GAVAZZI. «PRONTO AD INSEGNARE AI GIOVANI. IL SOGNO? UNA TAPPA AL GIRO...»

INTERVISTA | 01/01/2021 | 08:00
di Giorgia Monguzzi

Il covid non ha fatto sconti a nessuno, ha stravolto completamente il calendario 2020 ed ha creato non pochi problemi in tutte le squadre. Per Francesco Gavazzi non c’è stata solo la pandemia a creare dei grattacapi, ma anche la rottura definitiva con l’Androni Giocattoli Sidermec. Per l’atleta valtellinese è stata una stagione da dimenticare, meno di 15 giorni di gare nelle gambe e l’impossibilità di dimostrare il suo valore. La Eolo Kometa, la giovanissima squadra di Ivan Basso e Alberto Contador, è arrivata a bussargli alla porta per un progetto tutto nuovo e  un’avventura ambiziosa. Gavazzi ha ripercorso con noi il suo 2020 con uno sguardo al futuro e raccontandoci le sue prossime sfide.


Il 2020 è stato un anno difficile per tutti, in particolar modo per te. Come lo hai vissuto?


«Professionalmente parlando penso che sia stato l’anno più brutto in assoluto perché la mia stagione non è mai decollata. Sono partito con il Trofeo Laigueglia e il Rwanda, poi è arrivato il lockdown. Con la ripresa mi sono sempre allenato, ma ho fatto pochissime gare, non so nemmeno se ho raggiunto 15 giorni di corsa. Quando ho scoperto che non avrei fatto nemmeno il Giro d’Italia, ho tirato un po’ i remi in barca, ormai i rapporti con la squadra erano rotti, la mia ultima corsa è stata il memorial Pantani».

Sei arrivato nel team Androni nel 2016 e con questa squadra ti sei tolto anche delle belle soddisfazioni, poi cos’è successo?

«I miei 4 anni in Androni sono stati veramente belli, ho conosciuto persone che per me sono diventate importantissime e ho avuto giovani compagni di squadra come Bernal che sono passati nel World Tour e stanno dimostrando grandi cose. È stato un ciclo che forse un po’ si è concluso con la stagione scorsa, poi sono iniziate le divergenze e quando hanno annunciato la formazione del Giro ho capito che per me non ci c’era più posto. È difficile dire chi abbia veramente ragione perché ognuno vuole dire la sua, ma è una pagina che ormai ho girato e non mi rimane altro che guardare avanti».

Poi però è arrivata la Eolo Kometa…

«Quando Ivan Basso mi ha contattato è cambiato un po’ tutto, avendo la certezza dell’anno prossimo ho ricominciato ad allenarmi sul serio. Avevo pensato al 2020 un come mia ultima stagione nel professionismo, ma dopo 14 anni non voglio lasciare in questo modo senza nemmeno correre».

Qual è il tuo obiettivo per il 2021?

«La cosa principale è capire se posso essere ancora competitivo, mi piacerebbe partecipare al Giro, per il momento non abbiamo notizie ma ci sono delle buone possibilità che potremo essere della partita, sarebbe una bella soddisfazione per la squadra e un premio per questo progetto. Sinceramente non so ancora se il 2021 sarà il mio ultimo anno, ma sono sicuro che una volta che smetterò mi dedicherò ad altro, non mi ci vedo come direttore sportivo, però un sogno nel cassetto ce l’ho e anche bello grande: concludere la mia carriera vincendo una tappa alla corsa rosa».

Siete uno dei pochi team ad aver fatto un ritiro. Quali sono le tue prime impressioni?

«Abbiamo fatto due settimane di ritiro in Spagna e la squadra mi ha subito colpito. È un progetto giovanissimo ma molto ambizioso, hanno tanti programmi ma sanno anche come realizzarli, ci sono tutte le carte in regola per fare una stagione veramente interessante. Molti corridori li conosco già e so come lavorano, Manuel Belletti in particolare è un amico intimo, veniamo dalla stessa vicenda ed entrambi cerchiamo il riscatto, in corsa ci intendiamo al volo e questo potrà essere un fattore a nostro vantaggio».

Quale sarà il tuo ruolo in squadra?

«La squadra ha contattato sia me che Belletti un po’ per lo stesso motivo, siamo uomini di esperienza, ma abbiamo ancora molto da dare. Il mio ruolo sarà quello di essere un po’ un punto di riferimento per i molti giovani in squadra, molti sono neoprofessionisti e penso che sarà molto importante avere una figura che possa dare anche dei consigli. Tra i ragazzi più interessanti ci sono Ropero, che ha vinto una tappa al Giro Under 23, e Fancellu che farà vedere molte cose, senza dimenticare giovani come Albanese e Ravasi che sono professionisti da alcuni anni ma hanno ancora molto da dimostrare».

