GATTI&MISFATTI. FABRIZIO GUIDI, UN UOMO

GIRO D'ITALIA | 16/10/2020 | 18:11
di Cristiano Gatti

Non sappiamo ancora come il Giro finirà, se finirà, dove finirà. Ma a Monselice io vedo e ascolto un tizio che da parte sua l'ha già vinto, a mani basse, per distacco, una spanna su tutti. Mi tolgo il cappello e solennemente applaudo, invitando tutti quanti a una standing-ovation: signor Fabrizio Guidi, grazie e complimenti per la prova magistrale di coraggio e di lealtà.


Non è così frequente trovare uomini a schiena dritta, al Giro e non solo al Giro. Non è facile perchè in questo sporco mondo conviene strisciare, giocando abilmente di calcolo e opportunismo, servendo qualcosa o qualcuno, a testa bassa, senza alzare mai il ditino. Gli scaltri della vita chiamano questa tecnica esistenziale “saper stare al mondo”, nella variante “fatti furbo”. Lo insegnano anche ai loro figli, subito, prima ancora delle elementari.


Evidentemente, Fabrizio Guidi è sfuggito a questa educazione ruffiana e pidocchia, preferendo imboccare la strada scomoda e tortuosa della verità, che porta un certo genere di uomini a usare la propria testa, a seguire la propria coscienza, a stabilire certe priorità.

Non credo che nemmeno Fabrizio sia santo ed eroe, perchè siamo tutti peccatori. Ma davanti a una grana per niente simpatica, che mette di fronte a muso duro la sua squadra (Education First, tutto un programma) e il Giro d'Italia, senza badare tanto a calcoli e convenienze imbocca subito la direzione della sincerità e del coraggio. Cioè la direzione che potrebbe terminare, là in fondo, persino con un siluramento, o comunque con i pugni sul tavolo dei datori di lavoro.

Non c'è bisogno di riassunti troppo prolissi, più o meno sappiamo com'è la questione: la squadra scrive una lettera ai potenti del ciclismo chiedendo in sostanza di chiudere qui il Giro, per mancanza di sicurezza. Naturalmente, lo stile è quello che prevede chi sa stare al mondo: alle spalle, di nascosto, scavalcando il Giro stesso. Ed è subito fungo atomico.

In questo simpatico clima da guerra mondiale, con Uci e Federazione italiana schieratissime dalla parte di Vegni e del suo disperato tentativo di portare il Giro fino a Milano, a suon di tamponi, in questo simpatico clima un manager italiano della squadra ammutinata, nove su dieci, troverebbe comodo accucciarsi in ultima fila, travestirsi da  pianta grassa e magari tuffarsi in un barile, così da sguazzarci come un pesce in.

Non Guidi. Incredibile a dirsi e a vedersi, il manager italiano di una squadra ammutinata non corre a nascondersi, non si volatilizza nella boscaglia, ma anzi viene in prima fila e dice per filo e per segno quello che pensa, chiaramente, senza acrobatici giri di parole, senza rumore di unghie sullo specchio: “La mia squadra ha avuto troppa fretta. Il Giro sta facendo tanti sforzi e non merita di essere martellato a questo modo. Hanno ragioni i colleghi a risentirsi. Io al Giro devo tutto e sono qui per finirlo. Dobbiamo abbassare i toni e continuare per il bene del ciclismo”. Eccetera, eccetera.

Non aggiungo molto di più. Stringo idealmente la mano a un uomo, nel vero senso della parola, e sinceramente lo ammiro. Può darsi che mentre io scrivo queste cose l'abbiano già spianato pancia in giù sul cofano dell'ammiraglia e a turno i vertici del suo team lo stiano frustando con il gatto a nove code. Al momento non risulta ufficialmente. La mia speranza è anzi che dopo averla fatta fuori dal vaso quegli stessi vertici imparino ad apprezzare la grande fortuna che si ritrovano, cioè una guida tecnica e morale così speciale. Dall'aria che tira, da come va il mondo, temo invece che come minimo Fabrizio Guidi vada incontro a qualche grana aziendale, per usare un eufemismo. D'altra parte, queste cose si sanno già in partenza, quando si scelgono certe mosse.

Eppure Fabrizio Guidi non ha fatto una piega e ha tirato dritto, mettendoci la faccia fino in fondo, senza stare troppo a pesare le conseguenze.

Il Giro d'Italia, tutto il popolo del Giro d'Italia, non vede l'ora di applaudire il vincitore finale della corsa. Ma nel momento delle acclamazioni io non dimenticherei neppure questo stravagante vincitore di una classifica prestigiosa, dopo tutto la più prestigiosa, proibita a molti: la speciale classifica dignità.

