GIANNI, MARCO, IO E QUEL PIATTO DI ALICI...

NEWS | 23/03/2020 | 11:05
di Gian Paolo Porreca

Quel sabato, il 5 giugno del '99, quel giorno della espulsione dal Giro di Marco Pantani in maglia rosa, le alici di 'Mario' ci aspettarono invano. Quel sabato che segnò in qualche modo, inutile negarlo, la fine del ciclismo, lo avevamo programmato per bene, 'Ci vediamo per pranzo, Paolo, dopo lo studio tuo a Barano e dopo i fanghi con mia moglie a Cavascura, ti va ?'.'Mi porti a mangiare due alici? E dopo ci godiamo il Giro e l'apoteosi di Marco, in televisione, all'Hotel Parco Smeraldo, perfetto?'.


Ma quel giorno, la perfezione dell'amicizia si scontrò con l'imperfezione di quel ciclismo da noi due tanto amato, e decantato, su giornali diversi, pure in quel buen retiro dei Maronti che Gianni (Mura, ndr) aveva eletto da qualche anno come suo romitaggio di giugno. 'Per preparare il Tour, sai, che grande idea che mi hai dato, ad insegnarmi Ischia, io che volevo portare mia moglie Paola a fare il termalismo ad Abano Terme, Ischia è un Eden, avevi ragione tu, ascoltateli sempre i napoletani...'.


E quel giorno, il sole del sabato che non filtrava più nella sala TV dell'albergo, ad assistere alla rappresentazione televisiva della più amara vicenda che lo sport recente rammenti, c'era solo il Biancolella di Marco Iacono, lo stomaco chiuso, a farci compagnia, nel tracollo di Pantani.
Non finiva certo Ischia, caro Gianni, quella Ischia che avresti ancora amato, di rifugio in rifugio, da 'Ida' alle 'Petrelle', da 'Stalino' a 'Neptunus',  ma in qualche modo si spegneva il cuore, qualcosa ci soffiava dentro.

Non avrei mai perdonato, lo sai, Pantani. Tu, molto più buono di me, in fondo sì. E forse ci allontanammo. Assistemmo certo, quel pomeriggio che diventava sera, quanta luce, 'andiamo a scrivere, Paolo?', come una clausola di congedo, alla fine di un amore.
Le alici di 'Mario' ci aspettarono invano, come le nostre certezze svanite.

E grazie ancora per quel libro segreto di poesie giovanili che mi lasciasti alla reception, da Domenico il portiere. 'Parole per', 1969. Altro che romanzi del 2000, il tramonto dell'età e del ciclismo predilige le poesie, che nessuno di te forse ricorda. Io sì.

E ti sia lieve, amigo, la sabbia miracolosa di Ischia.

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