«ALESSIO ED IO, DUE VITTIME DEL CICLISMO CHE CHIEDONO GIUSTIZIA»

LETTERA APERTA | 02/09/2019 | 07:53
di Consuelo Saviozzi

Buongiorno direttore, già ci conosciamo: sono Consuelo, la moglie del Ciclista Professionista Alessio Galletti, morto nel giugno del 2005 nel corso di una tappa del Giro delle Asturie, mentre svolgeva la sua professione, lasciandomi sola e con due figli da crescere.
Grazie a Dio, ai congiunti e agli amici più veri ho potuto affrontare questa... gara veramente dura, senza essere travolta dal dolore e dalle intuibili conseguenze che un lutto ha, sempre, per una famiglia.


Come Donna e come Madre non mi sono arresa e di questo ne sono fiera. Come sono orgogliosa di mio marito Alessio: non era quello che si chiama un Campione, ma di sicuro è stato un PROFESSIONISTA nel corso di tutti gli anni trascorsi a fare ciò che gli piaceva, gareggiare in bici, aiutando i suoi compagni più forti e qualificati. Mio marito è stato un GREGARIO, ne ha sempre accettato oneri (molti) ed onori (pochi ma memorabili): questo non può voler dire, però, che Alessio debba essere DIMENTICATO ed IO DIMENTICATA con lui!


Per quanto ho potuto sapere,mio marito non aveva avuto una copertura assicurativa, prevista chiaramente dai regolamenti, e per il suo decesso - nonostante in tutti questi anni abbia ovviamente cercato di avere Giustizia in Tribunale - a tutt'oggi gli esiti non hanno portato sostanzialmente ancora a NULLA.
Rivolgendomi a tutti quegli sciacalli che lo hanno insinuato - e poichè per esperienza di vita a fianco di un Corridore, questo è SEMPRE un incubo per chi FA il MESTIERE DEL CICLISTA - tengo a precisare ancora una volta che ALESSIO NON È MORTO PER DOPING, ma per ben diverse ragioni acclarate dagli esami autoptici. Dunque, se solo chi avrebbe dovuto fare il propio lavoro correttamente ed a termini di regolamento lo avesse veramente fatto, non sarei qui ancora, non a chiedere ma - questa è la triste verità - ad IMPLORARE GIUSTIZIA.

Non posso nascondere che, in questo mio peregrinare come una specie di mendicante (sarà umiliante,ma sento di doverlo fare per Alessio,che non si arrendeva mai facilmente), nella primavera di quest'anno mi sia anche rivolta formalmente, con un telegramma ed una raccomandata, agli Uffici della Presidenza della Federazione Ciclistica Italiana per chiedere la possibilità di un semplice INCONTRO. Solo per capire ed avere CHIARIMENTI, propio dall'ENTE FEDERALE che dovrebbe rappresentare e TUTELARE i CICLISTI: voglio solo chiedere testualmente se la MORTE DI ALESSIO GALLETTI, mio marito deceduto in gara, deve "RIMANERE SOLO UNA QUESTIONE DI PAROLE AL VENTO".

Si deve sapere che, fino ad ora, questo INCONTRO NON C'È MAI STATO, prospettato e quasi " promesso" mai mai fissato e tanto meno svoltosi. Non sta certo a me indicare quelle che ritengo ne siano le ragioni di questa scelta. Sta di fatto che, per come vedo e leggo proprio in questi giorni, a noi DONNE il destino riserva sempre GARE IN SALITA. Quel che è grave, quel che è peggio, è che proprio coloro in cui si dovrebbe riporre fiducia o da cui almeno auspicare vicinanza e comprensione, sembrino voler gettare pure dei chiodi su di un percorso già duro di suo.

ANCHE IO, egregio Direttore, ritengo di essere UNA VITTIMA DI UN CICLISMO CHE non esito a definire SBAGLIATO e da RIFARE. Spero che lei possa darmi ancora una volta un piccolo sostegno rendendo pubbliche queste mie parole. Non certo "contro", ma solo per il MIO ALESSIO E LA FAMIGLIA CHE ABBIAMO COSTRUITO. LA SUA PIÙ GRANDE VITTORIA.

