L'ORA DEL PASTO. RESISTENZA CASALINGA? PERLE D'ARCHIVIO - 14

STORIA | 26/03/2020 | 08:05
di Marco Pastonesi

 


Me l’aveva raccontata, ma quella mattina, domenica 2 giugno, a Verona, al raduno di partenza dell’ultima tappa, presi solo questo appunto: Bruno Vicino, Trento-Barzio, Giro d’Italia 1979. Così l’altro giorno gli ho telefonato. E me l’ha raccontata ancora (e questa è la quattordicesima puntata).


“Giro d’Italia 1979, sabato 5 giugno. Diciottesima (diciannovesima contando il cronoprologo) e penultima tappa, la Trento-Barzio, ufficialmente 245 chilometri, anche se a me sembra di ricordarne una quarantina in più, in programma anche tre salite, Tonale, Aprica e Tartavalle, in salita anche l’arrivo. Correvo per la Gbc-Galli-Castelli, squadra belga, io l’unico italiano. Eravamo rimasti in quattro.

Alla partenza Francesco Moser, con aria di complicità, mi rivelò: ‘Visto che sei da solo, davanti al mio negozio c’è un traguardo a premio, 500 mila lire’. Pronti-via, scattai, il gruppo si aprì, nessuno mi inseguì. Due o tre chilometri a tutta, ma quando passai davanti al negozio delle biciclette Moser, non vidi né lo striscione né i giudici. Pensai che forse Francesco si riferiva non al nuovo negozio alle porte di Trento, ma a quello vecchio, che si trovava a San Michele Adige a una quindicina di chilometri. E siccome nessuno mi veniva dietro, tenni duro. Ma quando passai davanti al vecchio negozio delle biciclette Moser, non vidi né lo striscione né i giudici. E a questo punto non sapevo più che cosa pensare. Però avevo già un minuto e mezzo di vantaggio sul gruppo, sulla sinistra si imboccava la Val di Sole, tanto valeva continuare. ‘Ormai che ci sono’, mi dissi, ‘vado avanti con il mio passo tranquillo, mi faccio vedere in tv, e pazienza se sul Tonale mi prenderanno’.

Il bello è che invece di perdere, guadagnavo. Sul Tonale avevo sei minuti di vantaggio, all’Aprica una quindicina, raggiunsi un massimo di una ventina. C’era di che sognare, c’era di che sperare. Campione italiano dilettanti, al terzo anno da professionista, nessuna vittoria ma – come si dice – c’è sempre una prima volta. Avevo ancora 18 minuti di vantaggio quando il motociclista, quello con la lavagna su cui erano scritti i distacchi (altro che radioline), mi si affiancò: ‘Ha detto Panizza di rientrare’. Quell’anno Miro Panizza era compagno di squadra di Moser alla Sanson. Con tutta la fatica che avevo fatto, e che stavo facendo, mi arrabbiai. E al motociclista risposi: ‘Digli di venirmi a prendere’.

Ma avevo anche chi mi incoraggiava. Era Antonio Maspes, il sette volte campione del mondo di velocità e c.t. della pista, che guidava la macchina con Belloni, non Tano Belloni l’eterno secondo, ma Piero Belloni, l’industriale della Termozeta, quello che aveva inventato la maglia ciclamino della classifica a punti. Mi mostravano un Rolex d’oro: ‘Se vinci, è tuo’. Poi, però, accadde un guaio: io beccai una tempesta di grandine, il gruppo - che seguiva a chilometri di distanza - solo acqua e vento. Risultato: io mi bloccai e il gruppo si scatenò, si frazionò, ai piedi dell’ultima salita si formarono quattro o cinque gruppettini, davanti tutti gli uomini di classifica, Saronni in maglia rosa e Moser che sperava ancora. Ma ero abbastanza morto. Inevitabilmente venni raggiunto, assorbito, inghiottito e... digerito. Per orgoglio cercai di resistere, pedalavo piano ma pedalavano, arrivai ancora con i primi. Vinse Amilcare Sgalbazzi, io fui diciottesimo. Però quell’avventura, nata per scherzo, rimane forse la più lunga fuga solitaria nel Giro d’Italia del dopoguerra. Che è pur sempre una grande soddisfazione.

