LE STORIE DEL FIGIO. DA SUD A NORD, COPPOLILLO SEMPRE IN SELLA

STORIA | 25/02/2020 | 07:30
di Giuseppe Figini

 


Michele Coppolillo, validissimo professionista nelle stagioni dal 1991 al 2001, è indicato dagli annuari quale terzo corridore ciclista originario della Calabria approdato al professionismo e poi, come vedremo, seguito da un quarto.


L’hanno preceduto Giuseppe Canale, nato a Reggio Calabria nel 1934, scomparso nel 1982, con un anno di professionismo nella formazione dei giovani della San Pellegrino del 1959 e il compianto cosentino Giuseppe Faraca, nato a Cosenza nel 1959 e lì prematuramente scomparso nel 2016. Nella sua stagione d’esordio nella categoria maggiore, il 1981, Giuseppe “Pino” Faraca, si aggiudicò la maglia bianca di miglior giovane militando nella formazione dell’Hoonved-Bottecchia diretta da Dino Zandegù. La sua promettente carriera è stata assai limitata da guai fisici e, negli anni dopo il ciclismo, ha gestito un negozio di biciclette, riferimento per gli appassionati cosentini, e si è ritagliato pure uno spazio importante per la sua passione, la pittura, ottenendo numerosi riconoscimenti.

E’ seguito poi Roberto Sgambelluri, nato a Melito Porto Salvo nel 1974 e cresciuto a Siderno, con eccellente carriera fra i dilettanti non confermata poi, ai livelli attesi, nel professionismo dove ha gareggiato, in varie squadre, dal 1997 al 2004.

Anche Michele Coppolillo è nativo di Cosenza, classe 1967, e nella sua ultradecennale carriera nella categoria maggiore, si è sempre distinto quale apprezzato e ricercato coéquipier, sempre pronto a dare una mano – e il cuore – alla causa comune della squadra. Era comunque un “battant”, per dirla alla francese, un combattente nato sempre pronto a movimentare la corsa con azioni a lunga gittata, di molto distanti dal traguardo, con scarse o nulle possibilità d’esito positivo.

“Coppo”, questo era e tuttora è, l’appellativo che si è sostituito a nome e cognome, passa al professionismo nell’Italbonifica-Navigare dei Reverberi dopo che, l’anno prima, nel 1990, quale “profeta in patria”, vince la classifica finale della corsa a tappe internazionale “Sei Giorni del Sole”, importante gara a tappe per l’eccellenza dei dilettanti organizzata proprio in Calabria dallo Sporting Club Mileto dell’appassionato Domenico “Mimmo” Bulzomì.

Rimane con Bruno e Roberto Reverberi fino al 1995 e alla formativa scuola reggiana interpreta la parte del corridore che costantemente cerca la fuga, preferibilmente da lontano, e in questa s’impegna sempre, anche se le probabilità di riuscita sono assai basse, limitate.

Nel biennio successivo, 1996-1997, è inquadrato nella forte squadra della MG Boys Maglificio-Technogym guidata in ammiraglia – e pure giù dall’ammiraglia – da Giancarlo Ferretti, esponente di punta della categoria  etichettata come “sergenti di ferro”.

E con questa maglia il “Coppo” ottiene i suoi due successi in carriera fra i professionisti.  Il primo nel 1996 nella seconda frazione della 4^ tappa del Giro del Mediterraneo, al Mont Faron, mentre nel 1997 taglia vittorioso il traguardo del Trofeo Pantalica, in Sicilia, provincia di Siracusa. Per completezza d’informazione è da ricordare pure la vittoria nella cronosquadre dell’Hofbrau Cup, in Germania. Nel 1998 indossa la maglia dell’Asics-CGA mentre nel 1999 e nel 2000 è nella Mercatone Uno, formazione di primo rilievo, a fianco di Marco Pantani.

Nel 2001, anno di conclusione della sua carriera fra i professionisti dove, oltre alle citate vittorie, ha ottenuto anche buoni piazzamenti sul podio, c’è il ritorno con i Reverberi, nella Panaria-Fiordo. E in quel Giro d’Italia soffrì le pene dell’inferno ma, pur vestendo la maglia nera, non mollò mai e portò a termine, con persistente dolore fisico ma superato sempre dall’orgoglio, da “duro” vero, la corsa rosa.