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COMMENTI
Muovetevi!
2 settembre 2019 08:18 piuomeno
Parole che pesano come un macigno su quegli organi che dovrebbero, ripeto dovrebbero tutelare il ciclismo ed i ciclisti, sempre troppo spesso lasciati al proprio destino nel momento del bisogno. Gli addetti non possono rimanere indifferenti ad un simile appello, ed io dico MUOVETEVI!.
Maurizio

x Alessio
2 settembre 2019 08:28 bernacca
questa storia l'ho già sentita anche in altri sport e chiedo: presidenti , direttori insomma chi ha la poltrona sotto il c... , perché non Vi muovete e aiutate queste famiglie? facile fare i fenomeni e parlare politichese , l'importante è agire quando serve ! Non faccio nomi, altrimenti non mi pubblicano il post, ma spero che questa lettera venga letta e che ci sia un futuro per la famiglia di Galletti ( e non solo). Spero in futuro di leggere aggiornamenti positivi . Un abbraccio (anche se non La conosco) a Consuelo

ACCPI
2 settembre 2019 15:43 limatore
Ma l'associazione di categoria (non sò se nel 2005 era già stata creata) non ha mai fatto niente? Sarebbe vergognoso.

Che tristezza
2 settembre 2019 23:29 Libertas
Mi spiace tanto che il ciclismo italiano si sia ridotto in questo modo e sentire la povera signora Consuelo con due figli sia sempre ad aspettare un risarcimento che minimo credo che si mi spetta di diritto . Mi auguro che chi è responsabile trovi finalmente una corretta soluzione .

PAZZESCO!!!!
3 settembre 2019 11:21 pietrogiuliani
Ma come mai personaggi "famosi e amici" che la mattina si alzavano per andarsi allenare Grazie ad Alessio (che le tirava giù dal letto) come RE leone Mario Cipollini non hanno mai fatto niente contro la squadra? E' davvero incredibile. Allora datevi una mossa almeno ora perché qualcuno avrà pure delle responsabilità e chi ce l’ha deve pagare, punto e basta .

VERGOGNAAAAA
3 settembre 2019 12:24 roger
A leggere questa lettera e pensare che io ho corso in quegli anni proprio con Alessio per due stagioni mi fa stare molto male. Lui era sempre il primo a disposizione di tutti, soprattutto del Campione del Mondo Cipollini. Era un perno importantissimo del treno Saeco di Salutini e di conseguenza poi di quello delle squadre guidate dal team menager Santoni. Squadroni formidabili che avrebbero dovuto essere in regola e tutelare i corridori. Oggi a distanza di tutti questi anni e questi personaggi fanno la bella vita, chi più chi meno, e nessuno ancora è intervenuto. Mi viene da piangere a pensare che nessuno ha fatto niente per aiutare a risolvere i problemi di questa famiglia Questo è’ veramente grave sapendo oltre tutto che esisteva anche all'epoca l'obbligatorietà di fare l'assicurazione per essere affiliati. E che minimo in caso di morte la famiglia riceveva allora 100milioni delle vecchie lire che ora dovrebbero essere centomila euro . Io credo che la responsabilità è’ tutta della Lega e la fci che avrebbero dovuto controllare l’affiliazione assicurandosi che ci fosse una vera assicurazione. Questo avrebbero dovuto fare per rilasciare la licenza alla squadra. In caso non fosse stata fatta o fosse stata fasa, allora devono pagare gli organi di controllo responsabili poi ci sarà stato un responsabile finanziario o presidente....come è’ possibile che nessuno faccia niente.... ma in che mondo siamo e L’ Uci e la fci dove sono ....????

Per Alessio e Consuelo Galletti
3 settembre 2019 23:27 Walter65
Dopo le tragedie di questi ultimi anni questa del “Gallo” che ormai da anni ci ritroviamo a ricordare è propio una cosa scandalosa ultimamente si parla tanto di sicurezza nel ciclismo ma poi ci si dimentica di una famiglia che ha perso un padre mentre faceva il suo lavoro è peggio ancora durante una corsa e come al solito le istituzioni dove sono ? Cosa fanno? Nulla federazione ciclistica italiana coni accpi cosa fanno chi aspettano
È una cosa inaccettabile dopo tutti questi anni non credo che il “Gallo” riposi in pace
Forza Consuelo non mollare...

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