Con Moser non ne parlai più. Il giorno dopo si correva l’ultima tappa, 44 chilometri a cronometro, da Cesano Maderno a Milano. Io, fra gli ultimi in classifica, partii fra i primi. Moser, secondo in classifica, partì penultimo. E non ci vedemmo. Il Giro finì. E quando ci incontrammo, non mi ricordo più quando, a un’altra corsa, lui fece finta di niente, e anch’io”.

GIA' PUBBLICATI

Puntata 1

Puntata 2

Puntata 3

Puntata 4

Puntata 5

Puntata 6

Puntata 7

Puntata 8

Puntata 9

Puntata 10

Puntata 11

Puntata 12

Puntata 13

 

 

Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Colpo di scena al termine della prova donne elite dei Campionati Europei di Ciclocross. Marie Schreiber, prima sul traguardo al termine di una tiratissima volata a due con la campionessa del mondo Lucinda Brand, è stata infatti retrocessa...


Aubin Sparfel si prende la corona continentale del Ciclocross. Il portacolori della Decathlon CMA-CGM Team ha conquistato il titolo europeo della categoria Under 23 al termine di una gara intensa e combattuta fino agli ultimi metri. Il talento francese...


Il Ristorante “La Casa dei Gelsi” di Cusinati di Rosà, in provincia di Vicenza, sarà domenica 8 novembre il meraviglioso scenario della 50^ edizione del Ritrovo delle Glorie del Ciclismo Triveneto voluto dall’Associazione che raccoglie i corridori appartenenti alle regioni...


Con la vittoria della belga Lentel Huys hanno preso il via a Zeddam, nei Paesi Bassi, i Campionati Europei di Ciclocross che si concluderanno nella giornata di domani. Il primo titolo continentale assegnato, quello riservato alla categoria donne juniores, è...


Restano in Emilia Romagna i modenesi dell’Ale CX Team che domenica 8 novembre saranno in gara a Casalecchio di Reno nel Bolognese. L’appuntamento è con la settima edizione della gara nazionale Ciclocross d’Autunno, valida come terza e penultima prova del...


Lutto tra le fila del ciclismo marchigiano. È arrivata la triste notizia della scomparsa di Emanuele Senzacqua: tesserato come giudice di gara nel 2006, ha ricoperto l'incarico di ispettore nazionale antidoping, fino a guidare come presidente la commissione regionale giudici...


Tadej Pogacar è il campione più forte del mondo, un dato questo che nessuno può mettere in dubbio. Ma quali sono i suoi valori? Quante ore dorme la notte durante un grande giro? Quanti sono i suoi battiti a riposo?Tutto...


Si sono sfidati molte volte nel corso della stagione e lo faranno ancora questa domenica. Li abbiamo visti confrontarsi alla Strade Bianche, al Tour de France, al GP de Montréal, ai Mondiali e poi a Il Lombardia: Paul Seixas e...


Correre in Italia per diventare un campione del ciclismo. È quello che accadde a Soren Lilholt, ciclista danese di tante belle speranze lanciato, come molti suoi connazionali, da Ivano Fanini. Per Lilholt il trasferimento in Toscana segnò un cambiamento radicale:...


Gulp! Mentre va in scena il Tour du Faso, decana (37ª edizioni) delle corse ciclistiche africane, l’indiscrezione offerta dal solitamente ben informato sito africarising riguarda il calendario del 2027. Già, perché si annuncia una sorprendente, salutare avanzata in termini di...


TBRADIO

-

00:00
00:00
SONDAGGIO
OSCAR TUTTOBICI 2026. SCEGLIETE IL MIGLIOR TECNICO ITALIANO DELL'ANNO
Dodici candidati, tocca a voi assegnare il Gran Premio Fondazione Iseni y Nervi





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra