LINEA VERDE. LORENZO MURA, IL SARDO CHE AMA NIBALI

JUNIORES | 06/06/2020 | 07:38
di Danilo Viganò

Viene da Olbia uno fra i giovani più interessanti della Sardegna. Parliamo di Lorenzo Mura, diciotto anni compiuti, con alle spalle una bella lista di successi dei quali quattro conseguiti nella passata stagione, la prima con gli Juniores. Bicampione regionale, crono e strada rispettivamente a Olbia e Bottidda, Mura si è inoltre affermato sui traguardi di Siniscola, in provincia di Nuoro, e a Tula nel Sassarese.


«La mia specialità preferita è la salita, ma vado bene anche in pianura, un po’ meno in volata. Tra ciclismo e scuola, tra riposo e divertimento, passo il resto del mio tempo attorno ai motori, una passione che mi affascina fin da quando ero piccino».


Mura tifa Vincenzo Nibali, si ispira a Chris Froome, conosce a mala pena il suo corregionale Fabio Aru dal quale non è particolarmente attratto, ovviamente dal lato squisitamente sportivo. Nato all’ospedale di Varese ma solo perché i genitori in quel periodo lavoravano in Lombardia, Lorenzo si è avvicinato al ciclismo grazie alle lusinghe di un amico che lo ha convinto a pedalare all’interno di una palestra.

«Amo l’atmofsera delle corse, il pubblico, il percorso, in particolare quello che non ti dà respiro, le salite. Purtroppo in Sardegna l’attività è quella che è, le gare sono promiscue, juniores e allievi gareggiano assieme, credo che questa regola sia oramai obsoleta. Nel nostro territorio è spesso un ciclismo ignorato, dimenticato».

Sardo di Olbia, città nota per la Basilica medievale di San Simplicio, e anche perchè vi risiede l’ex professionista Stefano Usai, il giovane sardo vive con il padre Salvatore e la madre Aldina infermieri entrambi, lui in ambulanza, lei nel Centro Salute Mentale della città. Lorenzo ha un fratello più grande, Stefano, ex ciclista, ora impegnato nel campo della nautica navale. Mura, che pesa 60 chilogrammi distribuiti in 171 centimetri di altezza, frequenta l’Istituto Tecnico Statale “Attilio Deffenu” di Olbia indirizzo informatica. Corre per la società Terranova-Cicli Fancello del presidente Giovanni Usai, che da quest’anno è gemellata con il GS Massì Supermercati, team della Bergamasca diretto dall’ex professionista Walter Clivati, e del manager John Cattaneo.

Cosa ne pensi del momento del ciclismo italiano?
«Lo vedo un pò in discesca per mancanza di tesserati, soprattutto in Sardegna».

A quale età hai cominciato a correre?
«A 9 anni per la Terranova Cicli fancello, avevo una bici FRW nera».

Il più forte corridore di tutti i tempi?
«Uno su tutti, Eddy Merckx».

Quale altro sport ti piacerebbe praticare?
«Il motocross, adoro i motori».

I tuoi peggiori difetti?
«Sono timido».

Il tuo modello di corridore?
«Chris Froome, ma seguo molto Nibali».

Cosa leggi preferibilmente?
„Biografie in generale».

Cosa apprezzi di più in una donna?
«La bellezza».

Cosa cambieresti nel ciclismo di oggi?
„Andrebbero riviste certe restrizioni soprattutto in Sardegna, allievi e juniores non devono gareggiare in promiscuità».

Piatto preferito?
«Pizza»

Attrice o attore preferito?
«Non sono appassionato di cinema».

Chi è il tuo collega più simpatico?
«Tutti quelli della mia squadra, anche i cicloamatori».

Sei religioso?
«Sì, ma non sono praticante».

Paese preferito?
«Mi affascina l'Inghilterra».

Cosa vorresti che si dicesse di te in particolare?
«Che sono un ragazzo umile».

Hobby?
«La meccanica».

La gara che vorresti vincere?
«Giro d'Italia».

Ti senti in debito con qualcuno in particolare?
«No».

Quale sarà il tuo obiettivo al rientro nelle gare?
«Vincere il più possibile».

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