 

Quest’anno abbiamo assistito ad un vero e proprio cambio generazionale. In Italia ci sono giovani che potranno veramente fare la differenza?

«da quando sono passato professionista il ciclismo si è evoluto. Ora in gruppo c’è più anarchia, tutti vogliono stare davanti, si guarda più ai watt che alla sensazioni.  Molti giovani quando passano nella maggiore categoria sono già fortissimi, mentre a noi serviva qualche anno per carburare e certamente il covid ha rivoluzionato un po’ tutto. Al momento è difficile tenere testa a gente come Evenepoel, Van der Poel e Van Aert, ma abbiamo corridori comunque molto validi. Tra i giovani conosco molto bene Andrea Bagioli, spesso ci alleniamo insieme e a mio avviso nei prossimi anni regalerà molte soddisfazioni ai tifosi italiani. »

 

Che consigli ti senti di dare a tutti questi giovani?

«direi di impegnarsi al 100%, non avere paura a fare sacrifici, allenarsi e avere sempre la concentrazione perché il ciclismo è uno sport che non perdona ma dà molte soddisfazioni. Andare in bicicletta è una scuola di vita soprattutto per quando si decide di non correre più.  Questo sport aiuta più di tutti a soffrire e  a  non arrendersi, ora che sono in questo ambiente da diversi anni mi rendo conto che tutti i sacrifici che ho fatto li ripeterei, vivere facendo quello che ci piace è un lusso e dovremmo renderci un po’ più conto di quando siamo fortunati»

 

 

 

 

Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Correre in Italia per diventare un campione del ciclismo. È quello che accadde a Soren Lilholt, ciclista danese di tante belle speranze lanciato, come molti suoi connazionali, da Ivano Fanini. Per Lilholt il trasferimento in Toscana segnò un cambiamento radicale:...


Gulp! Mentre va in scena il Tour du Faso, decana (37ª edizioni) delle corse ciclistiche africane, l’indiscrezione offerta dal solitamente ben informato sito africarising riguarda il calendario del 2027. Già, perché si annuncia una sorprendente, salutare avanzata in termini di...


È tornato a Empoli dove risiede accolto con entusiasmo da chi lo conosce e lo stima. Andrea Biancalani, ciclista ventiseienne, da cinque anni nel team emiliano Beltrami TSA Tre Colli ha vissuto un 2026 straordinario e indimenticabile. Tre vittorie su...


Saranno nove i protagonisti del 22° Premio Coraggio e Avanti che chiuderà domenica 29 novembre la due giorni presso il convento di Santa Lucia alla Castellina (Sesto Fiorentino) sede del Centro Spirituale del ciclismo e del Museo Filotex, la cui...


La Corte Nazionale di Appello Antidoping ha ridotto da otto anni a sei mesi la squalifica di Marco Moretto (nella foto a sinistra), presidente della società ciclistica Team Salus Seregno. Il ricorso è stato accolto solo in parte: cade l’accusa...


Si diradano le nuvole nerissime che da settimane stavano avvolgendo in maniera sempre più preoccupante la TotalEnergies. Data da tanti come vicina alla chiusura viste le perduranti difficoltà nel reperire nuove risorse e nuovi partner, la squadra francese ha alla...


Può un baselayer diventare determinante per il comfort di ogni uscita in bici? Sì, e il discorso vale davvero per ogni stagione. Tante volte in estate non indossiamo l’intimo tecnico perché pensiamo che faccia troppo caldo, per ritornare ad usarlo...


La seconda prova del Superprestige di Ciclocross, disputata in notturna a Middelkerke, in Belgio, ha visto il predominio dei padroni di casa nella gara maschile elite. A conquistare il successo è stato il belga Joran Wyseure (Crelan-Corendon), autore di...


La squadra che, ancora fino a fine anno, si chiama Team Polti VisitMalta, in attesa di capire il nuovo assetto e la nuova veste dopo l'ingresso in società di Ukyo Katayama al fianco di Ivan Basso e i fratelli Contador,...


Sono 21 gli atleti convocati dal Commissario Tecnico Daniele Pontoni per i Campionati Europei di Ciclocross, in programma sabato 7 e domenica 8 novembre a Zeddam, nei Paesi Bassi. La Nazionale italiana si presenta all'appuntamento continentale forte degli ottimi risultati...


TBRADIO

-

00:00
00:00
SONDAGGIO
OSCAR TUTTOBICI 2026. SCEGLIETE IL MIGLIOR TECNICO ITALIANO DELL'ANNO
Dodici candidati, tocca a voi assegnare il Gran Premio Fondazione Iseni y Nervi





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra