Caso Di Luca: ecco le conclusioni di accusa e difesa

| 16/04/2008 | 13:16
Riferire di un dibattito che ryota attorno a termini medici e allo scontro tra periti non è facile, ma cri proviamo, cercando di fornire a chi legge gli elementi per capire. Nelle conclusioni della perizia, lette dal presidente del Gui Plotino, è scritto che «appare difficile poter affermare con certezza come e con quale modalità siano state diluite le urine, se per via orale o via endovenosa, alla luce dell'incertezza relativa alla quantità di liquido ingerita al momento del controllo». E ancora: «I liquidi che Di Luca dice di aver assunto non possono spiegare la diluizione osservata nel campione di urina numero 9, oggetto del procedimento». Il consulente tecnico della difesa, Giuseppe Remuzzi ha ribadito che «la presunta anomalia è stata causata unicamente dall'assunzione di un litro e mezzo di acqua: bere è il sistema più rapido e se non c'è stato tempo di bere non c'è stato tempo di fare pratiche infusive, che non portano quasi mai a diluizione così spinte, perché è l'acqua e soltanto l'acqua che porta a questi risultati». Questa affermazione ha fatto scattare il professor Ercole Brunetti, uno dei componenti del Gui: «Lei sta dicendo questo dal punto di vista medico? Lo sento oggi per la prima volta in vita mia». I periti hanno poi precisato che esistono tipologie di soluzioni «molto più efficaci, come quella glucosata e che l'infusione endovenosa nell'arco delle tre ore è assolutamente possibile, tuttavia non c'è nessun dato che ci dice che ha bevuto o che ha fatto infusione endovenosa». Nella perizia viene completamente esclusa l'infusione di plasma, incapace secondo i tre esperti di causare il tipo di diluizione urinaria riscontrata in Di Luca: era stata la Procura del Coni a parlare di plasma nel corso dell’udienza precedente. Per la difesa ha parlato anche il professor Costanzo Moretti, che ha sottolineato come la diluizione urinaria «può essere condizionata dallo stress e da fattori neuroendocrini». Quindi, è stato il momento delle conclusioni delle parti. Per la procura ha parlato sempre Fabio Filocamo. «Le conclusione dei periti sono estremamente chiare e nette: i liquidi ingeriti dall'atleta, circa un litro in 15 minuti, ma il doppio sarebbe stato uguale, non possono spiegare la diluizione osservata nel campione urinario. Hanno riscontrato una anomalia, così come l'ha riscontrata il laboratorio antidoping di Roma. Abbiamo ascoltato che altre possibilità di diluire l'urina ci sono, e che ci sono pratiche dopanti purtroppo praticate da alcuni atleti. Nel processo sportivo è impotante cosa supporta la versione della difesa, e se è fondata e sostenibile e porta prove a proprio favore. Altrimenti la tesi accusatoria è fondata. La nostra tesi è assolutamente verosimile, l'accusa è circostanziata e di per sé sufficiente a fondare un giudizio di sanzione. Resta la conferma che qualcosa di diverso dall'ingestione dell'acqua è stato fatto: vuol dire che è stato fatto ricorso a un metodo proibito». L'avvocato Federico Cecconi, difensore di Di Luca, ha criticato il fatto che la procura, nel corso di vari mesi, abbia ipotizzato diversi tipi di metodi proibiti a cui il ciclista si sarebbe sottoposto. Il legale ha sottolineato alcune delle conclusioni a cui è arrivata la perizia: «la diversità di peso specifico urinario legata ai termini di dosaggio impiegati, le anomalie nei valori steroidei non legate a pratica proibita e la negazione della tesi dell'infusione di plasma. In più, non dobbiamo far riferimento al quantitativo di acqua ingerito nei 15-20 minuti precedenti al secondo controllo, ma a tutto ciò che è stato fatto nelle tre ore precedenti, compatibile con un comportamento lecito. I periti scrivono poi che "alla luce dei risultati sopracitati e delle prove documentali appare difficile poter affermare con certezza come e con quale modalità siano state diluite le urine dell'atleta». prima di ritirarsi in camera di consiglio, il presidente Plotino ha detto che «non è possibile fare alcuna previsione sull'ora in cui verrà letto il dispositivo della sentenza».
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