settore pista e per il settore strada, che lui frequenta con successo su entrambi i fronti, e che può essere un punto di partenza su tutti i territori e per tutti i settori e discipline: “Non dobbiamo essere gelosi di questo modello, ma far sì che possa essere declinato anche su tutti i territori e tutte le discipline. Se parlo di pista, settore che conosco meglio, posso dire che tutti i velodromi all’aperto sono attivi e devono funzionare perché sono un bacino che non possiamo perdere per allargare la base di atleti competitivi”.

E ancora: “Sono d’accordo con Daniela Isetti sulla necessità, anche per bmx e fuoristrada, di avere un Centro Federale come quello della pista, oltre a un ‘dislocamento’ diffuso in tutta Italia per agevolare le persone e i Comitati territoriali a fare gruppo, anche tra discipline diverse. Tornando sempre a esempi dalla pista, che conosco bene: a me fa piacere oggi vedere atleti della bmx fare lavori specifici su pista allenando le partenze da fermo: pista e bmx sembrano discipline molto diverse tra loro, ma ogni settore ha caratteristiche in comune con gli altri, oltre al comune denominatore della bicicletta che non è più solo agonismo, ma è un mondo intero che riguarda anche territorio, salute e mobilità”.

comunicato stampa

Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Il greco Nikiforos Arvanitou ha vinto la seconda tappa della Belgrade-Banjaluka in Bosnia. Nella volata finale il portacolori del Team United Shipping ha regolato il serbo Rajovic, della Solutione Tech NIPPO Rali che rimane saldamente al comando della classifica generale....


L’arrivo di Trento al Tour of the Alps 2026 ci consegna un bel corridore e un bel personaggio. Il tedesco Lennart Jasch è un classe 2000, ma nel ciclismo è relativamente giovane, perché fino al 2023 era un pattinatore su...


Il più cercato dopo l’arrivo di Trento al Tour of the Alps 2026 non è stato né Lennart Jasch né Giulio Pellizzari, bensì Federico Iacomoni, l’enfant du pays, il padrone di casa. L’atleta di Gardolo si è reso protagonista di...


Primo podio in maglia Lidl-Trek per Matteo Sobrero. L’atleta piemontese ha chiuso al 2° posto la tappa con arrivo a Trento del Tour of the Alps 2026, dimostrando di essere sulla via giusta verso il Giro d’Italia. «Non sapevo ci...


Gabriel Layrac si è aggiudicato la Oviedo/Benia de Onís, prima delle quattro tappe della Vuelta Asturias. Il 19enne francese della formazione Continental transalpina AVC Aix Provence Dole ha battuto allo sprint Miguel Heidemann, tedesco della REMBE rad-net, e lo spagnolo...


In un mercato ossessionato dall’aerodinamica, Zipp ricorda a tutti che le corse spesso si vincono ancora in salita ed è proprio per gli scalatori che vengono realizzate le nuove ed iconiche ruote Zipp 202 NSW, un prodotto moderno e performante che...


Impresa solitaria di Lennart Jasch nella quarta tappa del Tour of the Alps 2026. Il venticinquenne tedesco della Tudor è entrato nella fuga di giornata, ha gestito la corsa con intelligenza, ha tentato di staccare gli avversari sulla salita di...


Avendo avuto modo di conoscere nelle ultimissime stagioni i colori e la realtà della Quick Pro, l’annuncio della firma di Riccardo Lucca (ufficializzata lo scorso febbraio) non poteva non colpirci. Trattandosi di una formazione estone precedentemente affiliata in Mongolia...


Alla sua prima partecipazione alla Freccia Vallone, Cian Uijtdebroecks ha chiuso al 31° posto, un risultato che va letto soprattutto alla luce dell’esperienza accumulata in una corsa che, per caratteristiche, non sembra ancora perfettamente cucita su di lui. Il giovane...


Nel ciclismo contemporaneo la precocità non basta più. Un giovane può stupire, vincere una corsa, entrare nel racconto mediatico e poi rientrare nella normalità statistica. Per distinguere una promessa da una realtà occorre allora misurare non solo “quanto” vince, ma...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024