Copyright © TBW
COMMENTI
Bravo FABRIZIO
16 ottobre 2020 18:41 libero pensatore
Concordo pienamente con Cristiano Gatti.

giro d'italia
16 ottobre 2020 21:20 italia
Secondo me l'atteggiamento della EF fa parte di una strategia per togliere il Giro dall'Italia; per qualcuno che comanda non è concepibile che un'eccellenza come il Giro si svolga in Italia; è iniziata una manovra per screditarlo per poi farlo cedere; fateci caso che fino a qualche anno ciclismo voleva dire Italia poi piano, piano non c'è più una squadra italiana nel Word Tour, il giornale organizzatore al vincitore di tappa concede in prima pagina uno striminzito trafiletto, i telegiornali non ne parlano minimamente; ho notato che moltissima gente segue questo sport , ma se ne vergogna di dirlo o manifestarlo perché in pieno conformismo, capisce che esso è inviso al regime.
Da appassionato preferisco un giro degli Usa piuttosto che vedere che questa eccezionale manifestazione trattata dai mass media ,dai politici in questa maniera. Saluti

Xitalia
16 ottobre 2020 23:09 limatore
Incomprensibile il tuo pensiero. Giustificato solo che è fatto dopo cena

Xlimatore
16 ottobre 2020 23:40 italia
Non mi sorprende che per te le mie argomentazioni sono incomprensibili; per capirle ti consiglio di andare da un oculista (ma uno bravo) e poi farti un paio d'occhiali ( ma quelli di marca) così potrai, forse, vedere le cose oltre il tuo naso.

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Jasper Philipsen approccia nel migliore dei modi la Milano-Sanremo di sabato trovando la prima vittoria stagionale sulle strade della Nokere Koerse. Il belga dell’Alpecin-Premier Tech, ancora senza successi prima di oggi, ha battuto allo sprint Jordi Meeus (Red Bull-BORA-hansgrohe)...


La nuova Lyra di Fizik è una scarpa da strada versatile, un prodotto che unisce prestazioni e comfort duraturo per soddisfare le esigenze di un atleta moderno sia nelle gare che nelle uscite quotidiane. Con una silhouette elegante e una...


L'Italia della Sanremo perde uno dei suoi protagonisti più attesi: Jonathan Milan. Il breve comunicato emesso dalla Lidl Trek recita: «Purtroppo, Jonathan Milan è stato colpito da un malanno al ritorno dalla Tirreno-Adriatico ed è stato costretto a prendersi una...


Il gravel evolve, le velocità aumentano, i percorsi si fanno più duri e le necessità cambiano. Nascono così le Fulcrum Sharq GR e Soniq GR, due nuove ruote progettate per il Gravel Race, dove si corre forte su terreni impegnativi con coperture generose. Sharq...


Lo aveva promesso alla partenza. Era un arrivo adatto alle sue caratteristiche e così è stato: Tom Pidcock firma l'edizione 107 della Milano-Torino con uno scatto bruciante a 600 metri dalla conclusione e strapazza tutti. Alle sue spalle il norvegese...


Un lampo multicolore sulle strade belghe Lotte Kopecky, fasciata nella divisa della SD Worx Protime, ha vinto sulle strade di casa la Nokere Koerse precedendo l’olandese Charlotte Kool (Fenix-Premier Tech) e l’irlandese Lara Gillespie (UAE Team ADQ). Un grande segnale della belga...


Tra 10 giorni al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci andrà in scena il convegno del Centro Ricerche Mapei Sport 30 anni di Mapei Sport: viaggio nelle esperienze sportive del centro ricerche tra passato, presente e futuro.Nel cuore di Milano il...


Le classifiche di categoria tornano protagoniste alla Nove Colli e diventano ancora più accessibili: da quest’anno saranno disponibili in tempo reale direttamente su WhatsApp. Durante tutta la manifestazione, i partecipanti potranno contare su un nuovo servizio pensato per accompagnarli passo dopo...


Centocinquant'anni di storia del ciclismo sublimati in un'ora di aneddoti e considerazioni attorno alla Milano-Torino, nella confortevole sala della Cineteca Metropolis di Paderno Dugnano. Con la conduzione del nostro direttore Pier Augusto Stagi, su organizzazione della nostra storica firma (e...


Dopo 15 anni da autentica "bandiera" di casa Bora Hansgrohe, dalla scorsa stagione Cesare Benedetti è uno dei direttori sportivi dello squadrone Red Bull: stamattina abbiamo fatto con lui al telefono una panoramica sul team, di cui potete sentire intanto...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024