Appesa la bicicletta professionistica al chiodo, solo in senso metaforico però perché pedalare è nel suo carattere e nel suo modo di vivere, Coppolillo segue il ciclismo giovanile romagnolo, soprattutto la formazione della Baggioni Reda, popolosa frazione di Faenza dove il ciclismo , in varie versioni, è sempre intensamente vissuto  e seguito.

Coppolillo non fa mancare il suo apporto anche al di fuori del ciclismo e per cinque anni è stato assessore allo sport, protezione civile e altre varie deleghe al comune di Dozza, dove abita, località di residenza anche dello storico direttore sportivo Luciano Pezzi.

Dal 2019 Michele Coppolillo è il direttore sportivo della formazione “under 23” denominata Emilia-Romagna, nata da un’idea del C.T. Davide Cassani e supportata dal presidente della giunta regionale Stefano Bonaccini. E’ un’iniziativa valida e studiata, con ottima intuizione, per legare e rimarcare il connubio territorio-bicicletta, o viceversa, nel settore competitivo del ciclismo dei giovani riunendo nella formazione corridori e tecnici nati nella regione. E anche Michele Coppolillo è oramai considerato, a tutti gli effetti e a pieno titolo, emiliano-romagnolo, anche se le radici sono un po’ più a sud.

 

Copyright © TBW
COMMENTI
Prof calabresi
25 febbraio 2020 11:45 fedex
Vi siete dimenticati di corridori recenti Sergio Laganà e Francesco Reda (con molti più risultati di altri)

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Tadej POGACAR. 10. “Gna fà”, non ce la fa a regalar tappe. È un agonista e come tale si comporta. Non è qui per fare le pierre, è qui per vincere il Tour de France, a viso aperto. I saggi...


Ancora una volta UAE Development Team conquista una Top 5 e ancora una volta la velocista Sara Fiorin ha ottenuto un buon risultato. Dopo il terzo posto conquistato nella seconda tappa del Baloise Ladies Tour oggi è andata in scena...


In questo Tour de France non ce n'è per nessuno, anche sulle Alpi Marittime Tadej Pogacar (UAE) va a prendersi il suo trionfo vincendo l'ennesimo duello di questa edizione con Jonas Vingegaard (Visma Lease a Bike). A completare il podio della...


Dopo 17 anni è tornato il ciclismo dilettanti sul circuito collinare empolese di Corniola ed al termine di una gara selettiva con soli 23 arrivati sui 94 partenti, è stato il valdarnese di Incisa Matteo Regnanti ad aggiudicarsi il Gran...


La legge della salita è una sola: chi ha le gambe vince. E questa è anche la legge di Jarno Widar (Lotto Dstny Development) che a Champoluc si prende tappa e maglia gialla di leader. Il belga, già vincitore del...


Doppio colpo per Erazem Valjavec al Giro del Veneto juniores. Il figlio d'arte della Autozai Contri trionfa nell'arrivo in salita a Passo Croce d'Aune dove lo sloveno si scatena rifilando 40" ad Andrea Bessega (Borgo Molino Vigna Fiorita) e 43"...


Questa settimana Radiocorsa va in onda oggi, sabato 20 luglio, alle 18 su Raisport. Per celebrare due donne, due cicliste, che hanno fatto grande il movimento azzurro negli ultimi tempi. La piemontese Elisa Longo Borghini, con la sua vittoria al...


Era un pistard e con la maglia gialloblu della nazionale ucraina aveva partecipato a diverse edizioni dei campionati europei stabilendo anche dei record nazionali nel km da fermo e nella velocità a squadre. Andreyi Kutsenko aveva studiato all'università di Leopoli,...


Le lacrime e il lungo abbraccio con la moglie Trine: questa è l’immagine di Jonas Vingegaard dopo il traguardo a Isola 2000. Il danese che il Tour lo ha vinto già due volte, nella diciannovesima tappa si è arreso, ammettendo...


Qualcuno lo ha definito il nuovo Cannibale, perché non ha lasciato vittorie a nessuno. Lo sloveno domenica a Nizza salirà sul podio del vincitore e per lui questo sarà il terzo successo finale al Tour de France. «Quando Simon Yates,...


TBRADIO

-

00:00
00:00
VIDEO





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi